Luigi Pellicone

 

La Juve ha deciso. De Sciglio erede di Dani Alves. Scelta che ha fatto storcere il naso. Social scatenati e tifoseria divisa. I delusi sostengono la tesi del ridimensionamento, argomentandola con la cessione di metà della difesa che ha portato la Juventus a un passo dalla Champions. I filosocietari rivendicano la noblesse oblige: chi non vuole la Juve non la merita. E tanti saluti a chi andrà a giocare l’Europa League e a chi cercherà l’assalto alla Champions con una squadra incapace di arrivare storicamente oltre i quarti di finale.

Cosa perde la Juventus senza Dani Alves?

Dani Alves e la Juventus non si sono amati, forse neanche piaciuti. La convivenza non ha mantenuto le promesse e si è consumata senza alcun dissapore dopo 12 mesi di cui più della metà trascorsi a chiedersi se l’ex esterno del Barcellona avesse scelto Torino come tappa verso il prepensionamento. Ultimi giorni a 100 all’ora: quando la Champions entra nel vivo, e ci si giocano i trofei, Dani Alves gioca da par suo. Protagonista contro Barcellona e Monaco, artefice della vittoria in Coppa Italia. Poi però, affonda come gli altri a Cardiff e non risparmia frecciate alla società e ai compagni sul Social.

dani alves instagram

Dani Alves su Instagram

Spesso più attivo on line che in campo. E non proprio elegante. Dani ha talento pari all’anarchia, dentro e fuori dal campo. Perchè rimpiangerlo? Ha giocato per due mesi, senza legare né con l’ambiente, né con lo spogliatoio. Non a caso, la dirigenza lo ha lasciato andare, confermando che nessuno, neanche l’esterno migliore del mondo, può anteporre la propria individualità alla maglia. La Juve è la Juve. E non è schiava di nessuno. Morto un esterno, se ne trova un altro più bello che problemi non ha. E la dirigenza ha individuato il profilo in De Sciglio.

Cosa guadagna la Juventus con De Sciglio

L’accoglienza per il neo arrivato è carica di pregiudizi. Gli si rimprovera il costo: 12 milioni. I più incattiviti, calcolatrice alla mano, lo considerano il “conguaglio” per Bonucci, giusto per far quadrare i conti o trovare il senso di una partenza dolorosa. Protestare senza proporre è un esercizio fastidioso. Quanti sono, e soprattutto chi e a quel prezzo, gli esterni bassi capaci di garantire qualità e quantità? De Sciglio non sarà Dani Alves ma, rispetto al brasiliano, offre più garanzie fisiche e comportamentali. Ha disputato un Europeo a ottimi livelli e non ha demeritato al Milan dove ha vissuto un’annata complicata. De Sciglio, fra l’altro, è stato scoperto e lanciato da Allegri e con lui si è affacciato al grande calcio come prospetto di “crack” assoluto.

E nulla esclude che, riconsegnato alla cura del tecnico toscano, possa tornare ai livelli di quattro-cinque anni fa, quando chiunque avrebbe aperto i cordoni della borsa pur di acquistarlo. A conti fatti, la Juve ci guadagna. Tutto lascia credere che il ragazzo ritroverà la tranquillità necessaria e anche il resto. La carta d’identità è dalla sua parte, così come le qualità: è giovane, ambidestro, versatile, capace di giocare a destra e sinistra. Non è, né sarà il nuovo Maldini, ma bocciarlo preventivamente è perlomeno ingeneroso.