Redazione

La prima notte di play off lascia in eredità alcune certezze: la Croazia quando è ispirata, è quasi impossibile da affrontare. La Svizzera si conferma “neutrale” per eccellenza, quando è il caso di gestire alcune la diplomazia. Di Grecia e Irlanda del Nord si vorrebbe dire tutto il bene possibile, ma è già un miracolo che siano arrivate a giocarsi lo spareggio.

Croazia, troppa grazia

Ci fosse anche un pizzico di amore per la fase difensiva e la capacità di restare presenti a se stessi lungo l’arco dei 90′, questa formazione potrebbe serenamente ambire al podio. Invece, probabilmente, succederà qualcosa di inspiegabile che la fermerà a metà strada. Intanto Modric e compagni possono rinnovare il passaporto: la Russia è dietro l’angolo. Questa squadra, al netto dei blackout e delle sbavature difensive, non ha punti deboli. Un centrocampo di assoluto spessore. Un attacco che crea occasioni da rete a profusione, un centravanti che fa il suo.

Senza Manolas, crolla il Partenone…

Povera Grecia, seppellita di gol. Il ritorno è quasi una formalità: chissà cosa avrà pensato Manolas, quando avrà visto i suoi compagni del reparto difensivo in difficoltà in ogni dove contro l’attacco croato. L’unica certezza è che, privati del proprio perno difensivo, gli ellenici hanno presto alzato bandiera bianca contro lo strapotere dei padroni di casa. La buona notizia, in questo caso, è tutta della Roma: ove ce ne fosse ancora bisogno, il match con la Croazia ha mostrato il peso specifico di Manolas per leadership e senso di sicurezza che trasmette ai compagni e timore agli avversari.

Un SMS a Montella…

Ah, probabilmente questa sera a più di qualche tifoso rossonero saranno fischiate le orecchie. Kalinic ha lanciato un messaggio forte e chiaro: in un collettivo capace di produrre gioco offensivo, il centravanti del Milan sa essere decisivo. Purchè sia messo nelle condizioni di farlo. Preoccupa più il gol subìto dalla Grecia. Il solito regalo. Se affronti gli ellenici, passa inosservato: contro una squadra che poi non concede più occasioni, diventa un guaio.

Svizzera, neutrale per eccellenza

Anche Petkovic ha di che sorridere. La sua Svizzera, molto italiana (gol di Rodriguez si rigore, anche lui un altro, al di là della trasformazione dal dischetto, rispetto all’opaco e timido giocatore che indossa il rossonero), pur vivendo il personalissimo paradosso di 10 partite vinte su 11 disputate senza aver ancora staccato il biglietto per la Russia, prenota un viaggio a Mosca per il sorteggio della fase finale.

Spicca, oltre alla vittoria in Irlanda del Nord, la vittoria diplomatica sull’…Udinese per il caso Behrami. La nazionale rossocrociata non ha rischiato il centrocampista bianconero, consapevole che, qualora fosse servito, gli avrebbe potuto chiedere un piccolo sacrificio al ritorno, che ormai pare però quasi superfluo. Il risultato mette al sicuro da cattive sorprese: Behrami andrà ai mondiali, tornerà a Udine intatto e vissero tutti felici e contenti. Neutrali, del resto, si nasce.