Redazione

Si stava meglio quando si stava peggio? Le prime uscite di Dalbert hanno preoccupato i tifosi nerazzurri. Stanchi di Nagatomo. E che pensano, adesso, di non averci guadagnato con Dalbert. Vuoi vedere che ci hanno fregato? Beh, calma. Le prime uscite non sono state incoraggianti, considerando le aspettative e, sopratutto, le cifre investite per un esterno che avrebbe dovuto restituire all’Inter un giocatore alla Maicon, piuttosto che alla…Nagatomo.

Quasi ostaggio di Lazzari

Dalbert ha vissuto un pomeriggio complicatissimo: Lazzari, sulla sua fascia, lo ha preso in…ostaggio. Il calciatore della Spal, partendo dal centro destra, si è saputo allargare ed accentrare senza concedere punti di riferimento. Risultato: l’esterno basso nerazzurro ha passato buona parte della partita a chiedersi se fosse il caso di uscire a prenderlo o lasciare che se ne occupasse Skriniar. Ecco: se c’è qualcosa in cui deve migliorare è essere efficace in fase offensiva senza perdere di vista i compiti difensivi.

La maledizione del terzino sinistro?

Dalbert non ha convinto. Sta soffrendo l’impatto con la serie A. Un campionato molto più tattico rispetto a quello francese e con una qualità media assolutamente superiore. In più, un evidente ritardo di condizione ne condiziona le caratteristiche. Dove è finito il Dalbert capace di scattare e saltare l’uomo in velocità? L’esterno capace di accelerare, sovrapporsi, accompagnare l’azione ed essere tempestivo nelle chiusure? Domande cui segue un brivido. Non è che anche questa promessa si scioglierà di fronte alla maledizione del terzino sinistro? 

Un po’ di pazienza…

La paura, come la fretta, è una cattivissima consigliera. Dalbert, sebbene non abbia rubato l’occhio, non ha commesso errori clamorosi.  La sensazione è che sia più che altro troppo timido: non si capisce se sia più attento a non sbagliare dopo aver cercato, senza successo, di stupire. La certezza è che giochi con il freno a mano tirato. In entrambi i casi, un problema di gioventù. Spalletti ne apprezza la capacità di lavorare da centrocampista aggiunto, inserendosi in mezzo al campo per dialogare con i compagni e accompagnare la squadra in fase di transizione. Doti che, sinora, si sono solo intraviste. Criticarlo, va bene. Aspettarlo è doveroso.