Francesco Cavallini

Comunicato congiunto per decisione presa di comune accordo. In fondo, la naturale conclusione di uno degli intrighi del calciomercato dell’estate 2017. Terminato l’affare Donnarumma, tutti gli sguardi interessati di tifosi e addetti ai lavori si sono rivolti verso Torino, dove Patrick Schick aveva già effettuato le visite mediche con un blitz nel bel mezzo del girone dell’Europeo Under-21. Visite non superate, non del tutto. Piccolo problema cardiaco, accordo rimandato a luglio, peggio di un debito formativo. Luglio è arrivato e la storia è continuata ad andare per le lunghe. Tentativi di accordo, di modificare la modalità di acquisto. Poi altre visite, stavolta a Roma, un incontro risolutivo e la comunicazione al mondo del suo risultato. Schick resta a Genova. Chissà poi per quanto.

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Patrik Schick, 11 gol alla prima stagione in Serie A

Decisione presa di comune accordo e che probabilmente conviene a entrambe le parti. Così facendo, Ferrero avrà quello che desiderava e che la clausola rescissoria sul contratto di Schick gli ha impedito di ottenere: l’asta per il suo numero 14. Perchè la postilla che permetteva al calciatore di liberarsi per 25 milioni è scaduta il 30 giugno, quindi ora chi vuole assicurarsi i servigi del ceco sarà costretto a presentarsi a Bogliasco con cifre superiori. Le pretendenti per il ventunenne non mancano, a partire dalle squadre che il mese scorso erano state bruciate dalla Juventus. Roma e Inter in pole position, ma anche dall’estero ci sono parecchi estimatori pronti a sborsare quanto richiesto dalla società blucerchiata.

Ma, a conti fatti, il fallimento della trattativa forse conviene di più alla Juventus. Allegri perde la possibilità di avere a disposizione un calciatore che nel suo primo anno di Serie A ha dimostrato di poter essere un valore aggiunto, anche per chi ha già a disposizione Higuain e Dybala. Ma, ed è un elemento da non sottovalutare, così facendo la Juventus tiene lontana più di qualche rogna, anche considerando che Marotta e Paratici stanno continuando ad insistere per Bernardeschi, che dovrebbe unirsi a Douglas Costa tra i nuovi arrivi dell’attacco bianconero. Reparto che, al momento attuale, è comunque quello che meno necessita di una rinfrescata e che con l’arrivo di Schick si sarebbe trovato in evidente crisi di sovraffollamento, che neanche le circa cinquantacinque partite stagionali avrebbero potuto evitare del tutto. I conti sono, anzi, sarebbero stati semplici. Higuain, Dybala, Mandzukic, Cuadrado, Douglas Costa, Bernardeschi e, appunto, Schick. Una batteria di eccellenza assoluta, ma forse esagerata, soprattutto se si butta un occhio alla situazione nelle altre zone di campo.

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Federico Bernardeschi, altro obiettivo bianconero

Tra la prima visita medica del ceco ed il fallimento del trasferimento è infatti successo qualcosa che è impossibile derubricare in questa analisi. L’addio (preventivabile) di Dani Alves e quello molto più eclatante di Bonucci. La difesa, il fiore all’occhiello della Vecchia Signora, è improvvisamente da ristrutturare. Certo, le fondamenta sono solide e affidabili, ma il buco lasciato dall’ex numero 19 c’è ed è innegabile. Come c’è, anzi c’era, quello sulla fascia destra, già coperto dall’arrivo in bianconero di De Sciglio, che Allegri è più che felice di ritrovare sei anni dopo averlo fatto esordire in Champions League con la maglia del Milan. Al centro non ci sarà una voragine, ma qualche crepa potrebbe intravedersi, soprattuto se si considera che Chiellini e Barzagli si avviano più o meno inevitabilmente verso una fase calante della propria carriera e che Benatia non offre esattamente moltissime garanzie da un punto di vista fisico.

Insomma, un rinforzo è lecito aspettarselo e in questa ottica i 30 milioni da versare in due anni risparmiati per Schick potrebbero dare una mano. Anticipare l’arrivo a Vinovo di Caldara è un’opzione, ma è più probabile che si punti a un nome pesante, anche per allontanare i primi sussurri riguardo un possibile indebolimento bianconero. De Vrij sarebbe perfetto nel rapporto qualità-prezzo, ma anche per lui è pesante l’incognita infortuni. Il sogno è Manolas, ma a quel punto i famosi 30 milioni non basterebbero certo per convincere Monchi a cedere il greco a una diretta rivale per il titolo. Si fa il nome di Garay. Un buon compromesso, ma con una valutazione non da ridere. Per il trentenne argentino il Valencia non scende sotto i 20. E quindi? L’idea, neanche troppo balzana, è di prendere due piccioni con una fava.

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Emre Can, obiettivo della Juventus per la mediana e per la difesa

La fava in questione si chiama Emre Can, ha ventitré anni, gioca nel Liverpool e fa il centrocampista, ma all’occorrenza ha imparato a trasformarsi in difensore centrale. Dato che l’altro reparto da puntellare è la mediana, acquistare un calciatore duttile, in grado di ricoprire due ruoli a seconda delle necessità, può rappresentare la soluzione ideale. Ma la Serie A, la storia più o meno lo dimostra, non sempre permette a chi nasce mediano di trasformarsi in stopper. Anche se questo non esclude del tutto l’arrivo del tedesco di origini turche, che nel centrocampo bianconero rappresenterebbe la clava, quella forza fisica che tanto è mancata nella sfortunata serata di Cardiff. Prezzo? Non meno di 35 milioni di euro per il nuovo Khedira, che nell’undici titolare andrebbe a sostituire l’originale. E anche in quest’ottica, mettere da parte quelli già preventivati per Schick non dispiace probabilmente a nessuno.

Ma l’obiettivo principale della Juventus è ancora più ambizioso, per quanto praticamente impossibile da raggiungere. Tentare però non nuoce ed ecco quindi che sono partiti i contatti per capire quante possibilità esistono di portare a Torino Toni Kroos. El Mundo Deportivo riporta che al Real sarebbe arrivata una prima offerta bianconera da 70 milioni per il centocampista tedesco. Cifra alta, che forse neanche basterebbe, dato che una valutazione plausibile si aggira intorno ai 90 milioni, ma che comunque non rappresenta il problema principale dell’eventuale trattativa. Lo scoglio è rappresentato dall’ingaggio di Kroos, che supera il salary cap bianconero, fissato ai circa 7,5 milioni di euro annui percepiti da Higuain, Dybala e Allegri. Basterebbe l’idea di diventare la stella assoluta, invece di rimanere un galactico tra i tanti? Chissà.

Quel che è certo è che, alla luce di tutte queste valutazioni, non sorprende la scelta della Juventus di “mollare” Schick e la volontà della Samp di non contestare la decisione bianconera. È un chiaro caso di win-win situation. I blucerchiati incasseranno più di quanto previsto, i bianconeri possono reinvestire parte del loro budget in altri reparti. E quindi, accordo consensuale. Le problematiche? Neanche menzionate nel comunicato. La carriera di Schick, comunque, non pare a rischio ed è improbabile che qualcun altro non voglia investire sul ragazzo. E se Ferrero riuscirà ad alzare il prezzo e la Juventus a puntellare la rosa con il denaro risparmiato, entrambe avranno qualcosa da dire al ceco. Grazie, Patrick. Grazie di cuore.