Redazione

Difficile dire se quella appena cominciata sarà o meno la stagione della definitiva consacrazione. L’unica certezza è che Amato Ciciretti ha deciso di giocare a calcio. A Roma se lo ricordano bene. Genio pari alla sregolatezza.  Non è facile essere un giovane calciatore in una città che offre così tante tentazioni e distrazioni. Amato, per sua stessa ammissione, ha…amato più divertirsi che stupire con il pallone. Poi, quando ha visto i suoi colleghi esordire in serie A, mentre lui era rimasto incastrato in Lega Pro, qualcosa è cambiato. Un guaio muscolare, con ogni probabilità, gli impedirà di giocare la partita più sentita: quella con la “sua” Roma. Però il suo obiettivo deve concentrarsi sugli altri giallorossi: il Benevento.

Testa e talento di pari passo

I piedi del ragazzo sono fuori discussione: il problema è altrove, specificatamente in un carattere piuttosto (eufemismo) esuberante. Voglia di strafare, più che di stupire. E il talento, da solo, non basta. La gavetta gli è servita. Centrata una clamorosa promozione da protagonista con i sanniti, adesso è chiamato alla vera impresa: confermarsi. Le caratteristiche ce le ha: esterno mancino tutto rapidità e fantasia, ottima conduzione di palla, dribbling e visione di gioco. Ideale per qualsiasi collocazione nella linea a 3 del 4-2-3-1 oppure come esterno in un 4-3-3. La specialità della casa e puntare l’uomo, accentrarsi, tagliare il campo in orizzontale e servire l’assist al compagno oppure tentare la conclusione personale.

Cosa può dare al Benevento

Ciciretti un mago nella città della Strega. Lo scorso anno dodici assist e cinque gol fondamentali per la promozione. L’impatto con la massima serie è stata metabolizzata senza grandi contraccolpi: è l’appiglio per approdare alla salvezza. Inizio in salita, ma non c’erano grandi dubbi.  Un pokeri di sconfitte nelle prime quattro partite non devono abbattere. Ciciretti può essere la scialuppa. Il talento romano rappresenta la sana anarchia nel calcio organizzato di Baroni. La sua tecnica unita alla ritrovata vis agonistica è la base fondamentale su cui poggiare le speranze salvezza. Ancora intatte.