Elisa Ferro Luzzi

Neanche il tempo di svestire la maglia dell’Inter che ha ritrovato la via del gol e probabilmente del nuovo successo. Stiamo parlando di Stevan Jovetic, l’attaccante montenegrino passato da pochi giorni dalla Milano nerazzurra al Siviglia. Ma potremmo anche alludere a uno di quei calciatori del passato che sono diventati fenomeni o si sono ritrovati non appena imboccata l’uscita della Pinetina. Ma andiamo con ordine.

Jovetic, la cessione al Siviglia e il gol al Real Madrid

Una settimana fa Jo-Jo, dopo una prima parte di campionato passata a guardare, è stato ceduto in prestito al Siviglia: l’attaccante si è legato al club andaluso fino al 30 giugno prossimo con diritto di riscatto fissato a 14 milioni. Una plusvalenza di 4 milioni per l’Inter, ma queste sue prime gloriose uscite stanno facendo parlare non poco. Due sono infatti i gol segnati nel giro di una settimana dal montenegrino e non è solo il numero ad impressionare, ma il valore dell’avversario contro cui il pallone è andato in rete: il Real Madrid. Il primo gol lo ha messo dentro in Copa del Rey, competizione dalla quale poi il club andaluso è stato eliminato. Il secondo, segnato in Liga, ha permesso al Siviglia di vincere contro Cristiano Ronaldo e compagni e portarsi ad un solo punto dalla vetta. Non solo: con quel gol Jovetic ha messo fine all’imbattibilità del Real di Zinedine Zidane, che durava da ben 9 mesi.

Che sia questo uno di quei casi in cui l’Inter, alla fine dei giochi, si mangia le mani per sempre per il talento lasciato partire troppo alla leggera? Jovetic è andato via in prestito, non è stato ceduto definitivamente ma dovesse continuare su questa strada il Siviglia le proverà tutte per farlo rimanere lì dov’è. E questa potrebbe trasformarsi nell’ennesima beffa per l’Inter, storicamente abile a lasciarsi sfuggire giocatori che poi fanno la storia dei club in cui si accasano. L’ultimo in ordine di tempo è Coutinho, oggetto misterioso ad Appiano Gentile e oggi miglior brasiliano della Premier League (pochi giorni fa ha ritirato il premio Samba de Ouro). Ma se andiamo a scavare nel passato troviamo “sviste” di altrettanto livello, cessioni pazze che hanno fatto e fanno ancora disperare i tifosi.

Coutinho, oggetto misterioso nell'Inter e campione nel Liverpool

Coutinho, oggetto misterioso nell’Inter e campione nel Liverpool

Prima fra tutte quella che riguarda un certo Andrea Pirlo. Il presidente Moratti se ne innamora ai tempi del Brescia e nel 1998 riesce a portarlo all’Inter convinto che quel ragazzino dallo sguardo serio possa diventare un fenomeno. Ma, contrariamente alle aspettative, Pirlo non sfonda subito e viene mandato in prestito in giro per l’Italia. Tra questi prestiti c’è il ritorno al Brescia, dove Mazzone lo reinventa playmaker davanti alla difesa con ottimi risultati, ma in casa Inter nessuno ci fa caso e nel 2001 viene ceduto con leggerezza al Milan. Squadra di cui ha fatto poi la storia.

Andrea Pirlo e Nicola Ventola nell'Inter '98-'99

Andrea Pirlo e Nicola Ventola nell’Inter ’98-’99

Roberto Carlos è un altro giocatore che ancora disturba i sonni dei tifosi interisti. Sbarcato a Milano negli ultimi giorni del 1995, dopo poche settimane dimostra a tutti quanto vale. Soprattutto si mette in forte evidenza grazie al suo sinistro-bolide che rende le punizioni imprendibili per qualsiasi portiere. Hodgson, ai tempi sulla panchina nerazzurra, lo considera però troppo indisciplinato tatticamente e gli preferisce Pistone. L’estate successiva il brasiliano viene ceduto al Real Madrid per 7 miliardi di lire. E chiaramente in Spagna diventa uno dei migliori terzini sinistri che il calcio abbia mai visto

Roberto Carlos con la maglia dell'Inter

Roberto Carlos con la maglia dell’Inter

Clarence Seedorf con la maglia nerazzurra ce lo ricordiamo tutti. Così come ci ricordiamo il suo passaggio al Milan in cambio di Francesco Coco. C’è chi dice che l’olandese non avesse una precisa collocazione tattica negli schemi di Cuper, chi invece sostiene che ci fossero enormi problemi di spogliatoio. Fatto sta che nel 2002, dopo quel famoso e drammatico 5 maggio, Seedorf viene scambiato appunto con Coco. Le due carriere prendono strade diametralmente opposte: l’olandese contribuisce a rendere grande il Milan, l’italiano sparsce dal campo da gioco per riapparire su riviste patinate e in programmi tv.

Seedorf durante un allenamento con l'Inter nel 2002

Seedorf durante un allenamento con l’Inter nel 2002

Fabio Cannavaro dopo gli anni d’oro con il Parma si trasferisce all’Inter. Con i nerazzurri gioca due stagioni, nell’estate 2004 passa alla Juventus in cambio del terzo portiere Carini, in assoluto uno dei trasferimenti più assurdi della storia interista. Successivamente sono state rese note dai media intercettazioni relative a un colloquio telefonico intercorso tra l’allora difensore nerazzurro e il direttore generale bianconero Luciano Moggi, nel quale il dirigente bianconero effettua pressioni al fine di indurlo a rompere con la società di appartenenza, rendendo più agevole la sua cessione. A Torino Cannavaro vince due scudetti, poi revocati causa Calciopoli, e il Pallone d’Oro dopo il Mondiale vinto con l’Italia nel 2006.

Fabio Cannavaro in azione con la maglia dell'Inter nel 2002

Fabio Cannavaro in azione con la maglia dell’Inter nel 2002

Chi si ricorda di Leonardo Bonucci in nerazzurro? Il difensore, prima di diventare uno dei simboli della Juventus e probabilmente uno dei centrali più forti in circolazione, è passato per le giovanili dell’Inter. Nel 2009 è stato ceduto al Genoa nell’operazione che ha portato Milito e Thiago Motta a Milano. I nerazzurri in questo caso si saranno anche fatti sfuggire un grande difensore, ma hanno rimediato un attaccante che ha scritto pagine importanti della storia dell’Inter. Per una volta non tutto è andato perduto.

Bonucci nelle giovanili dell'Inter durante il Torneo di Viareggio del 2007

Bonucci nelle giovanili dell’Inter durante il Torneo di Viareggio del 2007