Adriano Stabile

“Arconada”, per gli spagnoli, è diventato sinonimo di papera dopo un colossale errore del portiere della nazionale iberica nella finale di Euro ’84. “Cesarini”, per noi, è diventato sinonimo di obiettivo centrato in extremis grazie a un gol vittoria segnato al novantesimo dall’omonimo asso italo-argentino all’Ungheria nel 1931. “Panenka”, per cechi e slovacchi, da 40 anni esatti è simbolo della maniera più pazza e beffarda di tirare i calci di rigore: il cucchiaio.

Il cucchiaio di Panenka nel ’76

Il “Panenka penalty”, come lo chiamano gli inglesi, è nato il 20 giugno 1976, a Belgrado, in occasione della finale del campionato europeo di calcio. Di fronte, quel giorno, ci sono la Germania Ovest campione del mondo e d’Europa contro la sorprendente Cecoslovacchia, che in semifinale ha eliminato l’Olanda di Cruijff. Il match, giocato nello stadio della Stella Rossa, è avvincente: gli uomini del ct Václav Ježek vanno in gol due volte nei primi 25 minuti, grazie agli slovacchi Švehlík, attaccante dello Slovan Bratislava, e a Dobiaš, mediano dello Spartak Trnava. La Germania ha la forza di rimontare il doppio svantaggio, come già le era accaduto tre giorni prima, in semifinale con i padroni di casa della Jugoslavia (i tedeschi avevano poi vinto 4-2 ai supplementari). Dieter Müller accorcia le distanze al 28’ e Hölzenbein, dopo una serie di miracoli del portiere cecoslovacco Viktor, agguanta il 2-2 all’80’. Si va ai supplementari, ma il match resta inchiodato sul pareggio e così, per la prima volta nella storia degli Europei, si arriva alla soluzione dei tiri dal dischetto: Uli Hoeness calcia alto il quarto rigore tedesco e, a quel punto, tocca ad Antonin Panenka battere il penalty che decide la finale.

Panenka, che ha 27 anni e milita nel Bohemians Praga (nell’81 emigrerà in Austria, nel Rapid Vienna, evento raro per i calciatori dell’Est all’epoca), sceglie di trafiggere il mitico Sepp Maier con un tocco a palombella, il cucchiaio. La pazza impresa gli riesce e la Cecoslovacchia si laurea campione d’Europa. «Non credo che Sepp Maier l’abbia presa molto benele parole di Panenka nel 2012 a Uefa.comanzi era e forse è ancora, un po’ sconcertato. Ho il sospetto che probabilmente non ami sentire troppo spesso il suono del mio nome. Non ho mai voluto ridicolizzarlo. Al contrario, ho scelto di calciare il rigore così perché avevo pensato che fosse il modo più semplice di segnare».PANENKA RIGORE 20-6-1976 (3)

Imitato da Messi, Totti, Zidane e Ibra

PanenkaL’idea gli girava nel cervello da anni: «Dopo l’allenamento ero solito trattenermi con il nostro portiere per battere qualche calcio di rigore. Ci giocavamo una cioccolata o una birra. Era un portiere molto bravo e spesso perdevo. Così, a volte, prima di addormentarmi pensavo a un modo per batterlo e rifarmi. Pensai che se avessi ritardato la battuta eseguendo un pallonetto, il portiere si sarebbe tuffato non avendo il tempo di recuperare la posizione. Iniziai così a tradurre questa intuizione anche nella pratica. Presi a vincere le scommesse e, di conseguenza, a mettere su qualche chilo. All’inizio provai quella trasformazione nelle amichevoli, poi nelle serie minori e, infine, nella massima divisione. Il coronamento fu nella finale del campionato europeo».

 «Sono stato il primo a provarci, da allora mi hanno copiato in tanti ha raccontato Panenka in una recente intervista ripresa da Repubblica Tvsono felice che l’idea del cucchiaio, che è diventata parte del calcio, sia ancora in auge e sia stata utilizzata dai migliori: Messi, Totti, Zidane, Ibrahimovic, Ramos, Pirlo».