Redazione
di Valerio Nasetti
Rottura totale tra Antonio Cassano e la Sampdoria. Il calciatore barese e il presidente blucerchiato, Massimo Ferrero, sono ormai ai ferri corti e il 34enne attaccante rischia seriamente di passare la prossima stagione in tribuna. Ieri Fantantonio ha disertato l’incontro con il numero uno del club di Bogliasco: all’ordine del giorno c’era la questione della sua rescissione del contratto, da 700.000 euro,  in scadenza il 30 giugno del 2017. L’assenza di Cassano a questo appuntamento ha scatenato l’ira di Ferrero che ha dichiarato senza mezze parole di “essere stato fregato dal giocatore”. Le parti sono ai ferri corti e non ci sarà modo di aggiustare le cose a meno che Cassano non trovi una sistemazione entro le 23 di stasera. A poche  ore dalla fine della sessione estiva, sono due i club seriamente interessati a lui, entrambi liguri: Spezia e Entella. Mentre l’ipotesi Bari sembra difficilmente percorribile.
INTER-ROMA

Di sicuro, dieci anni fa Cassano si augurava un finale di carriera più dignitoso, sicuramente diverso. Si tratta di un epilogo incredibile per un giocatore che quindici anni fa era considerato l’astro nascente del calcio italiano. A limitarlo è sempre stato il suo carattere esuberante, di lui si ricordano le famose “Cassanate“. Il suo trasferimento dal Bari alla Roma nell’estate del 2001 (poche settimane dopo il terzo scudetto giallorosso) costò al presidente Sensi 60 miliardi di lire (un anno prima ne spese 70 per Batistuta). Dopo un paio di anni di ambientamento, il campionato 2003/04 fu l’anno della sua consacrazione, probabilmente la sua miglior stagione della carriera. Epica l’intesa con Francesco Totti che permise alla  Roma di arrivare seconda in campionato, dietro soltanto ad uno dei Milan più forti di tutti i tempi.

A MADRID DIVENTA EL GORDITO
Nell’anno successivo, invece, il talento barese fu decisivo ad evitare una clamorosa retrocessione dei giallorossi. Il gol realizzato a Bergamo a poche giornate dalla fine del torneo fu etichettato da tutti come gol salvezza. Nella stagione 2005/06 si trasferisce al Real Madrid. E’ l’occasione della sua vita, ma la spreca malamente. In panchina il suo mentore Capello, avuto già nella capitale. I tifosi lo prendono in giro soprannominandolo “El Gordito” (il grassottello) per la sua forma non proprio impeccabile. Dopo aver realizzato appena due gol (il primo all’esordio nel derby contro l’Atletico) in diciannove partite, Cassano torna mestamente in Italia dove lo prende la Sampdoria. Qui trascorre quattro buone stagioni che gli valgono la fiducia del Milan. In rossonero va così così, in estate viene convocato all’Europeo e trascina l’Italia in finale grazie ai suoi assist a Balotelli. E’ il canto del cigno. Lo prende l’Inter, ma va male. Fa un anno discreto a Parma (nel secondo viene inghiottito suo malgrado dalla crisi del club) fallisce il suo ultimo Mondiale e infide “cade in depressione” nella sua ultima stagione alla Samp. Storia di un talento mai totalmente espresso.