Mattia Deidda

Chelsea-Manchester City: l’elite del calcio europeo. Il risultato dice 1-0 per gli uomini di Guardiola. Una bugia. I Citizens hanno raccolto molto meno di quanto seminato. Una partita dominata in lungo e in largo. Probabilmente, la miglior partita del Manchester City da quando Guardiola siede sulla panchina mancuniana.

Parola d’ordine: ritmo

Dal primo all’ultimo minuto. Il Manchester City non ha mai permesso al Chelsea di dettare il ritmo della partita. Un aspetto da non sottovalutare, perché non si giocava un match tra una grande ed una piccola. Sulla carta, i campioni d’Inghilterra sono gli uomini guidati da Conte. In campo, non si è notato neanche per un secondo. Dopo il gol segnato da De Bruyne ci si aspettava una reazione d’orgoglio del Chelsea. Succede su ogni campo: la squadra che va sotto nel punteggio esce allo scoperto. I Blues non l’hanno fatto. Correzione: i Blues non ci sono riusciti. Dopo la rete del vantaggio, il Manchester City ha immediatamente ripreso il controllo del pallone. L’unico aspetto in cui sono riusciti i padroni di casa è stato non concedere agli ospiti di addormentare la partita. Un’arma a doppio taglio: i Citizens raddoppiavano e, a volte, triplicavano. Giocatori di casa sempre spalle alla porta. Nel finale gli ospiti potevano dilagare.

La qualità è nulla senza il sacrificio

Diciotto tiri contro quattro. Sessantadue percento di possesso palla. Passaggi totali seicentocinquantasei contro i trecentonovantacinque del Chelsea. Numeri che spiegano l’andamento della partita, ma che possono portare in confusione senza la giusta chiave di lettura: il sacrificio. Ovvero la chiave di volta che apre tutte le difese. Il Manchester City non ha avuto problemi a vestire i panni dell’operaio. Facilmente pronosticabile l’andamento della partita: palla nei piedi dei Citizens e Blues a limitare ogni spazio offensivo. Per fare breccia nel muro di Conte c’era una sola via da seguire: correre il doppio rispetto gli avversari e lottare su ogni pallone in uscita dalla difesa del Chelsea. Detto fatto. I padroni di casa non sono mai stati in grado di organizzare una manovra offensiva elaborata. I blu di Manchester attaccavano il portatore di palla come mai avevano fatto in questo campionato.

L’operaio che non ti aspetti

Ad impersonare l’immagine del sacrificio è Gabriel Jesus. Partita difficile per il brasiliano, ingabbiato dalle maglie blu. Novanta minuti di lotta contro i difensori del Chelsea, recuperi a centrocampo e sempre primo uomo ad uscire in pressing per il recupero palla. Dal sacrificio poi arriva la qualità: il gol della vittoria nasce da un passaggio di ritorno che il brasiliano fa per De Bruyne. Una palla tanto geniale quanto importante: con un semplice retropassaggio, Jesus è riuscito ad aprire un enorme corridoio per il compagno di squadra. A completare poi il tutto ci ha pensato il belga. È De Bruyne l’uomo in più di questa squadra. Lo si trova davanti alla difesa, poi sull’esterno offensivo o sulla trequarti a regalare l’ultimo passaggio. Corre più di tutti, senza perdere la qualità di cui è in possesso. Il gol una piccola rivincita contro il Chelsea ed una grande sfida lanciata a Mourinho: quando il portoghese sedeva sulla panchina dei Blues, non ha visto nel belga le qualità del campione, costringendolo a tornare in Germania.