Francesco Paolo Traisci

Inizia il calciomercato: i soldi sono sempre pochi, ma i sogni dei tifosi debbono essere assecondati, anche perché le prime entrate economiche arrivano dagli abbonamenti, che i tifosi sempre più diffidenti difficilmente accettano di sottoscrivere al buio. Ed allora, visto che come diceva qualcuno, “l’acqua è poca e la papera non galleggia”, via alla creatività nelle modalità di acquisto (e di vendita) dei giocatori più conclamati. E ci perdonino i nostri campioni se, per semplificare un po’, trattiamo loro (in realtà i loro cartellini, ossia il diritto ad avere le loro prestazioni sportive per una o più stagioni calcistiche) come merce qualsiasi. È pur sempre un gioco (anche se milionario).

Ecco quindi le forme di acquisto più in voga nel calciomercato italiano 3.0.

Compro oggi e pago poco, se poi va bene, domani pago di più

È l’acquisto con i cosiddetti “bonus”, ad un prezzo fissato, che potrà aumentare in caso di successo del giocatore o di raggiungimento da parte della squadra di determinati risultati. Pagamento di un minimo, quindi, con il prezzo che può variare secondo quanto concordato in precedenza dai due club in caso di superamento di un determinato numero di presenze o di gol da parte del giocatore, di qualificazione per le competizioni internazionali o di altri eventi predeterminati da parte della squadra (e ci stiamo accorgendo che in certi casi la fantasia dei nostri operatori di mercato non ha limiti).

La Juventus guadagnerà altri cinque milioni di euro in caso di rinnovo di Pogba con il Manchester United

 “Compro oggi, pago domani

Oltre alla classica vendita a rate, assistiamo sempre di più a quella che viene definita come “prestito con obbligo di riscatto”. Con questa formula, oltre al prestito per la stagione che va ad iniziare, ci sarà, nella stagione successiva, l’obbligo per la società di acquisto del cartellino del calciatore, con il relativo pagamento. Si tratta quindi di un mero rinvio del pagamento all’anno successivo, senza alcun rischio per il venditore di ripensamento del compratore, quantomeno in teoria. In teoria, dicevamo: infatti abbiamo trattato in altra sede questa formula di acquisto, mettendo in evidenza che, in realtà, in caso di ripensamento del compratore, dubbia è la possibilità che il venditore ottenga il trasferimento automatico del giocatore. E’ una formula relativamente nuova che bisognerà provare alla luce dei fatti (ossia vedere cosa succederà in caso di rifiuto dell’acquirente di procedere all’acquisto). In ogni caso, qui il rischio che il giocatore non disputi un annata soddisfacente cade sull’acquirente, che dovrà comunque pagarlo secondo il valore attribuitogli dai due club al momento della stipula del contratto.

Fantacalcio-consigli

Franck Kessiè, acquistato dal Milan, verrà pagato tra due anni

Compro oggi, pago domani, se devo, sennò restituisco

Variante della formula precedente con la differenza che l’obbligo di acquisto scatta solo al verificarsi di determinate condizioni (di solito più o meno le stesse, sopra menzionate, utilizzate per far scattare i bonus per la maggiorazione del prezzo). Al di là di questa differenza, le incertezze sulla realizzabilità di un eventuale trasferimento automatico permangono anche in questa ipotesi. Tuttavia, contrariamente all’ipotesi precedente, il rischio di un’annata nera per il giocatore ricade, quantomeno in parte sul venditore, che, qualora non si verifichino le condizioni pattuite per l’insorgere dell’obbligo di riscatto, si vedrà restituire il giocatore, a meno che non ci sia una rinegoziazione e quindi un abbassamento del prezzo. Infatti anche in caso di non insorgenza dell’obbligo, l’acquirente potrà comunque decidere di acquistare il giocatore, magari ottenendo un significativo sconto.

Zaza rigore fallito

Simone Zaza, riscattato automaticamente dal Valencia allo scattare delle condizioni stabilite

“Prendo oggi, compro domani, se mi conviene, sennò restituisco

Si tratta del tradizionale prestito con diritto di riscatto. Formula che esiste da sempre nel nostro calcio e che anzi, dopo la progressiva abolizione delle comproprietà, è quella più utilizzata in alternativa all’acquisto secco. In questo caso chi decide è l’acquirente in funzione della convenienza del prezzo pattuito al momento del prestito. E quindi il rischio di un’annata cattiva ricade sul venditore che si vedrà restituire il calciatore in caso di insuccesso.

Mihajlovic calo

Juan Manuel Iturbe, al Torino in prestito con diritto di riscatto

Compro io domani. No, ricompri tu, dopodomani

È il caso del contratto di prestito con diritto di “compra” a favore della società titolare del prestito e di “recompra” a favore dell’iniziale proprietario del cartellino, per seguire una formulazione spagnola. Anche in questo caso, si tratta di forme negoziali ideate per colmare la lacuna lasciata dall’abolizione del diritto di comproprietà. Infatti, seguendo uno schema sempre più in voga, una società cede in prestito un giocatore (di solito una giovane promessa) ad un’altra società, concedendogli anche un diritto di riscatto a prezzo fissato. E fin qui è l’ipotesi esaminata appena sopra. Ma, a differenza rispetto a quella, è previsto anche un ulteriore prezzo per il contro-riscatto, versando il quale il club venditore potrà riprendersi il giocatore, rendendo inefficace il diritto di acquisto concesso ed esercitato dall’acquirente (materialmente o anche solo virtualmente, dichiarando di volerlo esercitare). A ben vedere lo schema somiglia a quello della vecchia comproprietà: anziché far pagare la metà del giocatore all’acquirente per poi stabilire chi dovesse acquistare in un secondo momento la metà di proprietà dell’altro (in caso di mancato accordo con offerte al buio all’interno di due buste chiuse), questa formula stabilisce che se acquista tutto il titolare del prestito, costui pagherà il prezzo prestabilito al momento del prestito, se lo acquista tutto l’altro, ossia l’originario titolare del cartellino, ne pagherà uno maggiore. In caso di esercizio virtuale del diritto di riscatto, la somma consisterà nella differenza fra il prezzo del controriscatto e quello del riscatto. In questa ipotesi le parti quantificano in origine i rischi per entrambe del successo o meno del giocatore. Se l’annata va male, il giocatore rientra alla base senza costi per la squadra presso la quale ha giocato in prestito. Se va bene ma non benissimo, ossia se il potenziale acquirente è soddisfatto, pagherà la somma pattuita per il riscatto e il venditore guadagnerà quella somma corrispondente al valore attribuito al calciatore che non ritiene adatto a sé. Se invece diventa un campione, il club di partenza potrà riprenderselo ad un prezzo prestabilito ed il club presso il quale ha giocato in presto riceverà un adeguato compenso per averlo valorizzato.

Bojan Krkic, primo esempio di “recompra” nel calcio italiano

Compro oggi a prezzo fisso; e tu non puoi impedirmelo

E’ il caso degli acquisti grazie a quella che viene impropriamente chiamata clausola rescissoria (anche in questo caso ne abbiamo già trattato in passato). Si tratta di una specifica clausola inserita nel contratto fra il calciatore ed il club titolare del cartellino, in virtù della quale il primo può liberarsi dall’obbligo di giocare per la seconda al termine di una delle annate giocate, versando alla società la penale prevista nel contratto, penale che al momento dell’inserimento nel contratto appare superiore al valore di mercato del calciatore o comunque soddisfacente per le aspettative della società. Ed allora nel caso il giocatore in pendenza di contratto trovi un accordo economico più vantaggioso per lui con un altro club, può costringere al trasferimento il club originario dietro il pagamento (da parte sua, girando al vecchio i soldi anticipatigli dal nuovo club, o direttamente dal nuovo club al vecchio), della somma indicata nel contratto. Non c’è quindi in questa ipotesi alcuna negoziazione fra i due club: l’acquirente esegue il pagamento nei modi e con la tempistica prevista nel contratto ed il venditore si limita a ricevere a suo tempo la somma pattuita con suo ex giocatore, senza potersi opporre al trasferimento in caso di versamento della somma in rispetto della clausola.

calciomercato

Miralem Pjanic, acquistato dalla Juventus dietro pagamento alla Roma della clausola rescissoria

Queste le principali formule alternative alla semplice cessione a titolo definitivo del cartellino e quella a titolo temporaneo (conosciuta anche con il nome di prestito). Ma indubbiamente ne esistono molte altre: nel regno della libertà negoziale, la fantasia è tutto. E anche in questa sessione di mercato di certo ne vedremo delle belle!