Francesco Cavallini

Gioca a destra? Sì. È mancino? Certo! Viene dalla Bundesliga? Peccato. Non è lui. Avanti il prossimo.

Benvenuti a Indovina Chi?, versione AS Roma. Indizi da prendere in considerazione, dichiarazioni da incrociare, necessità da soddisfare. La ricerca dell’esterno destro che Monchi metterà a disposizione di Di Francesco per sostituire Salah somiglia più a una caccia al tesoro che a una semplice analisi del mercato giallorosso. Appurato che il vice-Dzeko dovrebbe essere Defrel, a patto che il Sassuolo abbassi le sue pretese economiche, che il centrale difensivo potrebbe essere (questione extracomunitari a parte) Nastasic, che all’occorrenza da terzino sinistro ci può giocare, delle cinque pedine richieste dal tecnico al Direttore Sportivo le più urgenti da individuare sono, appunto, i due attaccanti esterni. Che giocheranno entrambi a destra, perchè nelle idee di Di Francesco la coppia di sinistra è composta da Perotti e El Shaarawy. Salvo sorprese dell’ultim’ora, il primo rinforzo in avanti si chiama Cengiz Ünder, diciannovenne freccia turca dell’Istanbul Başakşehir. Giovane e non molto conosciuto (nonostante un cartellino da oltre dieci milioni e l’ingombrante soprannome di Dybala turco). Un profilo alla Monchi, ma che non basta, almeno per ora, per colmare il vuoto lasciato dall’addio dell’egiziano. Ah, è extracomunitario. Dettaglio non secondario.

Cengiz Ünder roma

Il giovane talento turco Cengiz Ünder

Di Francesco vuole ventidue titolari per la sua Roma

Di Francesco non si è nascosto dietro a un dito e ha fatto la lista della spesa, confermando che per la sua idea di calcio servono ventidue titolari. Anzi, ventidue specialisti. Niente adattati, non se ne parla. Al punto che nella prima amichevole stagionale la casella mancante dello scacchiere giallorossa è stata ricoperta, nell’ordine, prima da Riccardo Cappa, interessante attaccante centrale della Primavera che è anche andato in rete, poi da Gerson, tornato per un quarto d’ora esterno alto a destra dopo la scelta shock di Spalletti a Torino, e infine da Lorenzo Valeau, che con De Rossi senior di solito fa il centrale di centrocampo. Meglio tappare il buco coi ragazzi a disposizione che dare brutte abitudini a qualcuno della rosa che verrà. Ma i rattoppi lasciano il tempo che trovano e Di Francesco freme, in attesa che il DS porti a Pinzolo (o più probabilmente negli USA) un esterno destro di ruolo.

E il tecnico attende un acquisto di peso, che risponda alle caratteristiche richieste. Caratteristiche riassunte in un breve estratto della conferenza post-partita. Esterno destro mancino. Non è un dettaglio da poco, perchè esclude (e se così non è, poco ci manca) dalla lista dei papabili un ampio numero di profili che, in un modo o nell’altro, potevano effettivamente essere accostati alla Roma del futuro. Ad esempio niente Chiesa, nome circolato dopo qualche voce di un possibile viaggio a Firenze nei programmi di Monchi. E la presenza in Italia dell’agente di Nasri (scelto dal DS per il suo ultimo Siviglia) perde un po’ di significato, almeno in chiave giallorossa. Prima scrematura effettuata quindi, sempre prendendo per buone le parole di Di Francesco e con la consapevolezza che, davanti alla possibilità di acquistare un top player non mancino, il piede preferito potrebbe non essere una discriminante troppo importante.

Federico Chiesa, 19 anni

Monchi alla ricerca di un mancino

Punto due, la provenienza. E qui ci ha messo bocca Monchi stesso, dichiarando senza mezzi termini che l’esterno che sta cercando non è mai uscito sui giornali e che di certo non arriverà dalla Bundesliga. A parte il fatto che i giornali hanno indicato per la Roma praticamente tutti gli esterni destri d’Europa (e che risulta perlomeno difficile trovare un nome “vergine” da questo punto di vista), qui gatta ci cova. Riferimento troppo specifico da parte dell’ex Siviglia. Vera indicazione, o depistaggio alla ricerca di un affare migliore? Anche qui, garantiamo il beneficio del dubbio e poniamo il secondo paletto. Niente Forsberg, che comunque è anche destro e nel Lipsia gioca a sinistra. E niente Robben, sogno proibito di una generazione di romanisti, che anche a trentatré anni accoglierebbero a braccia aperte la stella del Bayern Monaco dal sinistro al fulmicotone. E allora tanto vale concentrarsi su altri campionati. La Liga spagnola, di cui Monchi ha una conoscenza che definire estesa è un eufemismo. La Ligue 1 francese, anche se la pista che portava a Lucas si è raffreddata (a maggior ragione considerando che il brasiliano non è mancino). E la nostra Serie A, tanto ignorata e bistrattata, quanto fucina di possibili profili che corrispondono alle richieste di Di Francesco.

Cominciamo da casa nostra. Esterno destro, mancino, che gioca in Italia. Sembra un identikit perfetto di Gregoire Defrel, che sul fronte d’attacco può svariare ovunque. Il punto è che nell’ultima stagione l’ex allenatore del Sassuolo ha utilizzato il francese ventisette volte da punta centrale e solo tre sull’out. Ennesima conferma che il classe ’91, se arriverà, sarà il vice di Edin Dzeko. Anche perchè l‘ala destra titolare del Sassuolo è un altro dei papabili per il trasferimento alla Roma. Il nome di Domenico Berardi non è mai sparito dal taccuino di Monchi, ma le cifre sparate da Squinzi hanno consigliato di dare una raffreddata alla trattativa. Resta quindi Suso, che non è certo del posto da titolare del Milan che verrà e che rappresenterebbe, volendo fare un paragone, il profilo alla Perotti. L’El Shaarawy della situazione, ma qui si sfocia quasi sul fantamercato, indossa la maglia viola con il numero 10 e pare in procinto di passare alla Juventus. Ma se i bianconeri non dovessero affondare su Federico Bernardeschi, Monchi potrebbe decidere di inserirsi e fare un’offerta alla Fiorentina. E chissà che il tanto vociferato viaggio a Firenze non rientri proprio in quest’ottica.

Bernardeschi roma

Federico Bernardeschi in azzurro

Ma scavalchiamo le Alpi e andiamo in Francia, fermandoci prima di tutto a Marsiglia, ultimo domicilio conosciuto di Florian Thauvin. Ventiquattro anni, mancino naturale, ma testa calda. Un po’ troppo, forse. Problema numero due, l’OM per il corso spara altissimo e la sensazione è che la situazione sia simile a quella di Berardi. Andando più a nord ci sarebbe Angel Di Maria, ma basta dare un’occhiata all’ingaggio dell’argentino per capire che si tratta di un nome decisamente fuori portata per la Roma. E quindi superiamo anche i Pirenei e raggiungiamo la Spagna, il regno di Monchi. Dove le ali destre mancine pure scarseggiano, eccezion fatta per Carlos Vela, talento mai realmente esploso e che non rappresenterebbe certo il colpo che tutti sognano. Ci sarebbe Deulofeu, ma il piede è il destro. Tutto può cambiare, ma secondo il ragionamento va escluso. Restano gli altri campionati. Tanti, troppi. Con suggestioni vecchie e nuove. Yarmolenko, buono per tutte le stagioni e tutte le sessioni di calciomercato, ma che poi alla fine resta sempre alla Dinamo Kiev. Shaqiri, un altro di quelli che in teoria sarebbe dovuto arrivare a Roma almeno quattro volte. Gastón Pereiro, uruguaiano esterno del PSV, che però ha la pecca di essere extracomunitario (come Nastasic e Under, che se arrivassero entrambi escluderebbero per forza di cose qualsiasi ulteriore nome non comunitario). E addirittura uno svincolato, Ghezzal, ex Lione come Gonalons. Che sarebbe un affare, ma come alternativa ad un titolare di peso. E dato che la seconda casella in rosa pare ormai occupata da Under, è improbabile pensare ad un accordo con la Roma, dato che l’algerino è sì un buon giocatore, ma come valore assoluto sposta ben poco.

Insomma, anche continuando a valutare, paragonare e scartare profili, questa partita a Indovina Chi? comincia a durare un po’ troppo. E allora tanto vale affidarsi al fiuto di Monchi, senza starsi troppo a scervellare su piede preferito, nazionalità e altre improbabili caratteristiche. Quello che sembra evidente è che l’esterno destro di peso sarà il colpo del calciomercato giallorosso. Lo vuole la piazza e, soprattutto, lo pretende Di Francesco. E si sa, scontentare i tifosi non è mai auspicabile, ma far arrabbiare il tecnico abruzzese, uno che non le manda certo a dire, sembra un’idea anche peggiore.