Luigi Pellicone

Una sessione di mercato in cui la Juventus rischia di farsi nemiche Atalanta e Lazio. Una situazione paradossale, dettata da alcune previsioni sin troppo pessimistiche e da operazioni che, al netto del cambio di modulo, si traducono in scelte e non in necessità.

Keita vuole la Juve, ma la Juventus vuole lui?

Keita vuole la Juventus, ma adesso è la Juventus a interrogarsi su Keita. Supercoppa fatale. Il senegalese rischia di restare prigioniero dei propri capricci e di…Allegri. La sconfitta contro la Lazio ha accelerato il mercato bianconero e spinto Allegri a cambiare modulo. Dal 4-2-3-1 al 4-3-3 che premia Matuidi ma rende, di fatto, quasi inutile l’acquisto del talento biancoceleste. Se Allegri vara il tridente, di esterni, ne ha da vendere. Ergo Keita è retrocesso da necessità a opportunità. Né la Juventus ha voglia di farsi prendere al collo da Lotito. L’offerta è di 20 milioni +bonus. Se sarà accettata, bene. Altrimenti la Juventus si guarderà altrove.

Spinazzola e Caldara: i gioielli che generano discordia.

Capitolo Spinazzola&Caldara. Gli accordi erano chiari: due anni a Bergamo e poi rientro a Torino. Anche no. La Juventus ha cambiato idea. Li vuole subito. Spinazzola, mandato a Bergamo per esplodere, è esploso. E ora che il ragazzo “vede” la Juve non vuole saperne di Bergamo. Caldara era un prospetto più definito. Era stato mandato a maturare, per poi sostituire Barzagli al termine di questa stagione. Beh, in tutto questo il…Diavolo ci ha messo la coda. La lite fra Bonucci e la Juventus, culminata nel trasferimento al Milan, schiude le porte al rientro del ragazzo. Subito o a gennaio.

Atalanta, c’eravamo tanto amati

Spinazzola ha rifiutato un’offerta da 500mila euro annui e poi come è nella “moda stagionale” si è ammutinato. Inevitabile la sospensione. Domenica non sarà convocato. É il primo passo verso Torino. E Caldara? Meno irruento ma altrettanto deciso. Del resto, con quale coraggio si può dire di no alla Juventus? Eh, spiegatelo alla Dea, che, con ogni probabilità si ritroverà nuda alla meta del mercato d’agosto. E discretamente arrabbiata. Ha già perso Kessie e Conti. Non si aspettava né pensava di subire questo trattamento. E c’è rimasta male. A tal punto da pensare di rompere una alleanza di mercato storica. Alla Juve fanno spallucce. Pazienza: ciò che l’amicizia unisce, il denaro divide.