Luigi Pellicone

L’estrema opzione: una e trina. Candreva incursore. Una soluzione che, se azzeccata, permetterebbe a Spalletti di salvare il 4-2-3-1, recuperare il calciatore e chiudere la ricerca del trequartista. E se fosse lui il colpo di genio di Luciano Spalletti?

Su quella fascia, non ha più chance

Antonio Candreva è una macchina da cross che s’inceppa sul più bello. Punta e salta l’uomo, poi sbaglia, quasi regolarmente, ciò che è più semplice: la misura del tocco. Gli spioventi sono lunghi, alti, bassi o corti. Quasi sempre imprecisi: lo scorso anno il numero 87 ha messo insieme 200 (diconsi duecento!!!) cross. Appena sedici, quelli utili. E allora forse è meglio cambiare mestiere. O meglio, specialità.

L’acceleratore giusto per il 4-2-3-1?

Candreva ha un limite imperdonabile per un’ala: innamorato del pallone, lo tocca troppo e rallenta i flussi di gioco. Doti che potrebbero tornargli utili da incursore in una squadra cui manca drammaticamente il “ponte levatoio”. Colui che, per capirci, ribalta l’azione, la velocizza nella transizione fra fase difensiva e offensiva. In questa ottica Candreva potrebbe dire la sua. Del resto, sa abbassarsi per ricevere il passaggio, si muove con disinvoltura fra le linee, ha una buona conduzione di palla in velocità. Da incursore, poi, avrebbe altri compiti: accelerare, ribaltare l’azione, portarsi il pallone in prossimità dei sedici metri, calciare. In fondo, quello che gli riesce meglio…prima del cross.

Peggio di Brozovic e Joao Mario?

Candreva cerca il pallone. Ne è attratto come una calamita. E catalizza anche i passaggi. Poi parte in velocità. Nel suo bagaglio tecnico ha fiato, facilità di corsa e capacità di giocare in verticale. Nonché una discreta castagna. Trequartista, fra l’altro, ci è nato, prima di spostarsi sulla fascia. Giocando dietro le punte, ha dato il meglio di sé nella Lazio edizione 2013/2014. Stagione in cui, sarà un caso, realizza undici gol in campionato. Spalletti un pensierino può anche farcelo. In fondo l’Inter gioca a Benevento e, con tutto il rispetto per i sanniti, c’è spazio per qualche esperimento. Dunque, tentar non nuoce: nè Joao Mario, né Brozovic offrono garanzie superiori al numero 87. E allora, considerando anche che (presto) la fascia destra sarà occupata da D’Ambrosio Cancelo o Karamoh, perchè non provarci subito?