Elisa Ferro Luzzi

Il 113esimo derby della Lanterna si apre con la storia di Christian Puggioni, portiere e tifoso della Samp che per la prima volta difenderà i pali blucerchiati nella stracittadina. Lui, che ai tempi in cui vestiva la maglia del Chievo rifiutò la chiamata del Genoa sottolineando “Sono doriano, non ci vado”, che come suoneria ha l’inno doriano e che va in giro con la sciarpa blucerchiata cucita dalla nonna, sabato per la prima volta in carriera sarà in campo al posto di Viviano, infortunatosi durante la partita con il Pescara. Una bella storia in una stracittadina ricca di altre storie e tradizione che ha visto diversi simboli del calcio diventare tali e consegnato molti esordienti alla leggenda.

Christian Puggioni, portiere e tifoso della Samp

Christian Puggioni, portiere e tifoso della Samp

I bomber da derby e il tifo di De Andrè

Il primo derby tra Genoa e Sampdoria è andato in scena il 3 novembre 1946: 45mila spettatori presenti nel vecchio stadio Ferraris, tra di loro anche il presidente della Repubblica Enrico De Nicola. Vincono i blucerchiati 3-0: a segno Baldini, Frugali e Fiorini. Al termine della gara, il bomber rossoblu Verdeal va a stringere la mano a Baldini e poi, in meno di un anno diventa l’idolo dell’intera tifoseria. Si innamora di lui anche un bambino di sette anni, portato allo stadio in occasione di Genoa-Torino dal padre e dal fratello, grandi tifosi del Toro come tanti italiani a quell’epoca. La partita non va molto bene al Grifone, che perde 2-3, ma è in quella precisa occasione che il bambino decide di diventare tifoso del Genoa.

Quel bambino è Fabrizio De André. “Mi ricordo che quasi subito, forse per una sorta di antagonismo precoce, mi scoprii genoano contro mio padre e mio fratello” ha raccontato Faber anni dopo, affermando anche più volte di essere “malato di Genoa”. Il tifo, per lui, era una sorta di fede laica “il bisogno di schierarsi in un partito, simbolizzato magari da un colore che si pretende essere sostenuto da una tradizione o da una cultura diversa da quella degli altri: il tifo nasce da un bisogno forse infantile di identificarsi in un gruppo che ha come obiettivo la lotta per la vittoria contro gli altri gruppi”.

Il Genoa club dedicato a De Andrè

Il Genoa club dedicato a De Andrè

In cima alla classifica dei cannonieri del derby della Lanterna c’è Giuseppe Baldini, attaccante della Samp noto negli anni ’40 per aver formato il famoso ”attacco atomico” con Adriano Bassetto: ha siglato 5 gol nella stracittadina (quattro con la Samp e uno con il Genoa). Il primo straniero di questa graduatoria è invece Diego Milito, che è andato a segno per ben quattro volte in sole due partite giocate con la maglia del Grifone. Il Principe detiene anche il record dell’unica tripletta segnata in un derby, quello del 3 maggio del 2009. Tra le doppiette, invece, troviamo il dato curioso targato 2016: a gennaio, infatti, ne sono state messe a segno due per parte, precisamente da Soriano e Pavoletti nel derby finito 2-3 per i doriani. E, a maggio sempre del 2016, una doppietta di Suso è stata decisiva per il successo finale del Genoa.

Baldini e Bassetto coppia d'oro della Samp

Baldini e Bassetto coppia d’oro della Samp

Sampdoria Genoa derby

La Sampdoria dopo il 5-1 del 1948

IL RECORD DI GOL NEL DERBY
La stracittadina del 17 ottobre del 1948 (5-1 per la Samp) detiene ancora oggi ben tre record: il massimo scarto, il maggior numero di reti realizzate da una squadra sola e in totale nella storia del derby della Lanterna. Curti, arrivato nel capoluogo ligure solo tre giorni prima, apre e chiude le marcature, Baldini raddoppia, Corradini illude i rossoblu prima dei gol di Bassetto e Prunecchi.

Come dimenticare l’era Pruzzo al Genoa. Realizzò la sua prima rete in Serie A con la maglia blucerchiata e proprio contro quella Roma che lo consegnerà poi alla leggenda. Ma il suo gol più importante a Genova risale al 13 marzo 1977, quando di testa realizzò la rete che regalò il derby al Grifone. A Genova disputò 5 stagioni di cui 3 nella massima serie e 2 in Serie B collezionando ben 143 presenze e 57 gol e divenendo anche capocannoniere della Serie B nella stagione 1975-1976. E’ uno dei bomber più prolifici del Genoa insieme a Diego Milito. 

Il gol di Pruzzo nel derby del 1977

Il gol di Pruzzo nel derby del 1977

Nell’albo d’oro dei marcatori da derby figura anche Mario Tortul. E’ suo il gol del 2-1 in Samp-Genoa del 1954, che però viene vinto dai rossoblu; suo il terzo gol della vittoria blucerchiata del 1958 (3-1). Tortul era il fratello di Evelina Tortul, la madre di un certo Fabio Capello.

I 18 ANNI DI ROBERTO MANCINI
E’ l’estate del 1982, il presidente Mantovani porta alla Samp un giovane promettente del Bologna, tal Roberto Mancini. Ha 18 anni e nel capoluogo emiliano ha giocato 30 partite segnando 9 gol ma non è riuscito ad evitare la retrocessione della squadra in B. Il Mancio festeggia i 18 anni nel giorno del derby che segna il record di capienza a Marassi in campionato e si fa il miglior regalo possibile: il gol. “Presi la palla sotto la tribuna – racconta -, lasciai sul posto Onofri, strinsi al centro e al limite dell’area anticipai Faccenda, tirando al paletto. Martina restò immobile e il pallone entrò in rete. Sotto la Nord… i nostri tifosi stamparono la foto del mio gol sulle cartelline natalizie”.

Mancini e Vialli, insieme alla Sampdoria dal 1984 al 1992

Mancini e Vialli, insieme alla Sampdoria dal 1984 al 1992.

IL RECORD NEGATIVO DI DELNERI
Gigi Delneri, oggi sulla panchina dell’Udinese, detiene un record negativo che in pochi possono “vantare”: è stato infatti l’unico allenatore ad aver perso il Derby della Lanterna sulla panchina di entrambe le squadre. Su quella della Samp, il 28 ottobre del 2009, rimediò un netto 3-0. Qualche anno più tardi, sulla panchina del Genoa, ne prese sempre tre nel derby del famoso autogol di Bovo.