Redazione

Sono tornate le Coppe europee, ma Inter e Sassuolo hanno salutato con un turno d’anticipo. Roma e Juve sono già qualificate a quello successivo, mentre Fiorentina e Napoli dovranno attendere ancora. Intanto oggi si decide anche il campionato di Formula 1, una storia tutta in casa Mercedes, tra Rosberg e Hamilton.

Ecco una carrellata delle notizie calcistiche più curiose della settimana:

LA CLAUSOLA DEL PROSCIUTTO SPAGNOLA
In Spagna i club che prestano giocatori possono inserire nel contratto di cessione l’imposizione che il giocatore prestato non venga schierato in un’eventuale sfida col club proprietario del cartellino. Il Barcellona non la applica ma gli altri club, a cominciare dai due di Madrid, la inseriscono sempre quando prestano giocatori. Che sono sempre numerosi e di differente valore e categoria. Viene chiamata “Clausola del Prosciutto”.

L’EX MEDICO DEL CHELSEA: “NEL CALCIO C’E’ SESSISMO”
Eva Carneiro, ex medico sociale del Chelsea, dopo la lite finita in tribunale con Mourinho, è tornata a parlare. Nei giorni della campagna per il no alla violenza sulle donne e del ruolo marginale che le donne hanno nel mondo del calcio, ha dichiarato al Daily Telegraph: “Bisogna mettere fine alle discriminazioni, credo che tutti sappiano che in questo sport esiste il sessismo, il problema c’è e va affrontato così come si condanna il razzismo. Nel mondo del calcio un medico donna impressiona gli uomini e credo sia inaccettabile”. Poi ha aggiunto: “Non sono molto presente sui social, credo di aver fatto solo qualche post, eppure molte minacce arrivarono da lì dove ci sono codardi senza identità, credo che questa gente debba rispondere di certi abusi e di certi reati davanti alla legge”.

BREXIT, L’IVORIANO SERGE AURIER RESTA A CASA
Niente visto dalle autorità inglesi. E Serge Aurier, 24enne difensore del Paris Saint Germain, non ha potuto giocare la sfida di Champions League in calendario a Londra con l’Arsenal. Il giocatore ivoriano, con passaporto transalpino, s’è visto rifiutare la concessione del visto per entrare in Inghilterra in seguito a una vicenda accaduta nello scorso settembre quando aggredì un agente di polizia e subì una condanna a due mesi di prigione. Immediata il ricorso al secondo grado di giudizio che ancora non s’è svolto. Il Paris Saint Germain ha contestato l’accaduto: «Siamo sbalorditi da questo incomprensibile caso che attacca l’integrità dell’uomo e la credibilità della competizione sportiva. Il visto, concesso il 18 ottobre, è stato revocato lo scorso 16 novembre dal Ministero degli Interni che ha giustificato tale decisione citando una condanna ad Aurier inflitta il 30 settembre 2016. Ma il diritto di presunzione di innocenza non può essere negato al nostro calciatore come a qualsiasi altra persona che effettua un ricorso. A causa di questo improvviso dietro-front, Aurier non ha potuto viaggiare con la squadra. É un aspetto difficile da giustificare in ambito di diritto europeo che ha avuto ripercussione nella competizione sportiva impedendoci di giocare a Londra con la migliore squadra e nella condizione psicologica ideale».

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BOLOGNA-PARMA, DERBY EMILIANO STILE ANNI ’20
Un derby emiliano in stile anni ’20. Bologna-Parma è la partita che presenta la Football Vintage Cup a Bologna. Nata da un’idea di Paolo Di Santo e Alessio Favale un anno e mezzo fa a Roma, l’evento ha raggiunto Bologna per volere di Henni Guidetti che cura una scuola calcio dedicata a Giacomo Bulgarelli. Il campionato, che ricalcherà quello del 1923/1924, inizierà a gennaio e si giocherà al circolo Virtus. Tra fine aprile e inizio maggio si disputerà la finalissima tra la vincente del campionato di Roma e quella del campionato di Bologna. Anche i premi sono stati e saranno ideati secondo il clima che ispira la manifestazione: “Per le squadre vincitrici – dice l’ideatore al Resto del Carlino – abbiamo organizzato viaggi nei centri sportivi del Genoa, storico club di serie A, e del Chievo Verona, regalando maglie della squadra veronese anni ’50, raccogliendo l’apprezzamento di queste Società”. Soddisfazione anche da parte di partecipanti Poli e Ballotta. “È un ritorno alle origini – ha commentato Fabio Poli – in campo per la partita odierna. È una bella manifestazione che permette di vivere un calcio d’altri tempi”.

QUANTO VALE IL SETTORE DILETTANTISTICO?
Il settore del calcio dilettantistico produce ricavi per oltre 900 milioni di euro. E’ questo uno dei dati più interessanti del primo censimento realizzato dal Centro studi della Figc e da Deloitte su un universo calcistico che comprende 61.017 squadre, quasi 1,1 milioni di calciatori tesserati e circa 606.000 partite ufficiali disputate ogni anno.
L’esame del «Conto economico del calcio italiano» relativo alla dimensione economica, alle risorse umane, al prelievo fiscale e al profilo infrastrutturale si è incentrato su un campione di circa 500 società e associazioni rappresentative delle diverse discipline maschili e femminili (Calcio a 11, Calcio a 5, Beach Soccer, attività giovanile).

DAL TREVIGIANO FINO IN CINA PER INSEGNARE CALCIO
E’ partito da Caerano San Marco, nel trevigiano, per andare a insegnare il calcio ai bambini cinesi. Si chiama Marco Piazza, 25 anni, cresciuto nelle giovanili del Calcio Montebelluna, e sta collaborando con la scuola calcio creata da un altro italiano, Adriano Paschetta, a Xiamen, città di cinque milioni di abitanti di fronte all’isola di Taiwan. «Sono in Cina per lavorare alla tesi di laurea per l’università di Padova», ha raccontato il giovane via chat al quotidiano locale La Tribuna di Treviso.

ANTONINI DICE ADDIO AL CALCIO
“Sono stato di parola. Ho detto che avrei finito la mia carriera a Prato e l’ho fatto nel posto dove l’ho cominciata”. Luca Antonini, ex Milan, dice basta. Il 34enne, esterno lombardo, ha risolto il contratto con la società biancazzurra dove però rimarrà, entrando a far parte dell’organigramma del settore giovanile. “Vorrei fare dei ringraziamenti – ha aggiunto – per questa lunga carriera durata 16 anni. In primis vorrei ringraziare i miei genitori. Da quando avevo sei anni, hanno fatto grandi sacrifici per darmi la possibilità di giocare. Mi hanno sempre spinto ed aiutato, anche quando la voglia di divertirmi con gli amici poteva prevalere sul calcio. Ed hanno fatto bene perché i risultati si sono visti. Ringrazio mia moglie che è sempre presente in ogni occasione, perché mi ha sopportato in questo periodo insieme alle mie bambine e perché ha supportato la mia decisione. Ringrazio tutte le squadre in cui ho militato. Tutte mi hanno lasciato tanto dentro”.