Redazione

Clamoroso a Stamford Bridge. Il Crystal Palace di Big Sam Allardyce sgambetta sorprendentemente il Chelsea di Antonio Conte, che subisce la seconda sconfitta casalinga della stagione e permette al Tottenham, corsaro sul campo del Burnley, di riavvicinarsi alla vetta. Sembrava un pomeriggio come tanti per i tifosi dei Blues accorsi allo stadio per la sfida a un Palace pericolosamente vicino alla zona retrocessione. E la squadra di Conte aveva iniziato come suo solito, mettendo alle corde gli avversari e colpendo già al quinto minuto con Fabregas, lesto a capitalizzare un cross sottoporta di Hazard, dopo che il belga si era divertito a far impazzire il suo diretto marcatore.

Ma se l’ex allenatore della Juventus e i suoi già speravano in una scampagnata, si sbagliavano di grosso. Allardyce ha trasmesso il suo spirito combattivo alle aquile e il 4-2-3-1 degli ospiti comincia ad impensierire il pubblico di Stamford Bridge. Bastano infatti quattro minuti a Zaha per riportare il match in parità, con un rasoterra angolatissimo scagliato tra una selva di gambe che trafigge Courtois. Anche il Chelsea è fatto a immagine e somiglianza del suo condottiero e ovviamente risponde alla rete del Palace gettandosi immediatamente all’arrembaggio. Errore, perchè dopo neanche due minuti il solito Zaha e Benteke approfittano di una difesa dei Blues piazzata malissimo e dopo un rapido contropiede il belga può depositare tranquillamente la sfera alle spalle del suo connazionale.

È l’undicesimo e ci sarebbe molto tempo a disposizione per recuperare. Il Chelsea comincia a macinare gioco, mentre il Crystal Palace si arrocca nella sua trequarti. Eppure la rete non arriva. La squadra di Conte pian piano si disunisce, con alcuni giocatori molto nervosi, su tutti Diego Costa. I numeri certificano la buona volontà dei padroni di casa, ma anche e soprattutto l’ottima giornata di Wayne Hennessey. Il portiere ospite subisce diciannove tiri, di cui undici nello specchio della porta, ma non permette a nessuno di passare. Il risultato finale è una doccia gelata per i 41000 tifosi presenti, ma anche una boccata d’ossigeno in ottica classifica per la squadra di Allardyce.

Mauricio Pochettino, allenatore del Tottenham

Chi gioisce è Pochettino. Il Tottenham ci mette più di un’ora a passare in vantaggio, ma Dier e Son regalano i tre punti ai bianchi ed un insperato -7 in una giornata che sembrava non aver molto da dire per la lotta al titolo. Volendo, si potrebbe fare un appunto velenoso. Lo stop del Chelsea arriva subito dopo la frenata di Conte sul rinnovo contrattuale. Che possa essere il primo segnale che dalle parti di Stamford Bridge le cose non sono esattamente tutte rose e fiori? Domenica prossima arriva a Londra il City di Guardiola. E forse capiremo meglio la situazione.