Francesco Cavallini

La squadra lavora sul campo, Monchi opera dietro le quinte. L’arrivo della Roma negli Stati Uniti, per una tournée che vedrà i giallorossi affrontare PSG, Tottenham e soprattutto la Juventus, è un toccasana per il gruppo, lontano anni luce dal caldo della Capitale e da ogni possibile polemica, ma soprattutto lascia al DS la responsabilità di continuare a costruire la squadra per la stagione che verrà. Risolta la grana Nainggolan, che dovrebbe firmare il rinnovo a Boston, casa Pallotta, terminate (almeno a parole) le dolorose cessioni, restano da coprire le cinque caselle indicate da Di Francesco per un rosa completa e di qualità.

Caselle che sono già diventate quattro con l’acquisto di Cengiz Ünder, presentato ufficialmente e già padrone della maglia numero 17, che però non può ancora raggiungere i compagni negli States per questioni burocratiche. Una volta arrivato il visto, il tecnico giallorosso potrà finalmente schierare nelle amichevoli un esterno destro di ruolo, senza dover adattare i ragazzi della Primavera. Ma, come già detto, il ventenne turco non può rappresentare il colpo da novanta in avanti, e quindi Monchi continua la sua ricerca del Campione richiesto dal suo allenatore. Dopo giorni di delirio mediatico, pare un po’ raffreddata la pista Mahrez, con la distanza tra offerta romanista e richiesta del Leicester che si aggira intorno ai dieci milioni di euro. Troppi, per aspettarsi una eventuale chiusura a breve. Passando agli altri ruoli, anche il vice-Dzeko in pectore, Gregoire Defrel, non è arrivato prima della tournée, ma ormai a Roma hanno imparato come funzionano le trattative con il Sassuolo. Con la dovuta calma, si troverà una soluzione che soddisfi entrambe le parti.

mahrez roma

Mahrez, ancora sogno proibito della Roma

Capitolo difesa. Nastasic è ancora in stand-by, forse da un po’ troppo tempo per considerarlo ancora un obiettivo reale. Il motivo della frenata è presto spiegato. L’arrivo di Ünder ha occupato una delle due caselle da extracomunitario disponibili e il DS giallorosso dovrà ora valutare attentamente se chiudere per il calciatore dello Schalke o tenersi aperte altre prospettive. Soprattutto se, dato l’infortunio di Pellegrini che si aggiunge a un Emerson Palmieri ancora ai box, queste prospettive cavalcano la fascia sinistra. L’urgenza del mercato della Roma si è infatti spostata, come era naturale che fosse, sul terzino sinistro. Fedele ai suoi dettami tattici, che non prevedono la possibilità di adattare calciatori in ruoli non propri, Di Francesco ha bisogno di qualcuno che possa sostituire Palmieri fino al suo completo recupero e che poi si giochi il posto domenica dopo domenica con l’italo-brasiliano.

Ed ecco dove rientrano in gioco i posti da extracomunitario. Un’idea Monchi ce l’avrebbe e porta diretta a Manchester, sponda City. I Citizens, che hanno appena concluso l’acquisto di Kyle Walker dal Tottenham per la bellezza di cinquantacinque milioni di euro, hanno da offrire alla Roma una vecchia conoscenza del nostro calcio, che sarebbe felice di tornare nella Capitale. Già, perchè parliamo di un giocatore che per tre stagioni ha vestito la maglia della Lazio. Aleksandar Kolarov compirà 32 anni a novembre. Non pochi, ma neanche troppi. Il suo valore di mercato si aggira sui dieci milioni di euro, anche considerando che il suo contratto con il club inglese scadrà tra poco meno di dodici mesi. In seguito alla rivoluzione di Guardiola (e alla sua neanche troppo velata tendenza a inventarsi nuovi ruoli per i suoi calciatori), il serbo ha giocato molto nella scorsa stagione, ma da difensore centrale. Scelta dettata dalla necessità di Pep di avere un difensore bravo in fase di impostazione, ma che non ha convinto troppo né Kolarov, né i tifosi.

Kolarov con la maglia della Lazio, stagione 2009-2010.

Considerato il ritorno a pieno regime di Kompany e l’inamovibilità di Stones e Otamendi, il rischio per l’ex Lazio è quello di fare parecchia panchina, soprattutto se Guardiola dovesse confermare le varianti tattiche (come il 3-4-2-1 di parte dello scorso anno) che preferiscono ai terzini di ruolo dei calciatori a tutta fascia. E quindi la voglia di Kolarov di essere protagonista coinciderebbe con la necessità della Roma di assicurarsi un terzino sinistro di indiscusso valore. Facilità di corsa, piede particolarmente educato, ampia conoscenza della serie A. Cosa può andare storto? Beh, qualche controindicazione c’è. In primis (si scherza, ma neanche troppo) il passato in biancoceleste del serbo. Che però non è certo stato una bandiera dei cugini e che quindi verrebbe con tutta probabilità “perdonato” dalla piazza se indossasse la maglia giallorossa.

La seconda problematica è rappresentata dall’ingaggio, 4,5 milioni di euro a stagione, più o meno quanto offerto da Monchi a Nainggolan per convincerlo a rinnovare. Ma tra spalmature e bonus, una soluzione, volendo, si potrebbe trovare. La terza è lo status da extracomunitario. E il DS della Roma, infatti, valuta gli incastri. Alternative? Una ce n’è e risponde al nome di Antonio Barreca, laterale del Torino e della Nazionale Under-21. Ci sono però da superare le remore della società granata, già non certa al 100% di poter trattenere Belotti, che non vorrebbe privarsi di due dei simboli del nuovo Toro nella stessa sessione di mercato. I margini per una trattativa al momento sembrano nulli, ma anche se Cairo e soci dovessero aprirsi al confronto, il Filadelfia è bottega assai cara. E spendere una corposa parte di budget per un calciatore che non sarebbe un titolare inamovibile (o comunque una certezza) non è nei programmi di Monchi.

Calma ed equilibrio. Ecco quindi le virtù da esercitare mentre si segue il calciomercato giallorosso di questi giorni. Due parole però che, sponda Roma, vengono considerate ma fino a un certo punto…