Adriano Stabile

Meglio vincere lo scudetto o il titolo di capocannoniere della Serie A? Sarebbe divertente chiederlo ad Allegri, allenatore campione d’Italia con la Juventus, e al suo collega Sarri, cui Higuain, bomber da record con 36 gol stagionali nel Napoli, ha tributato un sincero ringraziamento. La risposta, al netto di qualche affermazione di comodo, sembra scontata: è decisamente meglio vincere il campionato.

Ibra ultimo cannoniere con scudetto

Eppure “i bomber senza corona” sono diventati una costante nella nostra Serie A: da sette anni ormai il capocannoniere del campionato non milita nella squadra che conquista il titolo. L’ultimo a realizzare la doppietta scudetto-capocannoniere è stato Zlatan Ibrahimovic nel 2009: campione d’Italia con l’Inter e principe dei marcatori grazie a 25 reti. Avete capito bene: la Juventus da cinque stagioni domina il nostro campionato, ma nessuno dei suoi attaccanti ha primeggiato nella classifica dei bomber. Neanche Carlos Tevez, che un anno fa ha chiuso la stagione con 20 reti, due in meno di Icardi e Toni, rispettivamente attaccante dell’ottava in classifica (l’Inter) e della tredicesima (il Verona). Due anni fa Tevez si era fermato a 19 gol, tre in meno del capocannoniere del campionato, Ciro Immobile del Torino, squadra settima in classifica.

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Protti goleador retrocesso in B

Tornando indietro, anno per anno, troviamo capocannonieri Cavani (29 reti con il Napoli, secondo prottiin  classifica nel 2012-13), ancora Ibrahimovic (28 reti nel Milan, secondo nel 2011-12) e due volte Totò Di Natale, che nel 2010 ha primeggiato tra i bomber nonostante il quindicesimo posto della sua Udinese. In questo senso “l’ossimoro calcistico” per eccellenza è quello del 1995-96, quando Igor Protti appaiò Beppe Signori in testa alla classifica dei goleador con 24 reti, ma il suo Bari scivolò in Serie B. Capocannonieri di provincia, pur senza retrocessione, sono stati anche Dario Hubner, superbomber a quota 24 gol nel Piacenza, dodicesimo nel 2001-02, a braccetto con Trezeguet (campione d’Italia nella Juve), e Cristiano Lucarelli, capocannoniere con 24 reti nel 2004-05 pur militando nel Livorno, nono in classifica.

Piola bomber senza corona

piolaSpulciando l’albo d’oro dei cannonieri della Serie A, pullulano i casi di “bomber senza corona”: Beppe Signori, per esempio, è stato per tre volte il miglior realizzatore del campionato con la maglia della Lazio, che ha
lasciato nel 1997, tre anni prima che i biancocelesti vincessero lo scudetto (nel 2000, quando il milanista Shevchenko è stato re dei bomber). Lo stesso Roberto Pruzzo, che almeno il campionato con la Roma l’ha vinto nel 1983, è stato per tre volte capocannoniere in stagioni in cui i giallorossi sono arrivati due volte secondi e una volta terzi. Tornando indietro nel tempo è emblematico il caso di Silvio Piola, capocannoniere di tutti i tempi in Serie A con 290 reti, due volte bomber principe del campionato (21 reti con la Lazio sia nel 1936-37 e che nel 1942-43), ma mai vincitore di uno scudetto in 25 anni di carriera. Persino il Grande Torino, macchina da 440 gol nei cinque campionati vinti, si è dovuto accontentare di avere in due occasioni su cinque il capocannoniere della Serie A. In due circostanze il re dei bomber ha vestito anche la maglia del Vicenza, che non ha mai vinto lo scudetto: nel 1965-66 fu Luis Vinicio (25 gol) che con i suoi 34 anni divenne, all’epoca, il capocannoniere più anziano di sempre, nel 1977-78 è stato il turno di Paolo Rossi (24 reti), non ancora Pablito, trascinatore del neopromosso Lanerossi verso un sorprendente secondo posto dietro alla Juve.

L’albo d’oro, ci sono anche Totti e Bierhoff

Dall’albo d’oro spuntano fuori tanti altri bomber senza tricolore come Guaita (Roma 1934-35), Pivatelli (Bologna 1955-56), Brighenti (Sampdoria 1960-61), Milani (Fiorentina 1961-62) fino ai più recenti Bierhoff (Udinese 1997-98), Amoroso (Udinese 1998-99) e persino Totti (2006-07). E’ lunga la carrellata dei cannonieri senza scudetto. Perché tutto sommato, il calcio, è semplicemente uno sport di squadra.