Adriano Stabile

Quando il fuoco dentro si affievolisce, anche per un vichingo diventa difficile continuare a combattere. E così John Arne Riise da ieri ha deciso di smettere di giocare a pallone. Il terzino destro norvegese, emblema di abnegazione e temperamento a fronte di mezzi tecnici non eccelsi, lascia il calcio a 36 anni ancora da compiere, dopo aver vivacchiato per un paio di stagioni giocando a Cipro, in India e, negli ultimi mesi, in patria, nell’Aalesund (insieme al fratello Bjørn Helge), che lascia a campionato in corso (la Tippeligaen norvegese segue l’anno solare ed è alla 13ª giornata).

Riise porta con sé il ricordo di una carriera di tutto rispetto, che ha avuto una lunga parabola ad alto livello, tra il 1998 e il 2011, con le maglie di Monaco (44 presenze e 4 reti), Liverpool (234 presenze e 21 reti e una Champions League vinta nel 2005) e Roma (99 presenze e 7 reti). Da quattro anni è primatista assoluto di presenze nella nazionale norvegese, con 110 gare, condite da 16 gol.

Riise, addio al calcio

Nella Capitale hanno imparato a voler bene a questo “fustaccio” scandinavo di 1,85 apprezzandone la generosità, le qualità di lottatore e quel sinistro potentissimo che a Liverpool gli è valso il soprannome di “Thunderbolt”, fulmine. Con la Roma di Ranieri è stato protagonista dell’entusiasmante rincorsa all’Inter nel 2010, lanciata proprio da un gol vittoria di Riise al 92’ a gennaio in casa della Juventus prima di essere soffocata, tre mesi più tardi, da un bruciante ko casalingo contro la Sampdoria. Un anno dopo fu ceduto al Fulham, in Inghilterra, ma un bel pezzo di cuore del norvegese è rimasto nella Città Eterna, a forza di tweet: “Sono su Twitter… Daje Roma!, il suo annuncio il 31 dicembre 2011. “Totti: che giocatore!!! Lui è la Roma.. Che uomo e che giocatore… Sei un grande capitano… Forza Roma, ma anche forza Totti, scrisse tre settimane più tardi, dopo una doppietta del capitano giallorosso al Cesena. Voglio solo che la Roma vinca qualcosa. Grande città, grande squadra, grande tifosi e grande allenatore” le parole di Riise su Twitter il 27 aprile 2012.

Tanto tifo per la Roma su Twitter

Non è mancato qualche suggerimento a un collega in difficoltà, dall’alto della sua esperienza fatta di sacrificio e voglia di emergere: José Angel: è nelle avversità che si impara. Essere forte, restare positivi, lavorare di più”, scrisse sempre nell’aprile 2012, cercando di sostenere il giovane terzino spagnolo della Roma. Il suo pallino sui social network però è sempre stato Totti: “La leggenda e il Dio di Roma. Onorato di aver giocato con una vera leggenda. Che giocatore e, cosa più importante, che persona” (maggio 2013), “Quanto mi manca giocare con il Dio di Roma. Sempre il Capitano! Daje Roma! Daje Totti! Onorato di aver giocato con te” (novembre 2015), “Il Liverpool ha spazzato via l’Everton. Totti ha fatto due gol e ha regalato la vittoria alla Roma. Che serata! Perfetta!” (aprile 2016), “Totti, Totti, Totti!” (maggio 2016).

Riise Liverpool

Riise al Liverpool

Thunderbolt, le parole d’addio

Ieri invece sono arrivate parole meno allegre, definitive: «E’ la decisione più importante e difficile della mia vita, ho deciso di smettere – ha spiegato Riise – ultimamente in me è maturata una nuova consapevolezza: quell’entusiasmo e quelle motivazioni necessarie a svolgere questo lavoro non sono più abbastanza forti. Quando mi sono guardato allo specchio, ho capito che dovevo ritirarmi». Adesso Thunderbolt potrà tornare a Roma da turista. E avrà ancora un anno di tempo per andare allo Stadio Olimpico e fare il tifo per Francesco Totti.