Elisa Ferro Luzzi

Crotone, un anno dopo. Un anno fa eravamo infatti qui a scrivere dell’impresa della squadra calabrese, della Serie A centrata per la prima volta nella storia e dei sogni per una una nuova avventura che stava per iniziare. Oggi torniamo a parlare di Crotone per una salvezza che sa di scudetto, conquistata al termine di un girone di ritorno epico a dispetto di quello d’andata che era stato imbarazzante. Ecco cinque curiosità su questa indimenticabile prima stagione in A della squadra di Nicola.

Crotone, cinque cosa da ricordare

Il girone d’andata è stato un vero e proprio incubo: 9 punti in 19 partite e gare perse sempre nei minuti finali. E’ andata chiaramente molto meglio durante quello di ritorno: venticinque i punti ottenuti, venti solo nelle ultime nove partite. Due in più della Juventus, tanto per rendere l’idea. La vittoria di ieri sulla Lazio e il concomitante successo del Palermo sull’Empoli ha permesso ai rossoblu calabresi di superare in classifica i toscani e guadagnare la permanenza nella massima serie. Un obiettivo insperato a gennaio quando il Crotone aveva ben 11 punti di svantaggio rispetto alla quartultima.

MISTER NICOLA L’UOMO DEI MIRACOLI
Mister Nicola. E’ lui l’uomo dei miracoli, è lui il vero artefice di questa meravigliosa salvezza. Subentrato in estate a Juric, ha saputo gestire una squadra piena di esordienti impostando un 4-4-2 prettamente difensivo. Fare gol a Cordaz non è stato facile per nessuno, il Crotone ha però perso molti punti nei minuti finali anche per inesperienza. Ma ha sempre onorato le partite, prendendo 4 gol solo all’Olimpico contro la Roma. Ha chiuso la stagione con 58 reti al passivo, 8 in meno del Torino, squadra che però è arrivata molto più in alto. A gennaio ha perso Palladino, il giocatore più tecnico ed esperto. Ma Nicola non si è scomposto, sfruttando a sinistra Stoian e poi Nalini. Ora ha una promessa da mantenere: “Crotone-Torino in bicicletta? È la parte più facile: lo farò con grande piacere, le promesse le mantengo”.

L’INCREDIBILE STORIA DI ANDREA NALINI
Di lui avevamo parlato su queste pagine in tempi non sospetti. Andrea Nalini i primi due gol in Serie A se li è tenuti per l’ultima giornata, quella più importante, ma la sua storia non era passata inosservata agli addetti ai lavori. Nalini, 26anni, è cresciuto in provincia di Verona ed è passato dalle saldature all’impacchettare wurstel alla grande vetrina del massimo campionato. Ha fatto il settore giovanile al Villafranca, poi i provini con grosse squadre, dalla Promozione fino alla Serie D. “Sono perito meccanico specializzato in saldature – ha dichiarato orgogliosamente qualche tempo fa –. Quella del saldatore era l’unica strada lavorativa, nei Dilettanti non pagano tanto, allora mettevo insieme quei soldi e lo stipendio di saldatore, così riuscivo a portare soldi anche in famiglia”. Il passaggio alla Virtus Vecomp, squadra veronese di Serie D, lo costrinse a lasciare la fabbrica, ma non il lavoro che trovò “come magazziniere nel reparto wurstel di una grande azienda”. La sua vita è cambiata quando si sono accorti di lui gli osservatori della Salernitana in una finale play off contro la Casertana. Da lì il primo contratto da professionista, tre anni a Salerno e durante la scorsa estate il passaggio al Crotone.

nalini crotone lazio

Andrea Nalini, autore di una doppietta contro la Lazio

I GIOCATORI RIVELAZIONE
Nonostante quel girone d’andata pessimo, la società ha resistito alla tentazione di esonerare Nicola e ha visto crescere e diventare importati alcuni giocatori. I difensori centrali Ferrari e Ceccherini sono tra le rivelazioni del 2017 e si sono meritati le attenzioni del ct Ventura. Crisetig si è rilanciato dopo diverse annate da grande promessa non mantenuta. Non si capisce come mai Diego Falcinelli, 13 gol, non abbia ancora sfondato a livelli più alti ma siamo sicuri che nel prossimo mercato estivo farà gola a parecchie società.

Falcinelli, autore di un gol ieri contro la Lazio (foto profilo facebook Crotone calcio)

A MANO A MANO
I tifosi nella notte si sono riversati nelle strade della città calabrese festanti. Così come era successo un anno fa con la conquista della Serie A. A riecheggiare nelle piazze e nei locali “A mano a mano” di Rino Gaetano, ormai vero e proprio inno della tifoseria crotonese. Da sapere e da ricordare che il cantautore, nato a Crotone ma cresciuto a Roma, è sempre stato cantore dei sentimenti più intimi del sud e della Calabria, la sua immortale “Ma il cielo è sempre più blu” è stata adottata dai tifosi del Crotone come inno all’ingresso in campo delle squadre.