Luca Marchetti

Per molti è l’estate delle rivoluzioni, lo abbiamo detto più volte. Roma, Fiorentina, le neopromosse, il Milan, l’Inter. Il Napoli no, esente. Ma la Juve? Cambiamenti ce ne saranno, inevitabilmente. Per continuare quel processo di crescita che ha portato i bianconeri in 2 finali di Champions e ai sei scudetti consecutivi. L’obiettivo è salire ancora… ma come? Douglas Costa è arrivato, già ufficiale. Come Bentancur. E se la Juve a giugno negli anni scorsi aveva già messo a segno alcuni dei suoi colpi più importanti, ora ancora deve fare. E probabilmente molto farà. Douglas Costa non esclude Bernardeschi. L’addio di Dani Alves rilancia Lichtsteiner titolare ma costringe la Juve a prendere un suo sostituto (De Sciglio). Poi c’è la questione centrocampista da mettere in cantiere: quell’elemento che dallo scorso anno la Juventus sta inseguendo senza mai trovare il giocatore giusto. I nomi rimasti in piedi sono quelli di N’Zonzi e Matuidi, magari può tornare di moda Matic.

E poi c’è la vicenda Bonucci da tenere sotto osservazione: se il Milan dovesse affondare il colpo cosa succederà? Di sicuro la Juventus avrebbe un bel tesoretto da spendere ma rimpiazzare Bonucci (posto che anche lui sia d’accordo al trasferimento) non sarà semplice. La Juve ha cercato di giocare d’anticipo: c’è Rugani pronto, magari si potrebbe anticipare Caldara. Ma andate a guardare la formazione della Juve rispetto allo scorso anno. Buffon non si tocca (anche se Sczeszny lo scorso anno non ha avuto nulla da invidiare al portiere della Nazionale); De Sciglio (o Lichtsteiner) a destra, Chiellini e Rugani (o Caldara?) centrali, Alex Sandro (i cui rumors sull’interessamento del Chelsea sono diminuiti ma non scomparsi) a sinistra. In mezzo Pjanic e Mautidi (con Marchisio e Khedira pronti); Bernardeschi, Dybala, Douglas Costa insieme a Higuain per l’attacco. Mandzukic e Cuadrado a partire dalla panchina, solamente in forma teorica.

Sarebbe una rosa ultra competitiva con ricambi nettamente superiori alla media. Per il momento è un gioco. Ma serve giusto per far capire che la Juve potrebbe cambiare in 5 giocatori nell’undici iniziale. Non è rivoluzione questa? Ma è (o sarebbe, meglio) una rivoluzione silenziosa. Come quella operata fra la finale di Berlino e quella di Cardiff. Una rivoluzione nel segno della continuità, per continuare ad avere quello spirito di appartenenza che contraddistingue le grandi squadre.