Marco Piccari

Appena parte la musica della Champions il cuore comincia a battere forte, l’emozione sale e il volto dei giocatori diventa una maschera senza espressione. La concentrazione è massima e ognuno di loro immagina la sua partita; un gol, un assist o una giocata per entrare nella storia di questa magica competizione e quando sei esordiente tutto è ancora più speciale. La prima in Champions può darti molto o niente e allora anche un tremolio alle gambe è lecito.

IL SOGNO DI TRE ESORDIENTI
Magari questo avranno sentito e provato Renato Steffen, Jonathan Cafu e Franco Emanuel Cervi che il 13 settembre hanno conosciuto per la prima volta il palcoscenico del grande calcio europeo. Tre ragazzi che insieme fanno 71 anni sono stati gettati nella mischia, forse la notte prima di questo esame non avranno dormito pensando e immaginando la partita, per loro sarà stata una lunga attesa spezzata da quel calcio d’inizio.  Il primo a capire che tutto era vero è stato Franco Cervi centrocampista del Benfica. L’argentino classe 94, arrivato in estate dal Rosario Central trequartista che può giocare anche a sinistra, ha subito colpito. Contro il Besiktas nel gruppo B, dove c’è anche il Napoli, il sudamericano impiega 12’ per segnare un gol all’esordio in Champions. Il portiere turco respinge un tiro e lui si avventa sul pallone, la rete si gonfia e poi via a far esplodere tutta la tensione tenuta soffocata per tante ore.

DUE GOL ALL’ESORDIO NELLA STESSA PARTITA
In Basilea – Ludogorets, match valevole per il gruppo A, è accaduta la stessa cosa a due giocatori che un giorno all’improvviso hanno toccato il cielo con un dito. Allo scadere del primo tempo il 25 enne brasiliano Jonathan Cafu, attaccante del Ludogorets parte in velocità e vola verso la porta di Vaclik. L’ex San Paolo con la sua tecnica salta come un birillo Suchy e con un tocco da biliardo ammutolisce lo Jakob Park. Primo gol e poi via ad abbracciare tutti i suoi compagni. Punta rapida e tecnica che può giocare anche esterno in un 4-3-3, mentre contro gli svizzeri si sobbarca l’intero peso dell’attacco nel 4-5-1 di Dermedzhiev. In maglia rossoblu risponde Renato Steffen, esterno sinistro alto con una buona tecnica di base, veloce e tosto. Insomma, uno grintoso che non molla mai, in grado di alimentare continuamente l’azione dalla sua parte. Il Basilea soffre molto per tutta la partita sbattendo spesso sul muro bulgaro, ma alla fine l’ex Young Boys su una respinta del portiere Stoyanov trova la rete del pari con un sinistro in acrobazia. Anche per lui una gioia immensa, esordio gol e corsa sfrenata verso i tifosi in tribuna. Una prima volta che Cervi, Cafu e Steffen non dimenticheranno mai. I sogni alcune volte si avverano.