Redazione

Ci risiamo. Ma in fondo, nessuno sarà VERAMENTE sopreso. Conosciamo tutti troppo bene Antonio Cassano per spalancare la bocca davanti all’ennesimo proposito di lasciare il Verona. E invece no, ci siamo tutti, chi più chi meno, rimasti male, perchè Fantantonio era sembrato sincero quando ha giurato che i brutti pensieri che lo potevano tenere lontano dai campi erano solo figli di una decisione di pancia, totalmente errata. Ma la pancia brontola e si sa, Totò ha quasi sempre dato più retta all’istinto piuttosto che alla testa, altrimenti staremmo parlando di uno dei più grandi calciatori italiani degli ultimi vent’anni, invece di indicare il ragazzo di Bari Vecchia come talento incompreso o grande incompiuto del football tricolore.

La pancia brontola e anche questa volta Cassano gli va dietro. Il motivo è sempre quello, la famiglia, la roccia su cui Totò si aggrappa. È lontana e lui non ce la fa a sopportarlo. Ci sta. È umano. Non è nè il primo nè l’ultimo ad avere questo tipo di saudade, quella degli affetti. Ci sono calciatori che per tutta la loro carriera girano l’Italia ed il mondo senza mai costringere i propri cari a seguirli. Ma nessuno di questi è Antonio Cassano, che solo nell’essere circondato dalla famiglia, dal suo clan di cugini e amici (guidato dalle donne della sua vita, Mamma Giovanna e Carolina) riesce a sentirsi al sicuro. Poteva spaccare il mondo e non l’ha fatto. E nel suo piccolo, anche a 35 anni appena compiuti, avrebbe potuto fare bene in un Verona a trazione anteriore, dove avrebbe trovato due compagni (Pazzini e Cerci) che più o meno parlano la sua stessa lingua. E invece no, arriva l’addio, che ormai è il secondo nel giro di una settimana. Viene voglia di dire che stavolta è finita sul serio, che si è raggiunto il punto del non ritorno. Ieri era arrivata una giornata di permesso, ma era solo il preludio all’ennesima cassanata. Che a rigor di logica dovrebbe essere l’ultima, ma se c’è qualcosa che abbiamo capito è che con Totò non ci si capisce mai niente, nel bene o nel male.

Ma attenzione, perchè questa storia sembra non finire qui.  Totò, che già parecchie volte ha smentito se stesso, stavolta ha smentito addirittura sua moglie Carolina, alla quale aveva affidato (o almeno così era sembrato) i suoi pensieri al riguardo nel primo pomeriggio. Addio al Verona ma non al calcio, mancanza di motivazione nel club gialloblù. Tutto spiegato? Macchè. Sempre attraverso il profilo Instagram della Marcialis (perchè Cassano pagine ufficiali non ne ha) è arrivata la rettifica. Carolina non ha capito bene, specifica Totò, dopo averci pensato e riflettuto alla fine ho deciso: Antonio Cassano non giocherà più a calcio. E giù con una serie di scuse, alla città di Verona, al club, ai tifosi e al presidente. Che però ci sta e chiede rispetto. Certo, questa volta, dopo l’ennesima retromarcia, difficile aspettarsi che questa sia davvero la fine, anche se i sintomi ci sono tutti. E quindi, pur credendo (o fingendo di credere) a questo addio, aspettiamoci comunque qualche altra puntata di questa telenovela. Che in altri casi diventerebbe fastidiosa, ma che, dato il personaggio, riesce sempre a strappare un sorriso.