Elisa Ferro Luzzi

Il nuovo Milan dei cinesi sta facendo parlare di sé per il mercato veramente d’impatto fin qui effettuato: i giocatori acquistati fino a questo momento sono Musacchio, Rodriguez, Kessie, Andrè Silva, Calhanoglu, Conti, A. Donnarumma, Biglia e l’ultimo, ad effetto, di Bonucci che nelle ultime ore e assolutamente a sorpresa ha lasciato la Juventus per vestire la maglia rossonera. L’unico neo di questa finestra di mercato milanista è stato il quasi addio di Gigio Donnarumma, ma la situazione è ampiamente rientrata. Nella storia recente ci sono stati altri mercati estivi d’effetto, che hanno regalato alle squadre che hanno preso tanti giocatori forti molti trofei, ma – in alcuni casi – anche molti problemi economici negli anni seguenti. Questo mercato del Milan però è qualcosa che va oltre: ai tempi dei numerosi acquisti ad effetto, come per esempio quelli di Parma o Lazio negli anni ’90, venivano presi sì grandi campioni, ma ne venivano anche ceduti altrettanti. Il Milan cinese, invece, non scambia pezzi pregiati: acquista giocatori importanti e basta. Andiamo comunque ad analizzare le sessioni di mercato più ad effetto che la nostra Serie A ricordi con un occhio a quello cui hanno portato negli anni successivi.

Calciomercato d’impatto e relative conseguenze

Estate 1996: Callisto Tanzi, presidente di un Parma decisamente in ascesa, decide di rivoluzionare la squadra partendo dalla guida tecnica. In panchina viene chiamato Ancelotti, allenatore in rampa di lancio, mentre in difesa arriva dal Monaco per 10 miliardi Thuram per fare coppia col giovane Cannavaro; dalla Samp arriva Chiesa e dal River Plate Crespo. In prima squadra viene promosso un portiere proveniente dalle giovanili, un certo Gigi Buffon. Sarà la migliore stagione del Parma in Serie A: i gialloblu chiuderanno al secondo posto a soli 3 punti dalla storica rivale, la Juventus. Non andranno mai più così vicini a vincere il tricolore. La stagione successiva, però, segna subito la fine del sogno e Ancelotti viene esonerato, nonostante gli arrivi di Stanic, Ze Maria e Fiore. La stagione 1998/99 si apre con diverse novità: il nuovo allenatore è Malesani, mentre dal mercato arrivano altri tre colpi: Veron dalla Sampdoria, Boghossian e Fuser dalla Lazio. Il Parma di Malesani lotta alla pari con le grandi del calcio italiano ma alla fine cede il passo in campionato fermandosi al quarto posto. Vince comunque anche la seconda Coppa Uefa della sua storia. Agli inizi degli anni 2000, però, il crack Parmalat ed i problemi finanziari del patron Tanzi segnano la fine di una delle famigerate 7 sorelle.

Lilian Thuram, colpo di mercato del Parma di Tanzi

Estate 1998: la Lazio di Cragnotti fa sul serio e, ad agosto, turba in senso buono le vacanze dei tifosi portando a sorpresa Vieri, protagonista di un ottimo Mondiale in Francia e stella dell’Atletico Madrid. L’operazione  è molto costosa ma non è l’unica: quell’estate nella Roma biancoceleste arrivano anche Salas, De la Pena, Conceicao e Mihajlovic. Un mercato importante, sì, ma non al livello di quello di questo Milan visto che alcuni di quei giocatori sono diventati forti stando alla Lazio. L’estate successiva Vieri, ormai ribattezzato Mister 90 miliardi, saluta tutti e se ne va all’Inter: alla Lazio arriva Veron ed insieme allo squadrone messo su da Cragnotti l’estate prima vince il secondo scudetto della storia del club biancoceleste. Quello che succede dopo ce lo ricordiamo tutti: il crac finanziario, l’interregno di Longo e poi la presidenza Lotito. Il quale si è presentato, durante i suoi primi mesi di presidenza, con 9 acquisti nelle ultime ore di mercato. Ma nessun decisamente di tutt’altro (basso) livello.

Vieri e Salas, colpi di mercato della Lazio 1998-1999

Estate 2001: la Juve cede Zidane al Real Madrid e riutilizza i 150 miliardi di vecchie lire incassati per finanziare buona parte del suo mercato, con cui rinnova praticamente tutta la squadra: dal Parma preleva Buffon e Thuram, dalla Lazio arrivano Nedvev e Salas, affermatissimi dopo lo scudetto vinto nel 2000 proprio ai danni del club bianconero. E questo mercato d’impatto si rivela azzeccato, visto la squadra riesce a conquistare il 26esimo titolo della sua storia. A differenza degli altri due casi, periodo calciopoli e conseguente Serie B a parte, rimane sempre sulla cresta dell’onda.

Buffon e Thuram alla Juve nel 2001. Cannavaro li raggiungerà nel 2004

Estate 2009: Moratti allestisce l’Inter che poi si aggiudicherà il Triplete. Nella Milano nerazzurra arriva Eto’o al posto di Ibrahimovic (prelevato tre anni prima dalla Juve e ceduto al Barcellona in cambio del camerunense). Lo svedese va in Spagna per 70 milioni, Eto’o arriva all’Inter per 20. Con i soldi avanzati dal favorevole scambio, Moratti compra nell’ordine Milito, Thiago Motta, Sneijder e Lucio. Questi acquisti si rivelano fondamentali per la vittoria di campionato, Champions League e Coppa Italia, ma quanti anni erano che Moratti provava ad allestire una squadra degna di questo nome e spendeva fior di milioni? La nuova proprietà cinese, oggi, non sta reggendo il confronto con quella dei cugini milanisti.

Diego Milito, uno degli acquisti del mercato interista prima del Triplete