Redazione

Dopo un buon inizio, oggi la distanza che intercorre tra il presidente della Roma James Pallotta e i tifosi della curva sud sembra incolmabile. Ma come si è arrivati a questa situazione? Come dicevamo, l’inizio non era stato affatto male. Le aspettative calcistiche dei tifosi erano molto alte, l’entusiasmo non mancava, e in più la società giallorossa era stata una delle prime ad ascoltare le richieste dei tifosi rispetto alla Tessera del Tifoso, introdotta dal Ministero degli Interni nella stagione 2010-2011 e mal digerita da un’ampia parte di spettatori, non solo dagli ultras. Il 4 aprile del 2013 la Roma, quasi a sorpresa, ha varato un altro tipo di Tessera, la Club Away (ulteriormente aggiornata nel 2015), che rispetto alla Privilege Card, presentava alcune differenze sostanziali che hanno permesso il ritorno dei tifosi della Roma in trasferta (salvo altra decisione della Questura).

Il cambio dello stemma
Quando tutto sembrava andare nella giusta direzione, vedi anche il primo progetto del nuovo stadio che dava molta importanza al settore curva sud o la bellissima iniziativa della Hall Of Fame, che ha riavvicinato tanti giocatori simbolo al club, ecco la prima fortissima tensione, non ancora risolta, il cambio dello stemma. La proprietà americana ha presentato a maggio 2013 un restyling della Lupa senza l’acronimo ASR, a cui i tifosi sono particolarmente legati perché simbolo della fusione tra Roman, Alba e Fortitudo, i tre club che nel 1927 daranno vita alla As Roma. I tifosi non hanno apprezzato la scelta e da allora portano avanti una battaglia per il ripristino della Lupa Capitolina originale, simbolo del Comune di Roma, tornata sulle maglie della squadra dopo una raccolta firme nel 1993, organizzata proprio dalla Curva Sud.

logo nuovo e vecchio

La nuova data di fondazione
Nel 2015 l’altra enorme frattura. La società diffonde alcune ricerche e documenti che testimoniano come la data di fondazione del club sia il 7 giugno del 1927 e non il 22 luglio, data del primo ordine del giorno, a cui invece tutti da sempre erano particolarmente legati, tanto da organizzare ogni anno una festa a mezzanotte in via degli Uffici del Vicario con tanto di fumogeni e bandiere. Qui trovate il documento ufficiale diffuso dalla Roma.

 

Il caso Ciro Esposito
Le tensioni non finiscono qui. Dopo Roma-Napoli del 2015 (il primo dopo la morte di Ciro Esposito) la curva sud viene squalificata per alcuni striscioni molto duri rivolti alla madre del tifoso partenopeo ucciso. Pallotta prende nettamente le distanze dai tifosi apostrofandoli con un durissimo “Fucking idiots” e non presentando ricorso per la chiusura del settore. Dal quel momento la frattura è netta. Nella partita successiva ci saranno degli striscioni di risposta al presidente, fino all’abbandono del settore da parte dei tifosi abbonati della curva sud, nella stagione appena conclusa, in protesta contro la divisione voluta dalla Prefettura, che non permette, a detta dei tifosi, la giusta organizzazione del tifo per la squadra. In questo caso alla società viene rimproverato di aver fatto poco o niente per risolvere il problema.

Qualche spiraglio
Come dicevamo, qualcosa di buono per riavvicinare le parti sta accadendo. Grazie allo sponsor tecnico la Roma ha annunciato pochi giorni fa il ritorno ai colori originali della fondazione, dopo una bella ricerca cromatica, per la prossima stagione. Mentre già da questa stagione, sulla maglia bianca da gioco, è tornato il lupetto storico del 1983, simbolo della Roma di Viola. Tutti segnali che non potranno che far piacere ai tifosi più tradizionalisti, molto attivi anche sul web in difesa delle tradizioni. Una delle ultime iniziative è Aureo Purpureo, che su Facebook ha lanciato una campagna per il ritorno allo stemma originale. Ora bisognerà vedere, per una ulteriore valutazione, la risposta alla campagna abbonamenti, dopo un mercato finora non esaltante, che tuttavia ha visto il rinnovo per un altro anno del capitano Francesco Totti, altro incredibile elemento di divisione durante la stagione appena conclusa e che ha visto la Roma centrare il terzo posto anche grazie ai gol del suo numero dieci.