Luigi Pellicone

Montella balla sulle punte…e sulla trequarti. Anche perché ci sono svariati milioni di euro che rischiano di andare in fumo. Questione di moduli, adattabilità e situazioni convergenti che hanno creato sovrapposizioni di uomini e ruoli. L’esplosione di Suso e Cutrone, per quanto graditissima, ha generato un rebus di difficile interpretazione. Il 4-3-3 è il modulo che rischia di “panchinare” uno fra Silva e Kalinic. Il 3-5-2 penalizza Suso e uno dei due punteri. Ed entrambi i moduli rendono superfluo Calhanoglu.

Calhanoglu, vittima di…Suso e Cutrone

Il turco rischia più degli altri di restare incastrato dalle contingenze: è in evidente ritardo di condizione. Il Milan non può aspettarlo, ma neanche rischiare di perdere 22 milioni di euro. Il progetto iniziale rossonero era il 4-3-3 o un 4-2-3-1 studiato appositamente per il centrocampista ex Leverkusen. Un modulo che sinora ha retto ma che non ha ancora regalato, soprattutto in fase difensiva, le dovute certezze. Ecco perchè, in vista della prima sfida di una certa caratura, in casa della Lazio, il tecnico potrebbe varare il 3-5-2.

Un dilemma tattico

Nel 3-5-2 o nel 4-3-3 Montella può utilizzare il turco come mezzala. Calhanoglu però non ha risposto come richiede al ruolo che non gli si addice per passo e caratteristiche. Non ha la velocità né la forza fisica di Kessie, o la versatiltà di Bonaventura. Non ne ha, fra l’altro, l’intensità. Gioca meno veloce, meno duro, meno agonistico, preferisce far correre la palla. Anche perché è più portato a liberarsene in pochi tocchi, piuttosto che a portarla.

Cambi di modulo?

É evidente che la sua unica collocazione tattica sia la trequarti. Magari meglio partendo dalla sinistra, accentrandosi per saltare l’uomo e tentare la conclusione oppure muovendosi in orizzontale verso il centro e cercare l’imbucata nello spazio per il centravanti o il cambio di gioco per favorire la manovra avvolgente. In tre parole: va lasciato libero. Da compiti di copertura e marcatura, piuttosto che affannarsi a rincorrere palloni e avversari. Anche perché se riesce a portare il pallone sulla trequarti e vedere lo specchio della porta, ha l’efficacia di un rigorista.