Patrizio Cacciari

Ha fatto scalpore giorni fa la notizia, riportata da tutti i quotidiani locali e nazionali, dei 26 arresti a Bergamo per spaccio e consumo di stupefacenti. Alcuni erano frequentatori della Curva Nord, roccaforte del tifo atalantino. Il comunicato (che potete leggere in basso) diramato dal direttivo della Curva Nord 1907 poche ore dopo l’operazione definitiva “Mai una gioia”  contesta l’accostamento della stessa al tifo atalantino. L’operazione riguardava un più vasto giro di spaccio che comprendeva alcune zone della movida. In totale sono 41 gli indagati, 30 i destinatari di Daspo, 10 provvedimenti di sospensione della licenza nei confronti di altrettanti gestori di esercizi commerciali bergamaschi. L’indagine è durata 5 mesi.

curva nord bergamo atalanta

Il Comunicato Ufficiale della Curva Nord di Bergamo sui 26 arresti.

Curva Nord Bergamo: calore e turbolenze

Il tifo bergamasco è uno dei più caldi e turbolenti d’Italia. Spesso, prima e dopo le partite dell’Atalanta, si registrano scontri e tentativi di venire a contatto con le tifoserie avversarie, basta leggere un po’ di cronaca locale. I tifosi che vanno in trasferta lo sanno: Bergamo non è una passeggiata, né per i giocatori in campo (visto il calore della gente sugli spalti), né per chi segue la propria squadra del cuore. L’obsoleta struttura dello stadio Atleti Azzurri d’Italia non contribuisce certo a trasmettere una sensazione di sicurezza agli spettatori.

DAI WILD KAOS AI GIORNI NOSTRI
Come è composto oggi il tifo nerazzurro? Anche a Bergamo c’è stato negli anni un lungo e profondo ricambio generazionale. Non ci sono più le storiche Brigate Nerazzurre a coordinare il tifo, né tantomeno la costola (se così vogliamo definirla) dei Wild Kaos, che tanti problemi di coesistenza creò all’epoca nella curva atalantina, con la scelta di gemellaggi scelti in autonomia e viceversa (è storia ormai la rottura dell’amicizia con i romanisti negli anni 80 o il rapporto portato avanti negli anni 90 con i Furiosi del Cagliari). Un’amicizia fraterna, molto sentita ancora oggi, è quella con i tifosi della Ternana, nata da tempo anche per affinità politica, ma che prosegue nonostante quella bergamasca oggi non sia una curva politicizzata, portata avanti anche dalle nuove generazioniNon ci sono più dunque i gruppi storici di una volta (un po’ come nel resto delle altre curve), ma un direttivo denominato Curva Nord 1907, che coordina il tifo, le coreografie, le iniziative di solidarietà e anche la famosa Festa della Dea.

COS’E’ LA FESTA DELLA DEA?
Un appuntamento fisso ormai da tanti anni e molto sentito in città, ma che nell’ultima estate non è andato in scena, una decisione sofferta arrivata dal direttivo in forma di solidarietà per il Daspo (l’ennesimo) dato allo storico leader della curva atalantina, il Bocia, al secolo Claudio Galimberti, forse attualmente il tifoso ultras più famoso d’Italia. Il rapporto tra città, squadra e tifoseria è molto forte. Ma la Nord bergamasca non sta vivendo un periodo di buoni rapporti. Tensioni in questi ultimi anni si sono registrati nel rapporto con la stampa locale, su tutti L’eco di Bergamo, accusato di dare poco risalto alle iniziative di solidarietà e volontariato coordinate dai tifosi (solo poche domenica fa il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi è stato ospite in curva). E anche quello con la Questura di Bergamo è molto teso a causa delle accuse di associazione a delinquere piovute sulle teste di alcuni esponenti della tifoseria organizzata. Una curiosità: sul giornalino Sostieni la Curva, distribuito durante le partite casalinghe dell’Atalanta, uscì qualche  tempo fa l’omaggio a uno storico poliziotto, detto Mazinga, per anni in servizio allo stadio e ora andato in pensione: «Non avremmo mai pensato un giorno di rimpiangerti, mai e poi mai!!! Anni vissuti all’Atalanta con intensità, passione e tante scorribande! Quando ti presentavi davanti a noi, o sbucavi da qualche via dicevamo “è arrivato…”!!! Con il tuo fisico possente e la tua determinazione nell’agire sei stato il nostro incubo più brutto della domenica, quando spesso ci chiedevamo “Ma di domenica Mazinga non va via una volta con la famiglia???”».

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La 14esima edizione della Festa della Dea, tenutasi nel 2015 (ph. tratta da Bergamopost.it).

Al netto delle difficoltà organizzative e delle peripezie giudiziarie, il tifo bergamasco resta una realtà importante del panorama ultras italiano, una delle poche piazze dove ancora si organizza un tifo molto coreografico e passionale, ispirato alla più classica tradizione italiana, fatta di bandieroni, striscioni e cori di incitamento alla squadra. Un’identità genuina molto rispettata anche dalle altre tifoserie, incluse quelle rivali, che non sono poche (Brescia, Roma, Lazio, Inter, Milan, Juve, Napoli e Verona su tutte).