Vincenzo Marangio

Il Posticipo apre il suo multisala, del tutto particolare, innovativo, inedito e, soprattutto, virtuale. Signore e signori, fatevi avanti, se siete cinefili accaniti e soprattutto amanti anche del calcio, questa Multisala fa per voi. Una programmazione in diverse sale, per assistere leggendo ai film partoriti dalle tante storie che suggerisce il calcio. Il miglior modo per capire è cominciare ad entrare. Tranquilli, nessuna fila al botteghino, la vostra soddisfazione sarà il nostro guadagno. E ora mettetevi comodi.

SALA 1QUO VADO (Di e con Antonio Cassano)

Dal comico barese Checco Zalone al calciatore (a suo modo altrettanto comico) barese Antonio Cassano. Il film di Zalone campione d’incassi nel 2016 con oltre sessanta milioni di euro al box office lo conoscete bene. Questo è il rifacimento che vede come protagonista Antonio Cassano.

Antonio è un calciatore talentuoso di Bari Vecchia, scoperto e lanciato da Eugenio Fascetti che lo fa esordire a 17 anni in Serie A in un derby contro il Lecce, e che va subito in gol a modo suo contro l’Inter nella gara successiva’. In questo remake di Quo Vado, Cassano, dopo essere stato eroe e aver fatto godere e arrabbiare i tifosi di tutte le squadre per le quali ha giocato decide di dare un nuovo significato alla parola coniata apposta per lui: la “cassanata”. Tra tante cassanate l’ultima, che alimenta la trama di questo film, è la più eclatante. Il 10 Luglio, due giorni prima del suo compleanno, dopo un anno di stop senza squadra, Cassano si regala un ritorno all’attività agonistica con il Verona neo promosso in serie A. Il giorno della presentazione sembra essere l’inizio di una bella storia d’amore nella città giusta, Fantantonio dichiara «Ho rinunciato a molti soldi per venire a Verona, è la piazza giusta. Mi rimetto in gioco per ritrovare me stesso».

cassano pancia real

Cassano non troppo in forma ai tempi del Real

Ma il 18 luglio il grande amore sembra già essere svanito, Cassano decide di lasciare per motivi familiari, tutto pronto in conferenza stampa ma, colpo di scena: «Sono qui per smentire me stesso e quello che volevo fare. Resto al Verona, stavo per fare una cazzata ad andarmene via, la società è stata brava a far salire la mia famiglia e ho capito che è qui che voglio stare. È stato soltanto un momento di debolezza». Si, un momento. Passano appena sei giorni (una settimana sarebbe stata troppa) e arriva un altro ripensamento, affidato al profilo Twitter della sua Carolina. FantAntonio torna di nuovo sui suoi passi scegliendo di lasciare il Verona e in serata rincara la dose «Mia moglie ha sbagliato, io non lascio solo Verona ma il calcio». Tutto ciò fino alla prossima puntata. Nel frattempo in perfetto “zalonese” Cassano starà pensando: «E adesso? Quo vado?..».

SALA 2TUTTA COLPA DI FREUD  – La psicologia inversa di Sarri

In sala due potete assistere al film del Napoli di Sarri. Squadra bellissima da vedere, che fa il record dei punti, trova nuovi spunti dalle difficoltà, che insegna calcio. Un maestro che, però, si perde spesso dietro la psicologia inversa. Nel giorno della presentazione comincia la missioneumiltà”. A precisa domanda sul come sia possibile che nessuno gli abbia dato prima una panchina importante Maurizio Sarri risponde: «Si, c’è stata disattenzione, ma non tanto verso di me quanto verso giocatori del calibro di Croce e Valdifiori che meritavano scenari importanti…». Con tutto il rispetto il paragone Sarri-Valdifiori-Croce non regge moltissimo. E infatti Valdifiori raccoglie appena sette presenze risicate al Napoli prima di essere girato al Torino. Ah, già, ma forse era psicologia inversa come a dire “in realtà se giocatori come loro sono arrivati in serie A il merito è il mio..”.

Sarri e De Laurentiis durante il ritiro estivo di Dimaro

Un primo anno di Napoli fantastico quello di Sarri, tanto che il suo Napoli chiude al secondo posto. Ma guai a dirgli che può contendere lo scudetto alla Juventus, la risposta è tutta un programma «Questione di fatturati, loro hanno un fatturato imparagonabile al nostro». Psicologia inversa anche questa, sperando di poter dire che nonostante tutto si è vinto lo scudetto? Può darsi, ma intanto lo scudetto non arriva, anzi, il Napoli nonostante il record di punti nella sua storia arriva terzo. E si arrabbia anche De Laurentiis per la storia del fatturato, con il patron partenopeo che fa notare al suo tecnico gli enormi investimenti sul mercato. Il capitolo terzo di Sarri al Napoli è storia recente, di qualche giorno fa. La presentazione ufficiale a Dimaro, tutti consapevoli che questo, al terzo tentativo, potrebbe essere l’anno giusto, quello dello scudetto. Tutti trepidanti, dicevamo, in attesa delle parole di Sarri che gela tutti, ancora una volta: «Scudetto? Una cazzata, ci sono squadre che si sono rinforzate, soltanto noi non lo abbiamo fatto…». Si spegne il sorriso dei tifosi e chissà cosa avrà pensato De Laurentiis? Magari che in fondo è…tutta colpa di Freud!