Redazione

Segnali profondamente diversi da Spinazzola e Caldara. Nella settimana che conduce alla sfida con la Juventus, i due “gioiellini” di proprietà bianconera vivono la partita più speciale dell’anno con sentimenti diametralmente opposti. Il difensore centrale sta confermando la propria crescita esponenziale. L’esterno, invece, vive un momento piuttosto complicato, complice un’estate poco serena e un reintegro in squadra a dir poco laborioso.

In ritardo di condizione e con la testa altrove

Spinazzola, al suo esordio stagionale con la maglia che aveva ripudiato, pur di tornare con un anno di anticipo alla Juventus, non ha convinto. Il ragazzo è apparso in ritardo di condizione e non allineato, soprattutto da un punto di vista mentale ai suoi compagni. L’atteggiamento del calciatore è comprensibile: ha visto il traguardo Juventus a portata di mano e adesso ha il sacro terrore di non coglierlo. Il 2018 gli è diventato troppo lontano, quasi impossibile da attendere. Restano alcune incognite, legate al rendimento di un calciatore estrapolato dal contesto tattico di un allenatore, Gasperini, capace come pochi di esaltare il singolo nel collettivo. Ecco, forse la paura di Spinazzola nasce proprio dalla consapevolezza di aver vissuto una stagione straordinaria e forse irripetibile. Quindi, tutto sommato, la Juve non ha tutti i torti qualora decidesse per la controprova.

Caldara si conferma di altra pasta

Tutt’altro profilo, quello di Caldara. Il centrale difensivo ha comandato la difesa con autorità, nonostante le assenza di Masiello, che l’aveva sempre sostenuto e aiutato nei momenti di rara difficoltà. Caldara è un prospetto più definito. Mandato a maturare, per poi sostituire Barzagli al termine di questa stagione. Beh, in tutto questo il…Diavolo ci ha messo la coda. La lite fra Bonucci e la Juventus, culminata nel trasferimento al Milan, schiude le porte al rientro del ragazzo. Che evidentemente ha una rilassatezza mentale, oltre che una consapevolezza dei propri mezzi, totalmente diversa.