Adriano Stabile

È difficile affermare che possa esserci un lieto fine per i tre calciatori sopravvissuti alla tragedia aerea della Chapecoense. Alan Ruschel, Helio Neto e Jakson Follmann hanno salva la vita, ma porteranno con sé per sempre incubi luttuosi e terribili ferite sul proprio corpo. Tra le 71 vittime del volo LaMia 2933, caduto il 28 novembre scorso in Colombia, c’erano 19 loro compagni di squadra e l’allenatore della formazione brasiliana, poi dichiarata vincitrice alla memoria della Coppa Sudamericana.

Chapecoense, timidi progressi per i superstiti

Follmann, portiere di 24 anni, non giocherà più a calcio, quantomeno ad alti livelli: a causa dell’incidente gli è stata amputata la gamba destra, sotto al ginocchio, mentre è riuscito a salvare la sinistra, dopo un provvidenziale intervento chirurgico. Miracolosamente ha evitato la paralisi nonostante una frattura alla colonna vertebrale. Da qualche giorno sta un po’ meglio, pur essendo ricoverato ancora in terapia intensiva. Secondo i medici Follmann avrebbe accettato la perdita della gamba: «Meglio questo che perdere la vita», è stata la sua reazione. Lunedì “Globoesporte” ha pubblicato un messaggio del giovane calciatore, indirizzato agli amici in apprensione: «Sono qui per mandare un abbraccio a tutti voi – le parole di Follmann – e per dirvi che tutto va bene e che ne uscirò presto. State tranquilli». Purtroppo però, poche ore dopo l’invio del messaggio, Follmann ha dovuto subire un’ulteriore amputazione di tre centimetri della gamba destra, sempre sotto al ginocchio, a causa di una pericolosa necrosi nella zona già operata.

DUE ATLETI PARALIMPICI BRASILIANI INCORAGGIANO FOLLMANN
Ieri il portiere, che nella Chapecoense era la riserva del defunto Danilo Padilha, ha ricevuto i messaggi di incoraggiamento degli atleti paralimpici brasiliani Ymanitu Silva, tennista, e Caio Ribeiro, bronzo nella canoa a Rio 2016: «Lo sport paralimpico ti aspetta a braccia aperte per una nuova esperienza», il senso del messaggio. Caio Ribeiro, sottoposto ad amputazione sopra al ginocchio dopo un incidente in moto, ha spiegato a “Globoesporte” come in seguito alla sua disavventura sia diventato molto più competitivo: «Ho sempre dato il meglio di me, ma non avevo avuto grandi risultati nello sport prima dell’incidente. Ho pensato che fosse tutto finito, ma poi ho avuto l’idea di riprovare: il mio incidente è stata l’occasione per reinventarmi qualcosa di migliore per essere nuovamente felice».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ymanitu Silva, atleta tetraplegico: «Quando abbiamo una seconda possibilità lo sport torna ad accendersi in noi – le parole del tennista paralimpico nella categoria Quad – Follmann dovrebbe trovare uno sport che gli è congeniale perché sono sicuro che lo spirito dell’atleta sarà sempre presente in lui».

Chapecoense superstiti

La maglietta del Milan dedicata alla Chapecoense nel match con il Crotone

NETO, AMICO DI FELIPE ANDERSON, HA PROBLEMI RESPIRATORI
Qualche speranza di tornare a giocare ce l’ha Neto, difensore 31enne ed ex compagno di squadra del laziale Felipe Anderson nel Santos, ricoverato per un trauma cranico e alcune fratture esposte. «Mio figlio sta sempre meglio, è stato operato alla gamba e secondo i medici tornerà a giocare» ha detto il padre una settimana fa. Il giocatore però è stato poi vittima di alcune complicazioni, a causa di un’infezione polmonare che lo costringe tuttora alla respirazione assistita. Mercoledì inoltre è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla gamba sinistra per il drenaggio delle ferite. Attualmente le sue condizioni sono in leggero miglioramento: ricoverato in terapia intensiva, Neto è ancora sedato farmacologicamente a causa dei problemi respiratori, ma i medici hanno iniziato da ieri a ridurre la sedazione.

Chapecoense superstiti

I rottami del volo LaMia 2933 (foto AFP)

PRIMI PASSI DOPO IL DRAMMA PER RUSCHEL
Ha invece lasciato la terapia intensiva Ruschel, difensore di 27 anni, che tra il 2014 e il 2015 ha militato nell’Internacional di Porto Alegre, società ancora proprietaria del suo cartellino.  Lo sfortunato calciatore è rimasto vittima della frattura della decima vertebra della schiena, ma non rischia di rimanere paraplegico. Da un paio di giorni ha iniziato a camminare per pochi metri, facendosi riprendere su Youtube, ma i medici non si pronunciano sulle sue possibilità di giocare nuovamente a calcio e su quando potrà rientrare in Brasile dalla Colombia. «Mi ha detto che vuole tornare a giocare – ha raccontato in televisione la fidanzata Marina Storchiè la cosa che gli piace più al mondo. Io cerco di non creargli troppe illusioni».
Il cammino verso la normalità sarà lungo e tortuoso: per Follmann, Neto e Ruschel c’è l’ennesima partita da vincere.