Mattia Deidda

Figlio d’arte. Cognome pesante. Futuro luminoso. Federico Chiesa mette la faccia, e soprattutto il piede, sul nuovo ciclo della Fiorentina. L’estate ha portato via da Firenze i giocatori più importanti. Però c’è sempre il rovescio positivo della medaglia: più spazio per i prospetti migliori. E in questo senso la Fiorentina ha aperto un nuovo ciclo. E Chiesa ne è il leader.

Amore a prima vista

Esordio in SerieA a diciotto anni, stagione 2016-17. Sousa lo nota e decide anche di farlo esordire titolare, alla prima di campionato, in trasferta contro la Juventus. Una partita difficile, forse troppo per un esordiente nella massima competizione. Ma tanto basta per capire quanto si parlasse bene di lui. Alla fine della stagione raccoglie ventisette presenze, tre gol e tre assist. Un gol anche in Europa League. Il nuovo anno cambia ogni prospettiva. Non è più un subentrante, ma un titolare. Ha la fiducia del tecnico e l’affetto della piazza. Uscire dalle giovanili della Fiorentina lo rende già un idolo dei tifosi.

Figli d’arte alla ribalta

In gol contro il Bologna per l’1-0. Seconda vittoria consecutiva della Fiorentina, che dimentica il pessimo avvio di campionato con due sconfitte. Il duo che forma insieme a Simeone è tutto da scoprire. Sembra una sceneggiatura scritta a tavolino: i figli d’arte pronti a prendersi la scena del grande calcio. Giovani, dinamici, pronti a dimostrare tutto il proprio valore, aldilà del nome sulla maglietta ereditato dai padri.

Fioretto e sciabola

Oltre alla qualità, stupisce la grinta che Chiesa mette in campo in ogni partita. Il dato sui cartellini gialli è sempre visto in ottica negativa, ma questa volta può essere interpretato come voglia di lottare: due in tre partite in questa stagione, cinque in quella passata, per due volte doppia ammonizione ed espulsione. Chiaro: non è un dato di cui andare fieri. Con l’esperienza arriverà anche l’intelligenza di non affondare il colpo, o la polemica, nel corso della partita. Intanto però dimostra che non ha problemi a togliere il fioretto ed usare la sciabola.