Nino Santarelli

La Nord ci sarà, la Sud no. Rispetto alla scorsa stagione si cambia. Domenica la Lazio avrà infatti il sostegno della parte più calda del tifo, la Roma no, come sempre accade quando gioca all’Olimpico da ormai un anno e mezzo. La Curva Nord aveva deciso di rientrare allo stadio già in piena estate. A fine luglio fecero discutere le parole dello storico capo tifoso Fabrizio Piscitelli, conosciuto negli ambienti del tifo come Diabolik: «La Curva Nord – disse – non può permettere che i tifosi della Lazio si perdano. C’è voglia di tornare allo stadio, occupare il nostro settore ed andare in trasferta tutti insieme. Qui si rischia l’estinzione, dobbiamo ricrescere come tifoseria e tornare a seminare lazialità. Abbiamo cercato di sensibilizzare le istituzioni rispetto al problema delle barriere, ma ora abbiamo l’obbligo di tornare ad essere quello che eravamo». Detto, fatto. La curva è tornata a riempirsi, i gruppi hanno ripreso a trascinare il tifo in casa e in trasferta. E quando le trasferte sono state vietate, come a Napoli e a Palermo, i tifosi hanno salutato i giocatori biancocelesti a Termini e a Fiumicino, tra cori, bandiere e fumogeni. Domenica la Nord sarà esaurita. I tifosi biancocelesti si sono dati appuntamento a Formello, da dove scorteranno il pullman della squadra fino all’Olimpico con un lungo serpentone di macchine e motorini, prima sulla via Cassia bis e poi sulla via Flaminia.

derby curve divise

Al derby la Curva Nord sarà al proprio posto.

La Curva Sud della Roma continua la protesta

Discorso diverso invece per la tifoseria romanista. Anche in occasione del derby infatti i gruppi della Sud diserteranno l’Olimpico e vedranno la partita al centro sportivo “Academy Qualcio Roma” di viale dei Romanisti. Prosegue dunque la battaglia contro le barriere. La posizione della Sud è stata resa nota in un comunicato: «Anche se lontani dagli spalti e dalla nostra casa quella di domenica non sarà mai una partita come tutte le altre. Chi rinuncia ad un derby per coerenza con i propri principi però non perde mai. Avanti Curva Sud, questa battaglia la vinciamo noi». L’incoraggiamento alla squadra non potrà essere dato nemmeno durante l’allenamento di oggi al Tre Fontane. Per motivi di ordine pubblico, è stato impedito alla Roma di aprire le porte dell’allenamento. Roberto Massucci, Capo di Gabinetto della Questura di Roma, ha così giustificato la decisione presa: “Abbiamo verificato che l’allenamento a porte aperte era stato calendarizzato nell’orario di massima affluenza del Luna Park. […] Colgo l’occasione per ribadire e rilancio il tema del dialogo. Ci sono realtà italiane dove non ci sono barriere ma ci sono alti livelli di sicurezza. Roma deve puntare ad aumentare i livelli di sicurezza e deve provare a migliorare e non deve puntare in basso. Non può essere una giustificazione il fatto che da altre parti non sono applicate le norme”. Un dialogo che appare sempre più difficile.

LAZIALI E ROMANISTI DIVISI
Sorpresa, inoltre, negli ambienti ultras romanisti, per la decisione della Nord di entrare e non mostrare solidarietà ai rivali, vista la battaglia comune contro le barriere che dividono i settori più caldi del tifo dell’Olimpico. Finora parecchie tifoserie, tra cui Inter, Palermo, Pescara, avevano disertato la trasferta di Roma con tanto di comunicato ufficiale che sottolineava la solidarietà ai romanisti. A scaldare ulteriormente gli animi, il discorso di un tifoso laziale a Formello durante gli allenamenti in cui si incitava la squadra a prendere la stracittadina come una “guerra etnica”. Parole forti, probabilmente fuori luogo, ma da contestualizzare. L’eco dei social ha contribuito a ingigantire il tutto. La Questura starebbe addirittura visionando i filmati per valutare se ci siano o meno gli estremi per un Daspo. Per il derby sono previsti 35.000 spettatori. I romanisti tra lo spicchio di Sud laterale e la tribuna Monte Mario saranno circa 7 mila.

Derby curve divise

La Curva Sud assente durante le partite casalinghe della Roma.

In collaborazione con Patrizio Cacciari