Francesco Cavallini

Il grande bluff, dicevano. Pareva che la cessione del Milan ai cinesi dovesse significare mettere un asset storico del calcio italiano in mano ad un gruppo di incoscienti, di affaristi senza scrupoli. I cinesi buoni, quelli coi soldi, sembravano essere arrivati dall’altra parte della città. Intorno a Casa Milan era un gran parlare di prestiti, fondo Elliott e investimenti azzardati.

Bene, se di azzardo effettivamente si tratta, Yonghong Li sta decisamente facendo all-in. Il Milan compra a più non posso e non sembra per niente intenzionato a smettere. È arrivato anche Andrea Conti a rinfoltire il manipolo di volti nuovi agli ordini di Vincenzo Montella. Va a fare compagnia a Musacchio, Ricardo Rodriguez, Kessié, André Silva, Borini e Calhanoglu. In attesa ovviamente di ulteriori sviluppi, perchè la giostra non dovrebbe fermarsi, perlomeno non a breve. Per vendere ci sarà tempo, per acquistare un po’ di meno, dato che il preliminare di Europa League incombe e i nuovi arrivati ci tengono a fare bella figura in Europa, proprio come faceva qualche decennio fa il Milan di Berlusconi.

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Il nuovo acquisto rossonero Calhanoglu

Già, il buon vecchio Presidente. Chi temeva di doverlo rimpiangere sarà rassicurato, almeno nel breve periodo. Per carità, non siamo al livello degli elicotteri a San Siro, non è (ancora?) arrivato il Van Basten della situazione, ma il terrore per un ridimensionamento tecnico della squadra è ormai passato in cavalleria. Il Milan sta creando un’ossatura forte, giovane e che punta a iniziare un nuovo e duraturo ciclo vincente. E Fassone e Mirabelli continuano il loro casting, la ricerca del colpo a effetto, quello che può fare ulteriormente decollare la fantasia e le aspettative dei tifosi.

Fassone e Mirabelli che, giova ricordarlo, qualche mese fa sembravano la coppia perfetta di capri espiatori per quello che per bocca di tutti era un fallimento annunciato. E invece ora girano per l’Italia e per l’Europa con obiettivi e risorse importanti. Un pezzo pregiato dopo l’altro, il nuovo Milan ha assunto quella credibilità che nelle prime settimane latitava. Anche solamente un mese fa pensare di poter puntare a un top player come Aubameyang sarebbe stato etichettato come follia. Ora invece la suggestione lascia il posto alla effettiva possibilità di acquistare il calciatore del Borussia, che in maglia rossonera fu capocannoniere della Champions Youth Club nel lontano 2007.

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Silva con Fassone e Mirabelli durante la presentazione. Ph dal sito ufficiale del Milan

Il capocannoniere della Bundesliga non è l’unico nome nel mirino per rafforzare l’attacco a disposizione di Montella. C’è anche Nikola Kalinic, in uscita dalla Fiorentina. E, visto il nuovo corso del mercato milanista, non è neanche detto che i due siano uno l’alternativa all’altro. Si parla di Cuadrado, che la Juventus potrebbe lasciare andare e che rappresenterebbe l’esterno perfetto per il tecnico di Pomigliano d’Arco. E manca ancora il regista, in attesa di capire come finirà la telenovela Biglia. Se il laziale non dovesse arrivare, tutte le fiches rossonere andrebbero su Goretzka, centrocampista dello Schalke in scadenza il prossimo giugno.

La grana Donnarumma è stata finalmente risolta, gli euro (i dollari, gli yuan) volano e dell’incertezza iniziale non c’è traccia. E i cinesi veri? Quelli con i soldi? Compreranno anche loro, sarebbe sciocco da parte del tifoso milanista pensare che il gruppo Suning possa vedersi superare dai nuovi arrivati senza rispondere colpo su colpo. Ma a Casa Milan, intanto, si sono portati avanti con il lavoro e adesso tocca ai nerazzurri mettersi in pari. E i conti? E i bilanci? Quelli a chi guarda la partita interessano (o dovrebbero interessare) fino a un certo punto. Se problemi dovessero esserci, meglio non pensarci ora. Nel frattempo meglio godersi questa campagna acquisti faraonica.

Quel che conta, in ogni caso, è aver restituito ai tifosi rossoneri la speranza, la fiducia in una società che dopo lo Scudetto 2011 era finita in un ombra che non si addice a un club con il palmares dei rossoneri. Aver cancellato le perplessità, le facili ironie di chi si augurava un Milan debole in campo e sul mercato. Chi sperava nella tigre di carta, nel colosso coi piedi d’argilla, al momento deve ricredersi. Poi il prato verde darà il suo giudizio. Se in cinese o in linguaggio tricolore, questo è da vedersi.