Fernando Orsi

Il caso Donnarumma si è finalmente chiuso e adesso che rischia di essere inabissato da quello ancor più eclatante di Neymar, è bene affrettarsi a tirare le debite conclusioni e cercare di capire chi, alla fine dei giochi, ha vinto e chi invece ha perso. Potrà suonare banale dire che a livello economico hanno vinto tutti, dal giovane talento a Raiola, dalla famiglia al Milan. Meno banale, invece, dire che coloro che si sono spartiti la torta, portandosi a casa ognuno il proprio grasso trionfo, sono gli stessi che hanno incassato la più bruciante delle sconfitte.

Innanzitutto, lo sconfitto numero uno è proprio il giovane Gigio, che alla veneranda età di 18 anni non godrà più del diritto di sbagliare, calcisticamente parlando: una clausola rescissoria da 75 mln di euro e uno stipendio da 6 mln l’anno ti caricano non solo di onori, ma anche e soprattutto di oneriI panni sporchi, è vero, si lavano in famiglia e a nessuno di noi, mi auguro, salterebbe in mente di irrompere in casa Donnarumma per puntare il dito contro uno di loro. Ma una considerazione voglio farla, se non altro perché sono padre anche io. Venti giorni di tira e molla e cervellotici rompicapi con la società hanno condannato Gigio a una imbarazzante gogna mediatica, in cui pare sia stato trascurato un semplice calcolo morale: quello dell’umiltà.

Nemmeno il Milan è esente da responsabilità. Se una società vede i suoi dipendenti come una grande famiglia, nel caso del Milan ho avuto l’impressione che Gigio sia stato trattato più come un venditore porta a porta, ammalando la sua giovane coscienza: una trattativa tirata troppo per le lunghe in cui ogni briciolo di umanità è stato messo da parte.

Vorrei infine spendere due parole sulla vittoria pirrica di Raiola. Quella dell’enfant prodige è stata solo l’ennesima dimostrazione di come nel calcio i procuratori trattino i loro assistiti come numeri scritti su un pizzino bistrattando, a quanto è dato sapere, il lato umano. Il trasferimento di Pogba dalla Juventus allo United, che fruttò parecchie decine di milioni a Raiola, aveva gettato un’ombra profonda sulla categoria dei procuratori, e l’affaire Donnarumma non ha avuto certo un effetto placebo.

Insomma, la battaglia in casa Milan, alla fine, è stata vinta sì, ma a caro prezzo, e ricorda tanto quella di Pirro contro i Romani, che il re dell’Epiro vinse a costo di migliaia di perdite umane, al punto da fargli esclamare: “Un’altra vittoria così e siamo perduti!”.