Riccardo Stefani

Il Napoli di Sarri affronta la nuova Roma di Di Francesco, che nella stagione ’97/98 fu uno dei marcatori di un disastroso 6-2 incassato dagli azzurri. Da un lato si piangono Schick ed El Shaarawy e dall’altro la mancanza di Milik, che provoca tanto dispiacere per il ragazzo ma regala anche la certezza del tridente collaudato. Si sentono spesso decantare la classe di Insigne e l’effetto devastante del piccolo grande Mertens. Ma sono sempre meno del dovuto gli estimatori di José Maria Callejon Bueno. Del resto si sa, i grandi lavoratori sono come i batteristi di una band: faranno sempre meno scena di chitarristi e cantanti.

La Roma è una delle sue vittime preferite

C’è però da dire che Callejon contro i giallorossi non si fa mai mancare nulla: gol, assist, grandi prestazioni e, come al solito, tanto sacrificio. Tanto per cominciare lo spagnolo ha già segnato ai giallorossi, che però sulla sua fascia di competenza quest’anno potranno contare sull’abilità e l’esperienza di Kolarov. Il cruccio dei tifosi della Roma è che ogni volta che l’ex Real Madrid ed Espanyol segna contro i capitolini, il Napoli vince. E questo può essere un problema, ma certamente non per Sarri. Non solo gol: la sua infaticabilità porta Callejon ad essere una pedina fondamentale dal punto di vista tattico. Le gambe ed il fiato gli permettono di coprire le consapevoli scorribande di Hysaj. Mourinho al Real lo ha schierato un paio di volte come esterno destro nella difesa a quattro, elogiandone la personalità forte e duttile. E comunque vede la porta quasi come un centravanti, il che lo porta con una certa facilità ad intercambiarsi con Ciro Mertens.

Callejon, un esterno…da Scudetto

La sua qualità fondamentale è allo stesso tempo croce e delizia di molti attaccanti: non incutere abbastanza timore all’avversario, almeno non quanto i compagni di reparto. Così un gran giocatore ha modo di sparire dai radar dei difensori per riapparire direttamente sul tabellino dei marcatori. Come lui, tanti altri nella storia recente della Serie A hanno provato a fornire questo tipo agli allenatori la soluzione dell‘esterno che si trasforma in equilibratore tattico: la Roma scudettata poteva contare su Super-Marco Delvecchio, la Juve ha provato con Iaquinta (senza troppa fortuna) ed oggi ha Mario Mandzukic, che invece ha portato a casa il tricolore.  I due potrebbero essere considerati uno specchio dello spagnolo, anche perchè addetti alla fascia opposta. Ma quello che Callejon spera di imitare, è il loro finale di campionato.