Luigi Pellicone

Juventus, la rincorsa  alla Champions predilige la ricerca della qualità. Fantasia al potere. Quasi fatta per Bernardeschi. Si insegue comunque Douglas Costa. E ancora: vestono già in binconero Mandzukic, Cuadrado, Pjaca, Dybala, Higuain. Insomma, Lì davanti c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Una rosa che, per forza di cose, costringerebbe Allegri a cambiare modulo. Ammesso che arrivasse il solo Bernardeschi, per una quarantina di milioni, è mai possibile tenerlo in panchina? No. E allora: ecco che prende corpo l’idea di un albero di Natale, un 4-3-2-1 con i due fantasisti (l’altro è Dybala) dietro Higuain. In panchina, a questo punto, Pjaca, Cuadrado, Mandzukic. Ricambi extralusso. Talmente extra da apparire appunto, superfluo.

Sicuri che alla Juventus serve un altro innesto nel reparto offensivo?

Cardiff ha lasciato in eredità una realtà che sembra ignorata. La finale di Champions è stata persa a centrocampo. Casemiro, Kroos e Modric hanno dominato la vecchia “zona nevralgica” laddove sinora, in casa bianconera, non si registrano acquisti: anzi. La rosa è piuttosto ristretta. I titolari sarebbero Marchisio, che ha avuto qualche difficoltà a superare i postumi del’infortunio al ginocchio. Khedira, non un mostro di continuità e spesso soggetto ad infortuni. Pjanic, genio assist e corsa con una pericolosa tendenza ai blackout durante i 90′. Quindi Lemina, Sturato, Rincòn. Buoni ricambi ma forse non all’altezza dei titolarissimi.

Serve, dunque un mediano. Uno che abbia il “fisico del ruolo” in tutti i sensi: capace di sradicare palloni e impostare il gioco. Uno, per intenderci, come quel Casemiro che nel secondo tempo di Cardiff ha spaccato la partita a favore del Real. Indizi che (non) portano a Steven N’Zonzi. Il profilo giusto? Beh, quest’anno ne fa 28: ai margini della Nazionale e comunque un’esplosione perlomeno tardiva: Blackburn. Stoke, Sivigila. Non esattamente un curriculum a 5 stelle. Possibile che nessun grande club abbia mai voluto assicurasene le prestazioni? Fra l’altro ha una clausola di 40 milioni. Eccessiva.

Matuidi è altra pasta: contratto in scadenza a fine stagione, probabilmente non rinnoverà. Una scelta che rende più accessibile il costo del cartellino sui 15 milioni di euro. Cifra che Marotta spenderebbe volentieri per un calciatore integro, grintoso, tecnico, rapido, abile nelle due fasi e dal piede educato. Matuidi recupera palloni, pressa, contrasta, sa inserirsi e se necessario cerca (spesso trovandola) la soluzione da fuori. Fra i difetti, l’incapacità, nonostante la precisione dei passaggi, di dettare tempi di gioco e la scarsa atttitudine a verticalizzare. Il che, paradossalmente, lo rende perfetto per il 4-3-2-1 di Allegri accanto a Marchisio e Pjanic. Juventus, pensaci bene.