Francesco Cavallini

Ogni storia ha una fine, e la scopriremo sabato a Cardiff, ma anche e soprattutto un inizio. E per una tra Juventus e Real Madrid, il 13 sarà la cifra fortunata. Per arrivare all’ultimo atto di questa Champions League, le due contendenti alla Coppa dalle grandi orecchie hanno infatti superato indenni un girone e tre turni a eliminazione diretta, per un totale di 12 partite. Certo, la finale fa sempre storia a sé, ma analizzando il cammino di bianconeri e merengues possiamo cercare di immaginare che tipo di partita vedremo al Millennium Stadium. Cominciamo con il Real, detentore del trofeo, che punta a riconfermarsi Campione d’Europa.

Girone F

Il sorteggio di fine agosto è abbastanza positivo per gli uomini di Zidane, inseriti ovviamente in prima fascia, che dall’urna ricevono un trittico abbordabile, composto da Borussia Dortmund, Sporting Lisbona e Legia Varsavia. Il primo match è al Santiago Bernabeu contro i portoghesi. L’approccio contro alla Champions dei blancos è un po’ troppo soft e i biancoverdi in avvio di ripresa passano addirittura in vantaggio. A quel punto il Real si sveglia, ma l’assedio va a buon fine solo negli ultimi minuti di partita, quando prima Ronaldo e poi Morata regalano i primi tre punti.

Entrambi i match con il Borussia sono il classico scontro tra due squadre aperte e più votate a offendere che a difendere. Sia la partita in Germania che quella a Madrid terminano 2-2, con i tedeschi in grado di rimontare tutte e due le volte nei minuti di recupero. Non che i pareggi rappresentino un problema per la favorita del gruppo, dato che il Real veleggia nello scontro casalingo con il Legia, batte lo Sporting a domicilio e può anche permettersi il terzo segno X in sei match al ritorno in Polonia. Secondo posto nel girone per Ronaldo e soci con dodici punti.

Fase a eliminazione diretta

Ottavi di finale: Real Madrid – Napoli

Il primo scontro della fase a eliminazione diretta è già di quelli ad alta tensione. A Madrid arriva il Napoli di Sarri, una squadra organizzata e con una fase offensiva pressochè perfetta, che secondo molti è in grado di mettere in difficoltà il Real, che è abituato ad avere il pallino del gioco e non ad essere attaccato.

E in effetti i primi dieci minuti del match sembrano dare ragione a chi prevedeva una prestazione arrembante dei partenopei, che giocando in verticale bucano la difesa delle merengues. Insigne vede Navas fuori dai pali e zittisce il Bernabeu con un colpo di biliardo dalla trequarti. Ma Zidane ci mette poco a correggere la rotta e dieci minuti dopo Benzema pareggia di testa. Nella ripresa i blancos prendono il largo, prima con Kroos che dal limite infila in buca d’angolo e poi con una rete da antologia dell’insospettabile Casemiro, che scarica una volée pazzesca di destro dove Reina non può proprio arrivare.

Nonostante le due reti di svantaggio, al ritorno il San Paolo è una bolgia. Come sempre gli azzurri tentano di scardinare la difesa del Real con palloni filtranti e la combinazione che porta Mertens al vantaggio è esemplare in questo senso. Ora al Napoli basterebbe una rete, che rischia di arrivare un paio di volte nel primo tempo. Ma quando le cose vanno male, i tifosi delle merengues sanno che c’è sempre qualcuno su cui contare. Lo schema è il solito, il risultato anche. Corner di Kroos, testa di Ramos e palla al centro. Non una, ma addirittura due volte, la seconda con la decisiva collaborazione del povero Mertens. C’è gloria anche per Morata, per un 6-2 totale, che dimostra che anche un Real in palese difficoltà è sempre in grado di inventarsi qualcosa in ogni momento.

Quarti di finale: Real Madrid – Bayern Monaco

La finale anticipata, il grande ritorno a Madrid di Carletto Ancelotti, l’uomo della decima e il maestro di Zidane. Ma anche un incrocio di grandi ex, tra Kroos e Xabi Alonso, passando per Robben. I temi del quarto di finale tra Real e Bayern sono moltissimi, così come molta è la curiosità per il doppio confronto tra due delle grandi favorite per la conquista della Champions.

I bavaresi sono un pessimo cliente, per informazioni basta chiedere al povero Arsenal, sepolto sotto dieci reti nelle due partite degli ottavi di finale. L’inizio del match dell’Allianz è devastante, con Vidal che porta in vantaggio i suoi e poi rischia di raddoppiare per ben due volte. La seconda occasione è su un calcio di rigore decretato da Rizzoli per un fallo di mano che, in tutta onestà, vede solo lui. Il cileno però calcia alto e regala un po’ di ossigeno al Real. La ripresa prenderebbe la stessa piega, se solo CR7 non decidesse di svegliarsi dal torpore che lo ha contraddistinto nei primi turni (solo due reti per lui, l’ultima a settembre). Il portoghese prima pareggia, poi fa rimediare il secondo giallo a Javi Martinez e, nonostante un eroico Neuer, firma il gol dell’1-2.

È quindi un Bayern ferito quello che scende in Spagna per il match di ritorno. Ne nasce una delle sfide più entusiasmanti (e piene di polemiche) di questa edizione della Champions League. Il primo tempo offre occasioni a entrambe le squadre, che però non riescono a capitalizzare. Ma nella ripresa partono i fuochi d’artificio. Casemiro atterra (?) Robben, Lewandowski trasforma il penalty, rimettendo il Bayern in piena corsa. Ma ormai CR7 ha ingranato e su assist di Casemiro rimette il risultato in parità. Finita? Macchè. Ci pensa Sergio Ramos, stavolta con un goffo autogol. Si va ai supplementari, ma il Bayern è in 10 per uno dei molti abbagli di Kassai, che espelle Vidal per un secondo giallo inesistente. Nell’overtime si fa male anche Hummels e Ronaldo fa 100 in Champions, trascinando il Real con altre due reti (una delle quali in fuorigioco) prima del gol finale del subentrato Asensio.

Semifinale: Real Madrid – Atletico Madrid

A volte ritornano. E nella Champions degli anni Dieci ritorna abbastanza spesso il derby di Madrid. Quarta sfida consecutiva, due delle quali in finale, con il risultato sempre a favore delle merengues. E quindi anche stavolta Real con i favori del pronostico e Simeone e i suoi senza nulla da perdere.

La sfida annunciata è tra Ronaldo e Griezmann, già stelle di Euro 2016, ma a presentarsi in campo è solo il portoghese, che con la seconda tripletta consecutiva porta a 8 le sue reti nella fase ad eliminazione diretta (10 in totale, con la possibilità di superare Messi, fermo a quota 11) e stende nettamente i cugini. CR7 mette in campo tutto il repertorio. Prima l’uno a zero con un colpo di testa ravvicinato, poi serie di magie e assist per Benzema, la cui rovesciata termina di poco sopra la traversa. Nella ripresa il quattro volte Pallone d’Oro completa l’opera con un destro a mezza altezza che trafigge Oblak e poi con un rigore in movimento dopo un velo di Casemiro.

Il ritorno una formalità? Neanche a pensarci, perchè non passano neanche venti minuti che l’Atletico ha già portato a casa due terzi di una difficilissima remuntada. Prima Saul di testa e poi Griezmann su rigore fanno venire qualche incubo ai tifosi del Real. Ma poi ci pensa Karim Benzema, nelle ultime partite oscurato come un po’ tutti dal cannibale di Madeira, a prendersi la scena. Serie di dribbling ubriacanti sulla linea di fondo e palla indietro a Kroos, che tira a colpo sicuro. Il tedesco non ha fatto i conti con Oblak, che compie un autentico miracolo. Ma a sua volta il portiere dei Colchoneros non ha fatto i conti con Isco, che sotto misura ribadisce in rete. Stavolta per l’Atletico è finita sul serio e il Real vola a Cardiff.

Insomma, le dodici sfide di Champions di questa stagione dimostrano che il Real è la solita implacabile macchina da reti (ha segnato in tutte le partite), ma che la difesa a volta concede un po’ troppi spazi. Dall’analisi emerge anche una capacità di soffrire da parte della squadra di Zidane, cosa che invece sembrava mancare a molte incarnazioni precedenti delle merengues. I Blancos partono con i favori del pronostico, ma dovranno fare attenzione a questa Juventus. Se c’è qualcuno che può fermare la BBC, è solo la sua controparte difensiva bianconera.