Redazione

De Laurentiis non vuole spendere soldi per il Napoli. Un concetto molto in voga tra i supporter della squadra di Sarri, una frase talmente trita e ritrita che è addirittura tra le scelte suggerite sui motori di ricerca. Ma è effettivamente così? O l’impegno del presidente degli azzurri viene colpevolmente sottostimato dalla tifoseria?

La squadra è competitiva

Partiamo dal presupposto che chi vince ha sempre ragione, assioma antico ma pur semprerealistico. Il Napoli finora in campionato le ha vinte tutte, anzi, è la migliore squadra nell’anno solare e quindi al momento attuale il Presidente ha avuto ragione con la sua gestione delle finanze e della rosa del Napoli. A detta di molti già alla fine della scorsa stagione, il miglior mercato possibile di questo Napoli era quello che prevedeva la permanenza di tutte le grandi stelle (in primis Mertens, Insigne e Koulibaly). Detto, fatto. La società ha rifiutato offerte importanti e convinto i migliori calciatori azzurri a rimanere e a puntare dritti allo Scudetto. E in attesa del tour de force che attende i partenopei da metà ottobre in poi, i numeri danno ragione a De Laurentiis.

In passato De Laurentiis ha già speso

Che comunque ha già investito sul Napoli, probabilmente nel momento in cui ce n’era più bisogno. I calciatori che sono in questo momento a Castel Volturno non sono certo arrivati gratis. Il “problema” di De Laurentiis è che la squadra è stata costruita attraverso la politica dei piccoli passi, a partire da Hamsik, acquistato dieci anni fa, fino ai più recenti Allan, Hysaj e Milik che, sfortuna a parte, è stato il calciatore più pagato dell’attuale gestione. Il colpo mediatico che i tifosi del Napoli hanno sognato per tutta l’estate, ma che per motivi indipendenti dalla società non ha ancora dato i risultati sperati. Comunque i 33 milioni sono usciti dalle casse partenopee e questo nel discorso sulle spese è ciò che di più conta.

Quando lo fa, Sarri non apprezza

E quei 33 milioni non sono certo gli unici a essere sborsati nelle ultime stagioni. La questione è che non hanno cambiato il Napoli come ci si aspettava. Sì, perchè non è che De Laurentiis si sia dimenticato il blocchetto degli assegni da qualche parte in concomitanza con l’arrivo di Sarri. Anzi, vedere il Napoli così competitivo ha stimolato il mercato degli azzurri. Dall’estate 2015 sono arrivati a Castel Volturno (oltre ai calciatori già citati) Valdifiori, Tonelli, Chiriches, Maksimovic, Diawara, Zielinski, Rog, Ounas e Mario Rui. Spesa complessiva? Difficile da calcolare, ma comunque di certo stimabile in oltre 80 milioni. Di questi, solo Zielinski, Chiriches e forse Rog e Diawara sono realmente entrati nelle grazie del tecnico e tra l’altro difficilmente scendono in campo dal primo minuto. Gli altri hanno un pessimo score complessivo di 35 presenze (non necessariamente da titolari) e vedono il valore dei loro cartellini (come quello di Maksimovic, pagato 25 milioni di euro) in picchiata libera.

Davanti a questi dati, risulta evidente che non corrisponde alla realtà sostenere che De Laurentiis non investa nel Napoli. Ma anche che spesso le spese affrontate non producono un effettivo miglioramento della rosa o che i calciatori acquistati non vengono valorizzati a dovere. E quindi, anche se per assurdo il presidentissimo partenopeo decidesse davvero di chiudere i rubinetti, gli si potrebbe dare così torto?