Elisa Ferro Luzzi

Ad inizio stagione in molti avrebbero scommesso che il derby di Manchester del girone di ritorno della Premier League sarebbe stato decisivo per le sorti del torneo. E invece no: oggi City-United vale per un posto in Champions, nulla di più. Con grande disappunto dei due tecnici, Mourinho e Guardiola, entrambi alla prima stagione sulle rispettive panchine. E’ andata meglio allo Special One, che ha conquistato due trofei come Community Shield e League Cup e deve giocarsi l’accesso alla finale di Europa League contro il Celta Vigo, mentre per Pep Guardiola è stata un’annata da “zero titoli”, tanto per citare lo stesso Mourinho. Entrambi i blasonati allenatori devono inchinarsi al Chelsea di Antonio Conte e al Tottenham di Pochettino.

Derby sentito ma non violento

Quello di stasera sarà il 156esimo derby in Premier League tra City e United, e il 174esimo considerando tutte le competizioni. Dopo aver vinto soltanto 5 volte nelle prime 28 edizioni della stracittadina, i Citizens hanno avuto la meglio in 7 delle ultime 11 gare giocate (un pareggio e 3 sconfitte) e sono favoriti dai bookmakers anche stavolta. Fin dal primo incontro, disputato nel novembre del 1881, quello tra City e United è stato un derby molto sentito, ma raramente la rivalità cittadina si è trasformata in violenza. I Citizens affermano con sicurezza di essere i veri tifosi della città di Manchester perché quelli dello United proverrebbero dalla periferia di Newton Heath, quindi fuori dalla città. Per i supporters dei Red Devils i sostenitori del City sono invece i “perdenti” ed anche loro affermano di essere i veri tifosi di Manchester in base al maggior numero di titoli vinti: 60 (incluse tre Champions League) contro i 14 del City.

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I tifosi del City e dello United

EMPATIA E SOLIDARIETA’ DAL DOPOGUERRA
Sfottò a parte, City e United al contrario di molte tifoserie avversarie hanno una lunga storia di collaborazione alle spalle. Prima della seconda guerra mondiale, infatti, è capitato spesso che le due tifoserie si ritrovassero incredibilmente a supportare lo stesso club. All’epoca non c’era ancora la cultura della trasferta e quindi la squadra che giocava in casa univa le due fazioni di Manchester praticamente sotto un’unica bandiera. Durante e dopo la seconda guerra mondiale, poi, l’Old Trafford divenne inagibile a causa dei bombardamenti nazisti e così lo United (dietro pagamento di 5mila sterline all’anno) si ritrovò a giocare a Maine Road, il vecchio stadio del City (che ora gioca nel nuovo City of Manchester Stadium). Dal 6 febbraio 1958, poi, una buona parte dei tifosi del City e molti di quelli ancora indecisi su quale squadra tifare cominciarono a sostenere lo United. La causa scatenante fu l’incidente aereo accaduto quel giorno a Monaco di Baviera, in Germania, nel quale persero la vita 23 passeggeri, tra cui otto giocatori del Manchester United. Da quel giorno molti tifosi del City, per una sorta di empatia e di solidarietà collettiva, cambiarono squadra.

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Il 6 febbraio 1958 è stato uno dei giorni più duri per il calcio a Manchester

IL TACKLE DI BEST SU PARDOE
Negli anni ’70, però, questo clima pacifico cominciò a tentennare. In campo i giocatori delle due squadre iniziarono a giocare in maniera più aggressiva del solito per via di alcuni vecchi conti in sospeso. Durante un derby del dicembre del 1970 George Best, idolo dello United, fece un fallo bruttissimo su Glyn Pardoe del City. Pardoe uscì con una gamba rotta e andò vicinissimo all’amputazione. Un episodio simile coinvolse nel 2001 l’allora capitano dello United, Roy Keane, che entrò malissimo sul calciatore norvegese del City, Alf-Inge Haaland, per fortuna senza provocare le stesse gravi conseguenze del fallo di Best.

IL GOL PIU’ BELLO
Il gol più bello nella storia di questa stracittadina e della Premier lo ha segnato Wayne Rooney nel 2011, l’ormai famosa bicicletta che lo ha consegnato alla storia dello United e del campionato inglese. Rivediamocelo da ogni angolazione possibile: