Redazione

Li dietro, si cambia. Due sceriffi. Uno cattivo. L’altro pure. Giorgio Chiellini e Medhi Benatia, la nuova coppia centrale varata da Allegri ha modi perlomeno spicci. Meglio non avvicinarsi. Altrimenti…ci arrabbiamo.

 

“Ben”, Medhi Benatia

Il marocchino è tornato ai suoi livelli migliori, quelli che gli hanno permesso di giocare nel Bayern Monaco di Pep Guardiola. Insuperabile nell’uno contro uno, eccellente negli anticipo e nel posizionamento. Gli anni spesi con l’attuale allenatore del Manchester City lo hanno completato: sa leggere lo svolgimento del gioco e marcare il pallone. A volte si prende qualche eccesso di confidenza e commette qualche svarione in anticipo o si fida troppo dei suoi piedi. Però in quel caso, interviene l’amico “Kid”. Chiellini.

Giorgio “Kid”: il re non abdica

Accanto a Ben, c’è Kid. Re Giorgio non ha alcuna intenzione di abdicare, sebbene il suo regno sia a volte alla mercé dei contrattempi fisici. Chiellini è di gran lunga il marcatore più affidabile. Nonché il miglior interprete della scuola difensiva vecchie maniere. Nè bello, né elegante. Piuttosto efficace e funzionale. Ljajic non ha tentato neanche una serpentina. Anche perché il destino di chi ci prova è segnato: anticipato o falciato, fate voi. Re Giorgio non deporrà la corona. É l’unico, nella Juventus, ad avere le caratteristiche del marcatore puro. Colui che francobolla l’attaccante e lo segue anche nel bagno degli spogliatoi. Con il suo “compare” Ben, la Juventus ha rialzato il muro.

Due centrali da…clava

Non è difficile spiegarsi perché la linea difensiva sia diventata più solida. La coppia centrale Chiellini-Benatia, fra le varie combinazioni possibili, è senza dubbio quella più fisica e portata al contrasto con l’avversario, alla lettura del movimento del pallone e alla copertura. Sinora, la difesa rispetto allo scorso anno ha ballato di più. Perchè manca l’Innominato col 19 e perché, che piaccia o no, gli anni passano per tutti. Barzagli non offre, soprattutto da un punto di vista della continuità, lo stesso rendimento delle passate stagioni. Rugani ha la fiducia condizionata dell’allenatore toscano. Gioca solo se c’è un “comandante”. Allegri non si sente di affidagli le chiavi della difesa. Ha un senso. Anche perché quei due la dietro, fra l’altro, oltre a garantire adeguata copertura, sono due pericoli pubblici anche in area di rigore avversaria, considerando la loro discreta confidenza con il gol