Francesco Cavallini

Il Crotone il possibile l’ha fatto, nonostante un girone di andata ai livelli di Pescara e Palermo è ancora aggrappato al sogno salvezza, a differenza di abruzzesi e siciliani. L’impossibile lo sta facendo, perchè 17 punti nelle ultime sette partite (cinque vittorie e due pareggi) gli permettono di sperare di agganciare l’Empoli nelle ultime due giornate di campionato. Per i miracoli, beh, diciamo che nella Magna Grecia faranno meglio ad attrezzarsi subito, perchè domenica c’è la trasferta impossibile a Torino, dove i ragazzi di Nicola cercheranno di mandare per traverso la festa scudetto della Juventus. Ma anche in caso di sconfitta, se l’Empoli non dovesse vincere lo scontro casalingo con l’Atalanta il Crotone può ancora sperare, a patto che allo Scida alla trentottesima batta la Lazio e che il Palermo fermi i toscani al Barbera.

Una serie di risultati concatenati quindi, ma ormai sullo Ionio alle imprese sono abituati. La città ed i tifosi sono già infinitamente grati a squadra e società per aver sconvolto quella che sembrava la classica stagione della neopromossa non attrezzata per la A grazie ad un girone di ritorno a ritmi infernali, con i rossoblù che si sono tolti lo sfizio di battere, tra le altre, Inter e Sampdoria. E ora? Ora arriva il difficile, perchè lo Juventus Stadium è un fortino inespugnabile, ma Falcinelli e compagni non devono perdersi d’animo. Spesso gli Dei del calcio hanno sorriso a chi nonostante tutto ci ha creduto fino all’ultima giornata, regalando salvezze inaspettate o praticamente impossibili.

5. Sassuolo 2013-14

Chi lascia la strada vecchia per la nuova… Si tratta di un adagio non molto apprezzato dai proprietari di squadre di calcio, che spesso alle prime difficoltà decidono per un improvviso cambio di rotta, nella speranza che l’arrivo di un nuovo allenatore regali alla squadra nuove motivazioni. A Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo, si possono anche concedere le attenuanti generiche, dato che per i neroverdi è la prima stagione in Serie A. Quindi è quasi naturale che dopo una serie di 11 sconfitte in 12 partite salti la panchina di Di Francesco, che fa posto a Malesani.

Eusebio Di Francesco

Eusebio Di Francesco

Ma l’ex allenatore del Parma fa peggio del suo predecessore, incassando una pesante cinquina da Verona, Inter, Napoli, Lazio e Parma. A questo punto tanto vale richiamare il tecnico esonerato e offrirgli l’opportunità di guidare di nuovo i ragazzi che hanno contribuito alla clamorosa promozione in A. Ma il gruppo, si sa, è in grado di fare miracoli. Nelle ultime dodici partite di campionato arrivano cinque vittorie (storico il 3-4 al Franchi contro la Fiorentina), altrettante sconfitte e due pareggi. E alla fine dei conti sono proprio questi ultimi a fare la differenza, scavando il solco di due miseri punti che divide il Catania retrocesso dal Sassuolo, sano e salvo e pronto a spiccare il volo per diventare la splendida realtà del calcio italiano che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni.

4. Parma 2006-07

Quando il 12 febbraio 2007 la società emiliana, appena rilevata da Tommaso Ghirardi, annuncia l’esonero di Stefano Pioli, 17 punti in 23 partite, l’ultima delle quali un secco 3-0 rimediato all’Olimpico contro la Roma di Spalletti, il de profundis per i gialloblù è già bello che pronto. Ma nessuno ha fatto i conti con la strana coppia venuta a salvare il grande Parma. La squadra è affidata a Claudio Ranieri, reduce da due anni di inattività. Da Manchester, dopo un breve pit-stop a Newcastle, arriva invece Giuseppe Rossi, all’epoca promessa del calcio italiano sotto contratto con i Red Devils. Per entrambi il compito è arduo, evitare al Parma l’onta della serie cadetta dopo diciassette splendide stagioni.

Claudio Ranieri alla guida del Parma

Non che l’inizio del nuovo corso sia particolarmente esaltante per i ducali, che perdono in casa la prima di Ranieri contro la Samp, e poi infilano quattro pareggi talmente poco utili che l’11 marzo si ritrovano ultimi in classifica in condominio con il derelitto Messina. Arriva finalmente la vittoria contro il Siena, poi una prevedibile sconfitta per mano dell’Inter di Ibra e Mancini. Ma da lì in poi, Re Claudio e i suoi mettono il turbo. Una rete di Rossi in pieno recupero contro il Livorno dà lo slancio necessario per partire con una cavalcata che porta diciassette punti nelle ultime otto giornate e regala la salvezza, conquistata matematicamente alla trentottesima contro l’Empoli, ma praticamente già raggiunta una settimana prima pareggiando all’Olimpico con la Lazio.

3. Venezia 1998-99

Quindici punti in diciassette partite, eppure Novellino il suo miracolo l’ha già fatto. Già, perchè arrivare al giro di boa del campionato penultimi e non essere esonerati da Maurizio Zamparini è già un’impresa degna di essere raccontata. Ma il tecnico campano, che è considerato uno specialista in promozioni, non ha alcuna intenzione di diventarlo anche delle retrocessioni. E per sua fortuna, qualcuno lassù lo ama. Per lassù, questione di qualche grado di latitudine, si intende la Pinetina. In casa Inter c’è un ragazzo venuto da lontano, dall’Uruguay, che in nerazzurro non ha molto spazio, ma che in laguna può trovare la possibilità di far vedere quanto vale.

Alvaro Recoba con la maglia del Venezia

E quindi nel gennaio 1999 El Chino Recoba arriva a Venezia con l’obiettivo di contribuire ad un’impresa che per i neopromossi lagunari sembra impossibile. Per lui, e per i suoi compagni di squadra, parlano i numeri del girone di ritorno. Ventisette punti, quasi il doppio di quelli del girone di andata, cortesia di undici reti del ragazzo di Montevideo che con Pippo Maniero forma un tandem che fa faville. Sotto i colpi del rinato Venezia di Novellino cadono la Roma, la Fiorentina del Trap, persino l’Inter, che alla penultima di campionato viene maltrattata al Pier Luigi Penzo proprio nel giorno in cui i lagunari festeggiano una imprevedibile ma meritatissima salvezza anticipata.

2. Cagliari 1990-91

Undici partite senza vincere sono un’eternità, soprattutto se il campionato è a 18 squadre. Per fortuna del Cagliari di Claudio Ranieri (già, di nuovo lui) i punti a vittoria sono ancora due, ma le squadre che sono davanti agli isolani staccano comunque i rossoblù, che alla fine del girone di andata hanno raccolto appena due vittorie e sei pareggi, per un misero totale di 10 punti. Un’annata strana per il Cagliari, che per valori assoluti nessuno poteva immaginare così in basso. La classe della coppia uruguaiana FrancescoliFonseca e la solida guida di Re Claudio non sembrano poter fermare l’inesorabile discesa. Alla quarta di ritorno, dopo la sconfitta contro il Cesena, la classifica dice tredici, esattamente come i match che mancano ad un certo ritorno in B dei sardi.

Claudio Ranieri

Ma nelle partite restanti solo la Fiorentina fa bottino pieno contro la squadra di Ranieri, che finalmente tira fuori tutte le potenzialità dei suoi calciatori. Il Cagliari si salva addirittura con una giornata di anticipo, paradossalmente pur avendo vinto meno partite di due delle quattro retrocesse. Questo perchè l’allenatore di San Saba, con il suo classico pragmatismo, ha accumulato ben 17 pareggi, la metà esatta dei match di campionato. Diciannove sono invece i punti incamerati nel girone di ritorno, con i sei ottenuti negli scontri diretti con Lecce, Bologna e Pisa a fare la differenza nella classifica finale della Serie A 1990-91, regalando un altro insperato anno nella massima serie ai rossoblù.

1. West Bromwich Albion 2004-05

Abbiamo capito che salvarsi dopo un girone di andata disastroso non è impossibile. Che persino essere ultimi in classifica a metà marzo non significa necessariamente retrocedere. Ma quando mancano solo novanta minuti e il tuo nome è ancora in fondo alla graduatoria, serve un vero miracolo. Quattro partite, quattro risultati, quattro squadre invischiate nella lotta per la salvezza più incredibile di tutti i tempi. Il Norwich City guida il gruppetto delle disperate della Premier 2004-05 con 33 punti. Seguono Southampton e Crystal Palace, appaiate a 32. Chiude mestamente il West Bromwich con 31. Ma novanta minuti possono rappresentare il labile confine tra dramma sportivo e gioia infinita.

Il Norwich ha tutto nelle proprie mani, se i Canarini vincono le altre tre vanno in Championship. Ma il Fulham non ha pietà e seppellisce i gialloverdi con un netto 6-0. Il Southampton ha il calendario peggiore, il Manchester United di Sir Alex Ferguson è un pessimo cliente anche se non si sta giocando nessun obiettivo. Al St. Mary’s Stadium i padroni di casa vanno in vantaggio, ma Fletcher e Van Nistelrooy ribaltano il risultato e spediscono i Saints all’inferno. Resta il Crystal Palace, che al minuto settantuno è sano e salvo, grazie all’1-2 che sta maturando nello stadio del Charlton. Ma dieci minuti dopo Fortune pareggia e il boato dell’Hawthorns si sente anche da centotrenta miglia di distanza, perchè il WBA batte il Portsmouth per 2-0 e conquista l’unico posto disponibile per rimanere in Premier League.