Redazione

Il Marocco per tornare grande, la Costa d’Avorio per offrire il giusto tributo agli ultimi reduci di una generazione fenomenale. La sfida tra le prime due squadre del girone C delle qualificazioni africane è la classica partita da dentro o fuori. E al momento dentro c’è il Marocco, che con un punto volerebbe in Russia, costringendo a vedere i Mondiali da casa gente come Kalou, Bony, Bailly o Aurier. Ma il match si gioca in casa degli Elefanti che, spinti dal pubblico di casa, puntano al poker, la quarta qualificazione consecutiva.

Costa d’Avorio, una squadra di stelle che non ha mai fatto il salto di qualità

Sin dall’esordio iridato assoluto, in Germania nel 2006, la Costa d’Avorio è sempre stata considerata una squadra capace di dire la sua, ma alla fine non ha mai superato il primo turno nonostante la presenza in rosa di calciatori come Drogba o Tourè. Quasi sempre colpa del sorteggio, che in un paio di occasioni ha accoppiato gli arancioni con corazzate del vecchio e del nuovo continente, tranne che nel 2014 quando una squadra forse al massimo delle sue potenzialità non è riuscita a superare Grecia, Colombia e Giappone. Una delusione, perchè quella generazione ha man mano lasciato la nazionale ed il calcio, ma anche uno sprone per gli ultimi guerrieri a conquistarsi il proprio meritato canto del cigno sui campi della Russia.

Marocco, la generazione cresciuta nel mito di Hadji

Di fronte però c’è l’ostacolo Marocco. Una squadra guidata da una vecchia conoscenza, quell’Hervé Renard che ha guidato proprio la Costa d’Avorio alla Coppa d’Africa 2015. Coppa che in realtà avrebbe dovuto tenersi proprio in Marocco, ma che ha creato un caso calcistico e diplomatico che ha portato all’esclusione della nazionale marocchina e allo spostamento della manifestazione in Guinea Equatoriale. Acqua passata però e i Leoni dell’Atlante ora puntano dritti verso la Russia. Ci sono da rinverdire i fasti di Francia ’98, quando esplose la stella di Mustapha Hadji, che in quell’anno vinse addirittura il Pallone d’Oro africano. In quell’occasione non bastò un pareggio contro la Norvegia per assicurarsi il passaggio del turno. Ora però il Marocco è nella situazione opposta.

Ai Leoni bastava un pareggio, ma arriva la vittoria per 0-2

All’andata il match è terminato sullo 0-0 e pareva evidente che la squadra di Renard sarebbe dovuta scendere in Costa d’Avorio a prendersi il bottino pieno per puntare alla qualificazione. Ma qualche passo falso degli Elefanti ha consegnato la possibilità di giocare con due risultati su tre a favore a Benatia e compagni. Che hanno sfruttato questo fattore e si sono portati a casa vittoria e qualificazione. A proposito, il marocchino della Juventus è tornato in campo dopo un mese di stop, dovuto ad un infortunio alla caviglia. E se la sua presenza poteva essere messa in dubbio dalla scarsa forma, ci ha pensato il tecnico a chiarire la situazione. Se non cade dalle scale, Benatia gioca. E c’è da capirlo. Per l’ex romanista, che ha compiuto trent’anni ad Aprile, poteva essere l’ultima opportunità di acciuffare il treno mondiale. Ed ha ripagato la fiducia del suo CT con una delle reti nello 0-2 del Marocco.