Francesco Cavallini

Alla grande dinastia dei difensori centrali brasiliani della Roma potrebbe aggiungersi presto il nome di Rodrigo Caio. Il centrale del San Paolo è stato “sponsorizzato” da Juan, che a sua volta era stato consigliato da Aldair. Nel frattempo sono passati anche Marquinhos e Toloi, mentre nella linea difensiva giallorossa trova attualmente posto Juan Jesus. Eppure manca qualcuno. Che c’è, ma che per molti versi è come se non ci fosse. Un centrale carioca che è stato il segreto della prima Roma di Garcia, ma che poi, a causa di una patologia rara, è stato costretto a fermarsi a lungo e a ricominciare quasi tutto da capo. Ora è in rosa come quinto centrale, anche se spesso nei conteggi non viene quasi considerato. Ma come sta oggi Leandro Castan?

Castan è guarito dal cavernoma

Partiamo da un presupposto. Castan è completamente guarito dal cavernoma, che è stato totalmente rimosso a fine 2014. Dopo l’intervento, dopo lo spavento, sono rimasti però i dubbi. Tanto i suoi, quanto quelli di chi lo circonda. Castan tornerà mai a essere il difensore elegante che guidava la retroguardia della Roma? È possibile un suo impiego ad alti livelli, magari a formare con Manolas una coppia inossidabile come quella con Benatia? Interrogativi legittimi. Non è facile combattere lo scetticismo, che per forza di cose insegue il brasiliano come un’ombra sin dal giorno del suo ritorno in campo. Roma-Verona, prestazione opaca e fallo da rigore decisivo. Non era Castan, non poteva esserlo, non dopo un anno di stop.

Deve recuperare fiducia in se stesso

Ed il primo a star male è stato lui stesso, che alla Roma deve il fatto di potersi ancora sentire calciatore. Avrebbe voluto smettere, perchè un cavernoma non è una cosa semplice da affrontare, ma nella Capitale lo hanno aspettato e gli hanno dato più di una possibilità. E l’addio in prestito, prima brevemente alla Sampdoria e poi al Torino, serviva al calciatore per mettere di nuovo partite sulle gambe, per riacquistare la fiducia in se stesso che il lungo calvario gli aveva naturalmente tolto. Al Toro Castan ha cominciato bene, quasi sempre titolare, salvo poi perdere il posto per una serie di infortuni. Niente riscatto per il difensore.

Ha prolungato il contratto e spera in una chance

E quindi Castan è di nuovo a Roma, alla ricerca di una dimensione che gli manca. Quella del calciatore titolare, del perno della difesa. La sfortuna sembra aver avuto la meglio, ma non è mai detta l’ultima parola. Il brasiliano si allena, corre, salta, colpisce di testa (che può sembrare semplice, ma che dopo un intervento del genere richiede molto coraggio) e spera. Spera che arrivi anche per lui l’occasione di mettersi in mostra nella squadra di Di Francesco e che lo scetticismo nei suoi confronti si possa dileguare, lasciandolo libero di giocare e di sbagliare come fosse uno dei tanti. Lui si è messo a disposizione. Si è spalmato l’ingaggio prolungando fino al 2020 e vuole giocarsi le sue carte nella Capitale. Insomma, è pronto a lottare e sa come si fa. Purtroppo, o per fortuna.