Riccardo Gentile

Una storia che si ripete. Un copione già visto in precedenza. Lo ricordano bene i tifosi della Juventus che, nell’estate del 2011, accolsero Antonio Conte in una nuova veste, quella di allenatore.  Le due promozioni in serie A con Bari e Siena come biglietto da visita, la difesa a quattro come marchio di fabbrica e un calcio aggressivo  e sempre propositivo a fare il resto. Il 4-2-4 o a volte il 4-3-3, questi i concetti base del vecchio capitano.  Guai, però, a privilegiare il sistema di gioco di fronte alle caratteristiche dei giocatori che si hanno a disposizione.

Conte: cambiare, capire, vincere

Per questo Conte capì, più o meno da fine novembre, che per proteggere un regista con le qualità di Pirlo e per inserire stabilmente nella formazione titolare un certo Vidal,  sarebbe stato più opportuno  giocare con una difesa a tre e con un centrocampo a cinque.  Il risultato, a fine stagione, fu addirittura clamoroso: scudetto al primo colpo, e il Milan di Ibra a leccarsi le ferite.  Difficile pronosticare lo stesso epilogo per la sua prima stagione alla guida del Chelsea, la concorrenza in Premier  è molto più agguerrita.  Forte, però, della sua esperienza a Torino, Conte a Londra ha addirittura anticipato il cambiamento: “Abbiamo cominciato la stagione con un altro modulo perché pensavo di giocare col 4-2-4, poi siamo passati al 4-3-3 e abbiamo giocato anche col 4-2-3-1 che si era visto lo scorso anno – afferma Conte – Ma in alcune occasioni mi sono accorto che non avevamo il giusto equilibrio, subivamo più gol degli avversari e concedevamo anche troppe occasioni, il che non è mai una buona cosa”.

DUTTILITA’ E BUON SENSO
Duttilità tattica e buon senso, la forza di  Conte è anche questa.  La svolta, dopo il ko conl’Arsenal:  3-4-3 con  Marcos Alonso e David Luiz titolari e Oscar e Willian fuori. Da quel momento sono arrivate cinque vittorie di fila in campionato, con 16 gol fatti e nessuno subito. L’imbattibilità di Courtois dura ormai da 500’, in più anche altri giocatori si stanno esaltando grazie a queste scelte. Su tutti  Hazard, ma anche Pedro e David Luiz alla Bonucci. La bravura di Conte sta anche nell’essere sempre credibile agli occhi dei suoi calciatori. Aver cambiato, ottenendo subito i risultati sperati, è stato fondamentale affinché la squadra sposasse senza riserve la virata proposta dal Manager italiano. Non sappiamo come finirà il suo primo anno in Premier, di sicuro, anche stavolta, Antonio Conte sta dimostrando tutta la sua leadership. Come accadde a Torino nel 2011, si è trovato ad ereditare un gruppo che l’anno prima aveva terminato a metà classifica la sua stagione. Più di quella Juve, questo Chelsea ha avuto la possibilità di operare sul mercato, ma in Inghilterra non c’è solo il Milan, come in Italia 5 anni fa,  a lottare per lo Scudetto. Manchester City, Arsenal, Liverpool e sulla carta anche Manchester United e Tottenham sono partite ad agosto  con le medesime ambizioni. Per ora, soltanto Klopp ha fatto meglio di Antonio Conte.