Luigi Pellicone

Il VAR..o della moviola in campo. Il campionato ha subito rotto il ghiaccio: Juventus-Cagliari, minuto 38. Contatto sospetto fra Sandro e Cop. Maresca, richiamato da Valeri, sospende il gioco e si reca alla postazione del Video Assistant Refree. Entra la moviola in campo. 81 secondi in tutto. L’intervento è stato utile? Lo abbiamo chiesto ad Andrea De Marco.

L'”esordio” del VAR non si è fatto attendere. Tutto sommato è stato positivo?

Beh, credo proprio di si. Certo si è ancora nella fase embrionale nel progetto. In questa fase di sperimentazione si possono ancora apportare diversi miglioramenti. Il rigore concesso ieri al Cagliari resta comunque un chiaro esempio di come la tecnologia possa aiutare i direttori di gara in situazioni difficili da valutare.

La moviola in campo creerà comunque polemiche?

Il Var nasce per correggere e ridurre gli errori.  Nessun arbitro al mondo può condurre a termine i 90′ di gioco senza che gli sfugga qualcosa. La moviola in campo è legata alla decisione finale che spetta comunque al giudice di gara. Credo che gli arbitri ne siano contenti. É un aiuto. Certo, si può sempre lavorare sulla procedura ma credo che Rizzoli e Rosetti sappiano come e dove ritoccare il protocollo.

I calciatori sono stati esemplari. Nessuna protesta. Forse perché è inizio campionato. Cosa succederà quando i punti inizieranno a pesare?

I calciatori di Juventus e Cagliari si sono comportati in maniera molto giudiziosa. Non ha molto senso protestare. Il Var nasce con lo stesso principio della gol line technology e chiarisce i casi che possono generare equivoci ed errori. L’occhio di falco non lascia dubbi. E da quando l’arbitro mostra l’orologio che sancisce il “gol/nongol” i calciatori protestano molto meno. Mi aspetto qualcosa di molto simile: il Var è una macchina e, in quanto tale, regala maggiori certezze rispetto all’occhio umano. Quindi ispira fiducia. 

Andrea De Marco è favorevole o no al Var?

Da anni mi dichiaro favorevole all’introduzione della moviola in campo. L’arbitro è sempre stato il più penalizzato dei protagonisti in campo, sempre l’ultimo a sapere di aver sbagliato una valutazione o commesso un errore grave. Credo che il Var sia destinato a restituire serenità ai direttori di gara. E che ne siano tutti contenti”.