Adriano Stabile

La corsa salvezza in Serie A sembra una sgradevole gara a chi perde di più. Il paradosso è che l’Empoli è sempre più vicino alla permanenza nel massimo campionato, nonostante i soli 22 punti in classifica e nonostante un pareggio e 7 sconfitte (di cui 6 consecutive) nelle ultime 8 giornate. A 9 gare dalla conclusione del campionato i toscani di Martusciello conservano la bellezza di 7 punti di vantaggio sul Palermo (un pareggio e 5 sconfitte negli ultimi 6 incontri), 8 sul Crotone (reduce da un pari e 7 partite perse) e 10 sul Pescara (una vittoria e 10 sconfitte nelle ultime 11 giornate).

Corsa salvezza mai così in basso, i precedenti

La quota salvezza, mai come quest’anno, sarà bassissima. Per convenzione, tra gli addetti ai lavori, si è sempre parlato di 40 punti per essere al sicuro. In questa stagione la proiezione per l’Empoli, con l’attuale media di rendimento, è di meno di 29. Il Palermo, se continuerà così (attualmente è terzultimo con 15 punti in 29 giornate), chiuderà le 38 gare della Serie A tra i 19 e i 20 punti. In pratica, ai ritmi attuali, ci si potrebbe salvare a quota 21. E quindi l’Empoli, al momento a 22 punti, potrebbe addirittura perdere le ultime 9 partite ed evitare ugualmente la retrocessione in Serie B: Palermo, Crotone e Pescara vanno troppo piano per poter sperare.

Salvezza punti

Zdenek Zeman, 70 anni, allenatore del Pescara

L’ANNO SCORSO CARPI RETROCESSO CON 38 PUNTI
Negli anni recenti quota 40 è stata toccata solo in alcune occasioni dalla quartultima (l’ultima tra le salve dalla retrocessione, per intenderci) e comunque la corsa salvezza non aveva mai mostrato livelli così deprimenti come nell’attuale campionato.
Lo scorso anno il Carpi, terzultimo, è retrocesso con 38 punti, uno in meno di Udinese e Palermo, salve per il classico rotto della cuffia. Dopo 29 giornate il Verona, ultimo in graduatoria, aveva 19 punti, più di quanti ne hanno oggi, allo stesso punto del torneo, ciascuna delle ultime tre (Palermo, Crotone e Pescara).

L’ANDAMENTO DAL 2009 A OGGI
Due anni fa, nel 2015, l’Atalanta si è salvata a 37 punti precedendo il Cagliari, terzultimo a 34. Nel 2014 invece il Sassuolo evitò la retrocessione a quota 34, due punti in più del Catania. L’andamento, negli ultimi anni, è analogo (Genoa salvo a 38 punti e Palermo retrocesso a 32 nel 2013, Genoa salvo a 42 e Lecce giù a 36 nel 2012, Lecce a 41 e Sampdoria a 36 nel 2011, Bologna a 42 e Atalanta a 35 nel 2010, Bologna a 37 e Torino a 34 nel 2009).

NEL 2005 BOLOGNA RETROCESSO IN B CON 42 PUNTI
L’opposto di quanto sta avvenendo quest’anno lo troviamo nel campionato 2004-05: l’Atalanta, fanalino di coda, fece 35 punti mentre Brescia e Bologna (quest’ultima dopo uno spareggio con il Parma) sono retrocesse nonostante avessero chiuso il torneo rispettivamente a quota 41 e 42. Alla 29ª giornata il Parma era quartultimo a 30 lunghezze (8 in più dell’Empoli di quest’anno), davanti a Siena (29), Brescia (26) e Atalanta (24). Il Bologna, addirittura, era settimo a quota 38 prima dell’incredibile crollo finale che lo portò all’inferno.

IL CONFRONTO CON I TORNEI STRANIERI
Anche il confronto con il resto d’Europa è impietoso per la lotta salvezza tricolore: in Premier League lo Swansea City è virtualmente salvo a 27 punti, inseguito però dall’agguerrito Hull a 24. In Liga, con una gara in meno rispetto alla Serie A, il Leganes è a 26 con 5 punti di vantaggio sullo Sporting Gijon. In Bundesliga, nonostante le quattro gare in meno rispetto al nostro torneo (il campionato tedesco è a 18 squadre), c’è un quartetto formato da Mainz, Werder Brema, Wolfsburg e Augsburg a 29, davanti all’Amburgo terzultimo a 27. Infine in Ligue 1, dopo 30 giornate (una in più del campionato italiano), sono ancora tutte in corsa: Digione e Nancy appaiate a 28 punti davanti alla coppia che chiude la classifica, formata da Bastia e Lorient a 25.

tavecchio figc

Il presidente della Figc Carlo Tavecchio

Il campionato italiano, ancora una volta, non ci fa una bella figura: la soluzione di togliere due squadre dalla Serie A, per renderla più equilibrata e avvincente, è ancora lontana. «È pura utopia ridurre da 20 a 18 squadre la Serie A – ha candidamente ammesso Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio, il 9 gennaio scorso – si può operare solo sui campionati minori con forme di ristoro». Abituiamoci quindi a lotte per la salvezza già finite in pieno inverno.