Luigi Pellicone

Qualcosa non…VAR. La moviola in campo, dopo un esordio incoraggiante, rischia di scontentare tutti. Di certo, ha già diviso gli addetti ai lavori. C’è chi la considera un aiuto indispensabile per correggere gli errori. Altri la detestano. In Bundesliga il 48% dei calciatori l’ha bocciata. E in Italia? Beh, gli ultimi episodi non hanno aiutato. E così il progetto della tecnologia in campo, ciò che doveva e chiarire i dubbi, rischia di dividere, o peggio, di alimentare la cultura del sospetto. E dal concetto di rivoluzione all’eravamo quattro amici al…VAR che volevano cambiare il mondo il passo è breve. Ne abbiamo parlato con Andrea De Marco, ex arbitro e volto televisivo di Mediaset.

«Sono favorevole al VAR, ma è evidente che qualcosa vada migliorato»

De Marco, il VAR dopo il primo quadrimestre. Promosso o bocciato?
Sono e resto favorevole al VAR. Però è evidente che qualcosa vada migliorato. Gli episodi dell’ultimo mese ne hanno minato la credibilità. Prova ne è che i calciatori sono tornati a protestare. Molto, se non tutto, è dipeso dalle decisioni dell’arbitro: non è intervenuto nei casi più eclatanti.

Il caso Calvarese, in queso senso, è emblematico. Non era il caso, almeno, di confrontarsi?
Il VAR ha supportato la decisione sull’intervento di Bernardeschi. Il problema è un altro: l’errore è stato di Banti che non ha richiamato l’attenzione dell’arbitro. E comunque l’errore più grave è passato quasi inosservato: la “parata” di Torreira in Sampdoria – Sassuolo dove nessuno ha avvisato Gavillucci.

Dove si può migliorare?
La sosta giunge al momento giusto. Bisogna chiarire il concetto di “errore” e lavorare sia sul protocollo che sul metro di giudizio sui falli di mano. É indispensabile una maggiore comunicazione fra le parti per ridurre quanto possibile il margine d’errore. E poi serve un po’ di pazienza. Lo dico per esperienza personale. In campo può sfuggire qualcosa. Ecco perchè il VAR aiuta a diminuire gli errori.

«Il Signor VAR può aiutare, ma ci vuole esperienza di campo»

Crede sia utile l’introduzione del “Signor VAR”?
Assolutamente sì. Una figura specifica può aiutare ma ci vuole esperienza di campo. Durante il periodo di formazione delle nuove leve si potrebbero utilizzare arbitri che hanno smesso. Comunque chi ha vissuto il calcio da protagonista ha una visione diversa, molto più completa delle dinamiche di gioco.

In Italia, dove impera la dietrologia, non sarebbe opportuno che gli arbitri spiegassero le loro ragioni a fine partita?
Qualche tempo fa Nicchi aveva avanzato questa proposta, che non mi dispiace affatto. Credo che la soluzione ideale sia l’istituzione di un ufficio stampa che, due giorni dopo le partite, spieghi le dinamiche legate alle decisioni e a come sono scaturite. Sarebbe molto utile per non alimentare la cultura del sospetto.