Redazione

C’eravamo tanto A…Matic. Oddio, amore è una parola grossa, ma perlomeno, fra Mourinho e Conte, c’era rispetto. Le ore che separano la sfida fra Chelsea e United, però, sono indirettamente proporzionali alla serenità dell’attesa. Le lancette scandiscono l’incandescenza. Molto, se non tutto, dipende da una normalissima presunzione, quasi sana a certi livelli. L’uno si sente migliore dell’altro. E il minimo comune denominatore, la panchina del Chelsea, è un discriminante fondamentale: Mourinho soffre, ricambiato, i numeri di Conte.

Matic è solo la punta dell’iceberg

La vicenda Matic è solo la punta dell’iceberg. Il grande freddo affonda sotto il pelo dell’acqua dell’insofferenza alle critiche. Sia Mou che Conte hanno due caratteri piuttosto particolare. In gergo, prendono “cappello” quando si sentono messi discussione o criticati. Semplicemente, essendo già i primi severissimi censori di sé stessi, non amano essere messi in discussione. In questa ottica, la partita di Premier è molto più di uno spartiacque. La supersfida può lanciare definitivamente il Manchester a giocarsi, in un lunghissimo derby, il titolo con il City. E allo stesso tempo cancellare le residue speranze del Chelsea.

Dove è finita la fame?

Conte, senza il contributo di Matic, soffre da matti in un campionato che invece lo scorso anno ha dominato. La cessione a una diretta concorrente non è mai stata compresa, e fors’anche giustificata. Con il tempo la questione è divenuta talmente scomoda da indurre l’allenatore al silenzio, al limite dell’imbarazzo, sull’argomento. Da Manchester non ci sono andati leggeri. Neville avrebbe cacciato chi lo ha venduto. Beh, non è che Abramovich non ci stia pensando. Ed ecco perchè Conte è così nervoso. Si sente tradito da un gruppo che lo scorso anno ha rivitalizzato sino a trascinare al titolo. E che adesso sembra quasi estraneo ai richiami dell’allenatore. Il Chelsea visto a Roma sembra allo sbando. Senza nerbo, né guida. Conte è combattuto: avrebbe una maledetta voglia di mandare tutti al…diavolo. E raggiungere immediatamente il Milan e l’Italia. Dall’altra, però, complice il suicidio dell’Atletico, vorrebbe proseguire e giocarsi almeno sono in fondo la Champions. Lo deve a sé stesso. Ammesso che gli sia concesso…