Redazione

Allegri si gioca il passaggio gli ottavi di Champions a Lisbona contro un avversario scomodo. La sofferta vittoria dell’andata lascia in eredità la sensazione che servirà la migliore Juventus della stagione. Un po’ come quella vista a San Siro, con una possibile, quasi obbligata, novità. Il rientro di Mattia De Sciglio.

Desaparecido dopo un avvio di stagione complicato

Allegri non ha molta scelta. Lichtsteiner non è inserito nella lista UEFA, Sturaro non è al 100% e comunque, al netto delle potenzialità fisiche, non offre le dovute garanzie. Howedes sta ancora recuperando. Resta viva l’ipotesi di spostare Barzagli, decentrandolo, ma non per tutti i 90′. Dunque, probabile semaforo verde per Mattia De Sciglio. Con tutte le cautele del caso. Al netto dell’infortunio, l’esterno basso non offre le adeguate garanzie tecnico tattiche, ma è l’unico interprete “originale” del ruolo.

De Sciglio è sempre stato un pallino di Allegri

Il tecnico toscano lo ha lanciato nel calcio che conta, quando, poco più che ragazzino, Mattia sembrava poter ripercorrere le orme dei grandi terzini del passato. Avvio di carriera bruciante, poi quella che pare essersi bruciata è la testata del motore. Al Milan ha chiuso inseguito dai tifosi nell’antistadio. Consumatosi lo strappo, Allegri non ci ha pensato su. Lo ha chiesto e ottenuto, anche a una cifra importante. 12 milioni di euro. Eppure, anche nella Juve è stato più un segnale di pericolo che un fattore discriminante. Anche prima dell’infortunio che lo ha costretto a fermarsi per un mese, De Sciglio non è stato mai determinante. Anzi, si. Per gli avversari.

Dall’eredità di Dani Alves all’oblio

La presenza dell’esterno basso bianconero si associa a due istantanee: la prima, in Supercoppa Italiana, quando si lascia travolgere da Lukaku che poi mette in mezzo il pallone del 3-2 decisivo di Murgia. La seconda al Camp Nou, quando manda in porta mezzo Barcellona con scelte non esattamente assennate. Quindi l’infortunio al perone. 45 giorni di stop, il rientro in prima squadra. Due panchine, con SPAL e Milan, senza mai vedere il campo. Nonostante l’opacità di Lichtsteiner e la “costrizione” di Barzagli. Resta da capire se Allegri gli darà fiducia in Champions. Contro lo Sporting, potrebbe davvero essere l’ultima chiamata per un classe ’92 che sembrava avere tutto per diventare uno dei migliori terzini d’Europa.