Marco Piccari

Raffinato, elegante e delicato. Bastano queste tre parole per definire Clément Grenier, il francese acquistato dalla Roma. Un ragazzo tecnicamente dotato ma fragile come il cristallo, infatti i problemi muscolari e la pubalgia negli ultimi due anni hanno limitato e addirittura fermato questo formidabile talento.

Grenier: poche occasioni per mettersi in mostra

Mettendo da parte questo inconveniente e augurando al ragazzo di trovare continuità e fiducia, mi vorrei soffermare sull’aspetto tecnico e tattico che ho potuto osservare in telecronaca quando ho incrociato il talentuoso Grenier. In questo campionato le possibilità sono state ben poche, le scelte del tecnico del Lione Bruno Genesio, che nel 4-3-3 o 4-2-3-1 gli ha sempre preferito Tolisso, Cornet e Ferri, e il suo rendimento opaco, hanno contribuito a relegarlo ai margini. Anche la passata stagione non è stata certo esaltante sotto il profilo delle presenze, appena 18 gettoni in Ligue 1 ma solo 10 da titolare. Un bottino molto magro che però non mi ha impedito di vederlo all’opera. In particolare mi sono rimaste impresse alcune prestazioni dove Grenier ha esibito una tecnica di buon livello. Il 9 gennaio del 2016 contro il modesto Troyes, nel giorno della presentazione del Parc OL ( stadio formidabile del Lione), l’esterno maglia numero 7 ha lasciato il segno. Nel 4-3-3 di Genesio è partito largo a sinistra e con la sua tecnica ha sovente saltato l’avversario di turno creando superiorità numerica. Inoltre durante la partita si è spesso accentrato per portarsi sulla trequarti in modo da trovare l’idea giusta per mandare in gol i compagni con verticalizzazioni chirurgiche. In quell’occasione il primo ad approfittarne fu Lacazzette che dopo un ottimo suggerimento di Grenier portò in vantaggio in padroni di casa. Tocco elegante e tempismo perfetto che hanno indicato all’attaccante centrale la via del gol.

GRENIER: LE CARATTERISTICHE TECNICHE
Tecnica e visione di gioco sono le fondamenta di Clément Grenier caratteristiche che gli consentono anche di muoversi con disinvoltura sulla corsia, ma senza mai perdere di vista i compagni. Non è un dribblomane innamorato del pallone, ma un fine creatore di gioco sempre pronto a lanciare i compagni. Quella sera anche Ferri realizzò un gol (pazzesco) grazie al piede delicato di Grenier. Non male anche quando l’ho visto giocare da interno in un centrocampo a tre, dove ha brillato per costruzione lasciando a desiderare nella fase di interdizione, insomma non un leone in mezzo al campo a ruggire devono essere altri. Un 10 che può fare anche il 7, l’eleganza nell’accarezzare il pallone e la tecnica sono il suo biglietto da visita. Madame et Monsieur Clement Grenier est formidable.